Manchester City, inizia l'era Guardiola: primo trofeo inglese

Il manager catalano alza il suo primo trofeo da allenatore dei Citizens e interrompe un digiuno di quasi due anni. Inizia ufficialmente l'era del guardiolismo a Manchester.

Guardiola alza il suo primo trofeo da allenatore del City con i suoi collaboratori: la coppa di Lega

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Seicentoquarantacinque giorni. Tanto ha dovuto aspettare Pep Guardiola prima di tornare ad alzare le mani al cielo con un trofeo - il primo da allenatore del Manchester City, l'ultimo è la Coppa di Germania col Bayern datata 21 maggio 2016 - e piangere. Un must dell'allenatore catalano. Già perché lui le vive così le finali, come se fosse in gioco la sua stessa vita: perché per il suo amore, il calcio, la vita l'ha data. La League Cup è stata la sua vittoria. La vittoria della perseveranza, di chi crede fermamente nelle sue idee e non molla mai.

Era arrabbiato dopo l'uscita dalla FA Cup per mano del Wigan. Voleva entrare di nuovo nella storia del calcio: il primo allenatore a vincere tutti e quattro i trofei stagionali in palio, allenando una squadra di Premier League. Non ce l'ha fatta, almeno quest'anno. Si consolerà adesso coccolando l'idea di un triplete. Difficile, ma non impossibile.

Vincendo la League Cup, Guardiola, ha fatto un'altra impresa: ha battuto Wenger lì dove l'allenatore dell'Arsenal era più forte: a Wembley. Sei vittorie su sei dal 2011 ad oggi nelle finali giocate in questo stadio. L'ha battuto praticamente a casa sua, ma Pep è nato pronto per giocare finali: solo 4 perse sulle 20 disputate da allenatore. Imbattibile. Il 25 febbraio 2018 sarà ricordato a lungo nella storia del calcio. Non per la vittoria della League Cup del Manchester City, ma per l'inizio dell'era di Guardiola coi Citizens, un'era di vittorie e di coppe come a Barcellona.

Manchester City: è iniziata l'era Guardiola

Ha vinto tutto Guardiola nella sua carriera. Ha perso pochissimo: 1 Coppa del Rey e 3 Supercoppe di Germania. A 47 anni ha già in bacheca 22 titoli. Uno in più di Wenger che di anni ne ha 68. Incredibile vero? Ah, il manager francese non ha mai alzato, in vent'anni di Arsenal, una Coppa di Lega. E Pep al suo secondo tentativo l'ha sollevata (lo scorso anno perse 1-0 al quarto turno nel derby contro lo United). Il City gli è entrato nel sangue e lui ai giocatori. Ormai giocano come il suo Barcellona. Tiki taka e palla in profondità alla punta che si smarca. Non esistono attaccanti veri nella sua idea di calcio, ma solo grandi finalizzatori. Aguero ne è l'esempio. Una punta piccola e dinamica capace di fare gol in qualsiasi modo. 

Sono 507 le panchine in carriera, praticamente vince 1 titolo ogni 23 partite. Dati spaventosi. Per chi ama il calcio Pep è la quinta essenza della libidine. Perché quando scendono in campo le sue squadre le ami. Sembrano danzare sul prato verde. Ami Guardiola quando sgrana gli occhi per una giocata impossibile di un suo giocatore o quando esulta, come un tifoso qualunque, per il gol della sua squadra. Ami Pep perché ti fa vincere. A 47 anni è l'allenatore più giovane della storia del calcio ad aver vinto così tanto, in così poco tempo. E ora? Ora viene il bello. La stagione non è finita. Manca un campionato da congelare e una Champions League da vincere. Se ci riuscisse sarebbe doveroso costruire in centro a Manchester una sua statua. Poco importerebbe di dare fastidio alla parte 'rossa' di Manchester, anche loro riconosceranno che Pep merita rispetto.

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