Premier League, Conte e Mourinho quasi amici

Prima di Manchester United-Chelsea i due allenatori si stringono la mano cancellando le polemiche recenti: la loro è stata una partita nella partita.

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Hanno messo da parte l'orgoglio preferendo uno sguardo negli occhi: da uomini prima ancora che da allenatori. I fari del calcio inglese oggi erano puntati su José Mourinho e Antonio Conte. Da avversari mediatici, tra accuse di demenze senile rivolte al portoghese, riferimenti a clown e capelli, richiami alla squalifica per calcioscommesse riferiti al manager dei Blues e risse sfiorate nel tunnel in FA Cup, a sfidanti sul campo per Manchester United-Chelsea. 

Le attese per il big match della 28^ giornata di Premier League erano divise tra le giocate in campo e la partita nella partita tra Conte e lo Special One. Ci sarà o no la stretta di mano? Una domanda sempre presente nei giorni che hanno preceduto la partita alla quale l'allenatore italiano e Mourinho hanno risposto. Positivamente. Mettendo per un attimo a tacere le tante polemiche delle ultime settimane.

Quanta convinzione ci fosse in quella stretta di mano possono saperlo solo i due diretti protagonisti. Che hanno però sicuramente messo un freno alla endless saga, come era stata ribattezzata la diatriba Conte-Mourinho dagli appassionati di Premier League. Le panchine ravvicinate che caratterizzano l'impianto dell'Old Trafford hanno agevolato il compito: qualche sguardo d'intesa e un paio di sorrisi timidi in cenno d'intesa sulle decisioni dell'arbitro Atkinson. Prove tecniche di dialogo.

Premier League, prove di dialogo Conte-Mourinho: strette di mano e sorrisi

Del pomeriggio di Premier League a Old Trafford, gli appassionati alla saga che vede protagonisti Antonio Conte e José Mourinho custodiranno con la stretta di mano altri due momenti: il primo al 20' del primo tempo con i due allenatori distanti pochi metri nei pressi delle rispettive aree tecniche. L'assegnazione di un fallo agli ospiti non convince e lo Special One guarda in direzione di Conte sussurrando qualcosa con il suo classico ghigno. Che presto si trasforma in sorriso, ricambiato a distanza dalla guida del Chelsea. Segnale distensivo replicato al fischio finale: il risultato ha premiato il Manchester United, vittorioso per 2-1, e il manager dei Red Devils ha chiesto al suo pubblico di applaudire l'avversario e il suo allenatore. Invito accolto in pieno stile inglese. Con tanto di carezza di Mou a Conte.

Dalle intenzioni di non stringere la mano al collega annunciate in conferenza stampa da Antonio Conte alla tregua. Un processo di maturazione o un semplice segno di rispetto? All'interrogativo dopo il fischio finale hanno risposto i due protagonisti. A rispondere per primo è stato Mourinho, certo non nuovo a catturare nella sua trappola mediatica colleghi e avversari:

Stringere la mano all'avversario prima e dopo una partita è l'immagine del rispetto che si deve a chiunque faccia parte del mondo del calcio. Credo sia quello che io e Antonio volevamo mostrare a tutti.

Nemici ma con rispetto. Un messaggio ribadito dall'allenatore del Chelsea:

Il pareggio sarebbe stato più giusto ma parliamo di una sconfitta e quindi non dobbiamo cercare alibi. Con Mourinho è tutto a posto.

Il secondo verdetto più atteso poi è arrivato dal campo. Che ha premiato il Manchester United, ora secondo a + 6 sui Blues, caduti in quinta posizione e fuori dalla zona Champions League. Al Chelsea che era partito meglio andando avanti con Willian ha risposto Romelu Lukaku: prima mettendosi in proprio per l'1-1 poi travestendosi da assist-man per Lingard sul centro del sorpasso. Le esultanze? Contenute anche quelle, con Conte che mostrava i pugni alla tribuna e Mou che cercava i suoi calciatori. Amici no, ma quasi. Uniti da una stretta di mano attesa dal calcio europeo come quella tra gli alti funzionari delle due Coree alle Olimpiadi invernali di PyeongChang.

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