Olimpiadi invernali, favola Curling: Svezia KO contro i dilettanti USA

Una finale storica regala la vittoria agli Stati Uniti di John Shuster, Matt Hamilton, John Landsteiner e Tyler George: eroi, come nei più classici film americani.

0 condivisioni 0 commenti

di

Share

Chi non ha mai visto uno di quei film di sport in cui viene raccontato il sogno americano. Sì, dai, quelli in cui una squadra improvvisata e scapestrata di qualsiasi tipo di disciplina, contro ogni pronostico riesce a sorprendere tutti e avere la meglio sui rivali più blasonati, i favoriti per eccellenza, quelli che hanno a loro disposizione storia e mezzi più importanti.

Possiamo fare davvero tanti esempi, dai più divertenti come Dodgeball (Palle al balzo), con Ben Stiller e Vince Vaughn, e The Longest Yard ("L'altra sporca ultima meta"), con Adam Sandler, per arrivare a film tratti da storie vere, come "The Miracle", basato tra l'altro sulle Olimpiadi invernali del 1980, in cui la squadra di Hockey su ghiaccio statunitense riuscì ad avere la meglio sulla Russia.

Si potrebbe continuare l'elenco all'infinito e, dopo quello che è accaduto a PyeongChang, molto probabilmente sarà presto aggiunto un nuovo capitolo alla cinematografia sportiva statunitense. Difficile non ipotizzare una prossima pellicola che racconti la storia che ci ha regalato il Curling, che ha visto la squadra USA composta da dilettanti vincere la medaglia d'oro olimpica grazie alle gesta di John Shuster, Matt Hamilton, John Landsteiner, Tyler George e la riserva Joseph Polo.

Olimpiadi invernali, favola USA nel Curling

Una storia emozionante, con tutti i connotati degni di un film di Hollywood. E non solo perché la vittoria finale è stato conquistata nell'ottavo end, quando sul risultato di parità è arrivato un colpo da maestro di John Shuster, capace di regalare 5 punti in una volta sola. Ma soprattutto per il modo in cui gli statunitensi sono arrivati fin lì, a giocarsi il più pregiato metallo in palio.

Dopo i fallimenti di Vancouver e Sochi, che tra l'altro negli Stati Uniti avevano anche generato il neologismo "Shustering", il lead John Shuster era stato di fatto escluso dalla possibilità di partecipare anche a queste edizioni delle Olimpiadi invernali, con la federazione statunitense di Curling che aveva indetto dei trials per sondare nuovi quartetti e trovare dei rappresentati diversi della nazionale in Corea del Sud.

John Shuster però non si è perso d'animo, accettando la nuova sfida. Continuando a lavorare in un negozio di articoli sportivi, si è sottoposto a una rigida dieta che gli ha fatto perdere 13 chili e nel frattempo ha organizzato una squadra di Curling con altri tre outsider su cui nessuno avrebbe puntato un dollaro, iscrivendosi insieme a loro ai trials. Beh, inutile dire che (come in un film) la sua squadra riesce a vincerli, qualificandosi alle Olimpiadi in Corea del Sud. Questo nonostante lo scetticismo generale della nazione e della stessa federazione, che avrebbe voluto comunque premiare un altro quartetto. Già così, la sola partecipazione alle Olimpiadi invernali poteva sembrare un sogno realizzato, ma quei quattro americani ne hanno uno ancora più grande scritto nel loro destino.

La finale contro i campioni della Svezia

Sì, perché nella prima parte del round robin sembrano destinati a uscire prematuramente, senza nemmeno potersi qualificare alle semifinali, con 4 sconfitte consecutive (tra cui anche quella con l'Italia). In patria si parla ancora una volta di Shustering, di un fallimento annunciato e della mancanza di carattere della squadra guidata dal ragazzo del Minnesota, John Shuster, nei momenti decisivi. Poi, però, dalla partita vinta con i "cugini" canadesi, qualcosa cambia e l'incantesimo di eterno incompiuto si frantuma in mille pezzi.

Non solo porta Shuster e i suoi ad accedere alle semifinali, ma anche al raggiungimento della finale contro i campionissimi della Svezia del fenomeno Edin, già affrontati nel round robin con tanto di sconfitta eclatante (4-10) e senza appelli. Il copione del film, però, stavolta recita un finale diverso.

I grandi sfavoriti sono riusciti ancora una volta ad avere la meglio, vincendo contro la Svezia di Niklas Edin per 10-7, grazie appunto a quel colpo impossibile nell'ottavo end (il settimo si era concluso sul 5-5), capace di garantire 5 punti in una botta sola. Poteva essere sufficiente anche solo questo per rendere memorabile l'evento, ma ancora il film non è finito. La Svezia infatti prova a rispondere, realizzando altri due punti. Ma resosi conto di non poter fare di più, Edin regala prima un tiro incredibile, no look, che gli vale una standing ovation. E poi, immediatamente dopo, ha detto ai colleghi statunitensi di non giocare il loro turno, ammettendone la superiorità, concedendo loro la medaglia d'oro e, soprattutto, regalando a questo film sul Curling un finale ancora più emozionante. Sì, ci aspettiamo presto qualche comunicazione da Hollywood...

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.