NBA, San Antonio Spurs: il caso Leonard e un futuro in dubbio

Gli Spurs dovranno fare a meno per la stagione della loro stella e aleggiano anche delle nubi pericolose sui rapporti tra Leonard e il front office.

Leonard e gli Spurs au ferri corti?

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Possiamo dire con certezza che i San Antonio Spurs siano una specie di CIA in versione NBA, dove un po’ per imprinting del proprio allenatore (ex agente) e un po’ proprio per inclinazione societaria, non si viene mai a sapere nulla di particolarmente piccante o curioso su di loro. Notoriamente i panni sporchi vengono lavati in casa nella massima segretezza a anche quando dei panni sotto forma di giocatori “piantagrane” vengono inseriti nell’ambiente, clamorosamente mutano il loro status e diventano i più adorabili campioni che abbiate mai visto. Se state pensando a Steph Jackson siete decisamente avanti con i collegamenti.
Quest’anno si può dire che gli Spurs siano ancora più sorprendenti della passata stagione, perché sono terzi nella Western conference dominata da Warriors e Rockets pur avendo avuto una lunga sequenza d'infortuni, oltre all'assenza praticamente totale della propria stella Kawhi Leonard.

Già…Kawhi Leonard.
Dopo un lungo periodo iniziale fuori per una tendinopatia al quadricipite della gamba destra, Kawhi ha potuto rimettere piede in campo da una situazione privilegiata, infatti i suoi hanno ampiamente tenuto botta e lo attendevano con ansia per dare la spallata alle avversarie e dirigersi con le due capofila nel mirino.
The Klaw stava provando a riprendere un minimo di quella brillantezza fisica che ne aveva fatto un highlander e NBA MVP Candidate solo pochi mesi prima, ma le nove partite disputate nell'arco di un mese con diversi intervalli non hanno permesso una vera e propria evoluzione fisica, poi quando il 13 gennaio i problemi fisici sono riapparsi lo staff medico è stato obbligato a fermarlo un’altra volta senza una data certa sul rientro.

In qualsiasi altra realtà ci sarebbe stata la corsa non solo per capire quale fosse il problema del giocatore (e questo era noto), ma anche quale e se ci sarebbe stata possibilità di rivederlo in campo. Ovviamente nessuna fuga di notizie e gli Spurs continuano a gravitare in terza posizione. La speranza dei tifosi era di aggiungere Kawhi nel momento giusto della stagione, ma intanto potevano godersi un gioco basato si maggiormente su LaMarcus Aldridge, assieme alla crescita di Kyle Anderson, Gary Forbes, Derrick White e Davis Bertans.

Gregg Popovich è il primo a parlare dell'infortunio di Kawhi

NBA, Popovich scoperchia il vaso di Pandora

Sarei stupito se tornasse prima della fine della stagione. Abbiamo ancora un numero X di partite da giocare e inserire un giocatore come lui così tardi potrebbe avere le sue difficoltà. Per questo cerco di essere più logico e onesto possibile.

Queste le parole di Gregg Popovich nella giornata di giovedì riguardo a una domanda fattagli su Kawhi Leonard in vista della seconda parte di stagione. Sono state un fulmine a ciel sereno per ambiente e tifosi, ma ovviamente non campate per aria. Infatti poco dopo il solito Wojnarowski sguinzaglia le sue fonti e dà l’ufficialità dicendo che Leonard non sarà in campo per questa stagione.
Oltre a questo però escono retroscena piuttosto curiosi e soprattutto non abituali per gli Spurs, infatti sembrerebbe che la gestione dell’infortunio da parte della franchigia non sia stata gradita particolarmente dal giocatore che avrebbe così preso la decisione di non tornare nonostante i medici gli avessero dato il via libera.

Dopo un primo consulto a New York lo staff medico ha dato l’okay al giocatore per tornare in campo se avesse voluto e saputo gestire il fastidio (da questo si capisce che il problema è migliorato ma non ancora completamente guarito).
Leonard, di contro, ha posto il veto sul fatto di tornare in campo con dei rischi per la sua carriera e ha quindi deciso, avendo lui l’ultima parola, di chiudere anzitempo la stagione.

Leonard e Parker in panchina

Presente e futuro in dubbio per Leonard e gli Spurs?

Nel podcast prodotto Pardon The Interruption da ESPN si parla addirittura di una remota ma possibile volontà da parte di Leonard di danneggiare gli Spurs con questa decisione, anche se sembra una visione piuttosto forzata.
Nel 2019 il giocatore sarà free agent e le voci riguardo alla possibilità che non rimanga all’ombra dell’Alamo si stanno infittendo. La società texana ha già smentito seccamente anche la remota possibilità che scambino la propria stella prima della deadline della prossima stagione, confidenti quindi di poter (e per certi versi dover) rifirmare quella che è stata unanimemente considerata come la pietra miliare del futuro. O meglio il Tim Duncan 2.0.

Di certo se la volontà del giocatore fosse quella di non rinnovare, gli scenari di trade si aprirebbero giocoforza e allora la geografia della NBA potrebbe cambiare radicalmente un’altra volta.
Qualche falla nel sistema Spurs si è vista, ma solo dal punto di vista squisitamente gestionale, anche se giova ricordare che i neroargento sono sempre quelli che avevano praticamente emarginato Aldridge con l’intenzione di scambiarlo, salvo poi rifirmarlo e renderlo perno del progetto.
Quindi mai dire mai con RC Buford e i suoi.

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