Serie A, la conferenza stampa di Spalletti prima di Inter-Benevento

Le parole dell'allenatore nerazzurro prima della sfida del Meazza contro il Benevento ultimo in classifica.

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Luciano Spalletti si è presentato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Benevento valida per la 26esima giornata di Serie A.

Serie A, la conferenza stampa di Spalletti prima di Inter-Benevento

Icardi è stato convocato. Partirà dal primo minuto o serve ancora prudenza, visto il clima?

Il clima generale non conta molto. È il suo clima a essere fondamentale. Ci sono ancora delle ore a disposizione, ma caricarlo di 90 minuti è un rischio che è meglio non correre. Domani valuteremo con i medici.

La società ha ribadito fiducia nei suoi confronti e nel progetto.

Mi ha fatto piacere, non solo per i giudizi nei miei confronti ma per il modo in cui è stato affrontato il discorso: stabilità, conoscenza e volontà di creare un percorso. Questo è fondamentale. L'ad ha detto cose interessanti che fanno piacere a tutti. Dobbiamo prendere una strada e mantenerla senza farsi turbare dai risultati.

Come sta Rafinha? Debutterà?

Abbiamo dovuto un po' alternare il suo impiego e le tempistiche, ha avuto un affaticamento. Andrà valutata bene la questione. Oggi si è allenato bene, ma era una sessione ridotta. Non abbiamo una risposta totale sul suo livello. C'è, e per quanto possibile vogliamo usarlo perché può dare una mano.

Perisic e Borja Valero sono in difficoltà, pagano il momento della squadra. Ti aspettavi qualcosa di più a livello fisico, considerando che non vengono giocate le coppe?

Quelli che fanno le coppe ruotano i giocatori, quindi non cambia molto. Le difficoltà che abbiamo adesso non sono di qualche giocatore, è calata la convinzione nel credere che possiamo vincere e giocare alla pari contro chiunque. Abbiamo passato un bel periodo e un bruttissimo periodo, e le cose sono simili: siamo noi che l'abbiamo determinato sia in un senso che nell'altro, e siamo noi a dover trovare le soluzioni dentro noi stessi.

Dobbiamo credere in quello che è la nostra forza, quello che disturba è la rinuncia a lottare fino in fondo alle situazioni. Contano la professionalità, il modo corretto di ragionare, le idee che abbiamo: in allenamento vedo sempre metterci qualcosa di più, il desiderio di prendersi responsabilità. Adesso facciamo più fatica, prima avevamo il vento a favore e adesso ci soffia contro. Questo è il gruppo che ho scelto, e sono convinto renderà la vita dura a tutti.

Da qui a fine stagione si aspetta da uno dei leader di vedere un atteggiamento diverso, da vero trascinatore. Finire quinti sarebbe molto pesante...

Non è che me lo aspetto, lo faranno vedere che hanno le qualità da leader. Queste qualità ci daranno dei risultati, può bastare oppure no, dipende anche da quello che fanno gli altri. Le squadre con cui lottiamo in questo momento hanno qualità assolute, poi è chiaro che i cattivi risultati non devono continuare. E non continueranno perché vedo la squadra lavorare nella maniera corretta. 

La squadra è una di quelle che corre di più in Serie A. Allora il problema qual è? Scarsa collaborazione tra i compagni?

Non conta quanto si corre, ma come si corre. Conta anche il volume, ma sotto l'aspetto della puntualità e brillantezza non siamo stati perfetti. Il problema è più mentale, la sensazione che qui debba andare così. Ce l'abbiamo un po' addosso, sembra debbano andare così le cose. Ma non è vero. E lo dimostreremo.

A inizio stagione c'era grande entusiasmo. Adesso non è sparito, ma leggendo i commenti anche sui social è un po' scemato. Perché i tifosi devono continuare a credere nella rincorsa Champions?

Noi dobbiamo assolutamente far cambiare opinione. Per quello che ci stanno dicendo è poca la reazione, ci vuole più orgoglio. Dobbiamo trasformare questi discorsi in "te lo farò vedere io", sennò hanno ragione loro. Dobbiamo cambiare la loro opinione con i fatti, i comportamenti, non a parole.

Sabatini ha detto che dovete capire quali sono le priorità.

È quello che abbiamo detto finora. Essere determinati nel far cambiare idea in chi giudica. Ci vogliono fatti, non discorsi. Abbiamo parlato tanto, ora o ci si mette qualcosa di pratico, toccabile. Bisogna fare punti, cercare la vittoria contro qualunque avversario. L'obbiettivo deve essere sempre quello. Questo è quello che intendeva il direttore.

Miranda giocherà?

È difficile. Sta molto bene, ma lo valuterò domani. Icardi, Miranda, Borja, Rafa, oggi erano tutti lì, non dal dottore, ma con la squadra. È una risposta importante.

Com'è stata presa nello spogliatoio la vicenda di Icardi, le parole di Wanda Nara?

Il pensiero della società è ovviamente anche il mio. Nello spogliatoio conta quello che ha detto l'ad Antonello.

La scorsa settimana ci ha fatto capire che in allenamento avete provato soluzioni diverse. Adesso punterete sulle vostre certezze o cercherete qualcosa di diverso?

Dopo averci ragionato su siamo convinti che questo sia il nostro prendere le qualità migliori dei nostri calciatori, questo è l'atteggiamento tattico. Poi è chiaro che bisogna avere l'alternativa, se la situazione lo richiede. Se un giocatore è in difficoltà, se gli avversari utilizzano un certo modulo. Ad esempio il Benevento cambia a volte il modo di costruire, per cui bisogna essere bravi anche noi a adattarci. Ma il nostro modulo rimane questo, 4-2-3-1, 4-3-3. Poi le qualità degli interpreti cambiano lo scorrimento dell'azione, ma lo schema è questo.

Brozovic come sta? È vero che Zhang è assente?

Brozo sia la scorsa settimana che questa ha fatto le cose con la codina un po' più bassa, perché era dispiaciuto. Ha fatto quello che doveva fare, è giusto essere dispiaciuti se non ti è venuto bene un atteggiamento. Poi si è allenato bene, ed è chiusa lì, se uno se ne rende conto.

Zhang ha le qualità del presidente perfetto, è corretto, gentile, ti fa sentire fiducia, da a tutti la possibilità di esprimersi attraverso le proprie qualità. Sceglie le persone e gli da questa libertà. Dentro la società abbiamo dei ruoli e persone che la coprono totalmente, e ognuno ha la sua totale competenza nel proprio ruolo. Zhang ha queste imposizioni di azienda, di famiglia, che lo costringono a viaggiare per il mondo: ha studiato, sa le lingue, è un presidente. Per l'età che ha è assolutamente competente e si fida di noi, quindi sta a noi rispondere alle sue aspettative all'interno di quelli che sono i nostri ruoli.

La società è coperta per fare un buon campionato. Stiamo attraversando un periodo devastante, bruttissimo, ma non siamo con la depressione addosso, quella che ti uccide: state tranquilli. Questo è un periodo brutto, forse prima era troppo bello: ma il nostro obbiettivo è sempre alla portata, è molto vicino, dipende da noi, non dal presidente che ha impegni per le sue aziende. Ci sono persone qui che sanno assolvere i compiti che lui ha assegnato.

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