Storie di FA Cup #02: Essandoh, dal televideo al mito

Nella FA Cup 2000/2001 entra nel mito Roy Essandoh, attaccante nordirlandese di origini ghanesi sbucato dal nulla che il Wycombe trova grazie al televideo.

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La FA Cup ha una storia lunga quasi un secolo e mezzo. Ideata nel 1871 dalla mente visionaria di Charles Alcock, "il padre dello sport moderno", non ha mai perso il suo appeal, il suo fascino irresisitibile, nonostante gli enormi mutamenti di cui il football è stato oggetto: dalle 13 squadre formate dagli "Old Boys" delle migliori scuole inglesi che si contesero la prima edizione a oggi, infatti, si potrebbe dire che molto è cambiato nella forma, ma niente nella sostanza.

Perché questo meraviglioso torneo ha visto cambiare squadre e protagonisti, persino le regole, ma non ha mai perso la capacità di raccontare storie incredibili: di grandi club e grandi trionfi, certo, ma anche di rappresentative sconosciute capaci di vivere veri momenti di gloria, di minuscole cittadine che per una volta hanno potuto confrontarsi con le grandi metropoli alla pari. Di calciatori anonimi che sono diventati eroi, anche solo per un giorno.

Di tutti gli eroi improbabili di cui la FA Cup è stata testimone, forse, Roy Essandoh è il più inatteso. Classe 1976, nel 2001 il suo nome finisce sulla bocca di tutti dopo il clamoroso gol che permette ai Wycombe Wanderers, modesta compagine di terza serie, di sconfiggere il Leicester City - presenza stabile in Premier - e guadagnarsi così l'accesso alle semifinali. Un vero e proprio "giant killing" che però non basterebbe a fare entrare questa storia nel mito. La particolarità è che Essandoh segna questo gol clamoroso appena dopo aver firmato un contratto di sole due settimane con i Chairboys, a cui si era proposto grazie a un annuncio apparso sul Ceefax, il televideo inglese.

Roy Essandoh avvolto da una bandiera del Wycombe

Roy Essandoh, attaccante giramondo

La storia di Roy Kabina Essandoh, nato a Belfast da padre ghanese e madre nordirlandese, potrebbe essere quella di tanti aspiranti calciatori: la passione per il pallone, la consapevolezza di saperci fare più dei compagni di gioco, l'amarezza nel constatare che comunque il talento che hai non è abbastanza per arrivare ad alto livello e il sogno che si trasforma in hobby. Formatosi in Scozia, nelle fila del misconosciuto Cumbernauld United, Essandoh esordisce come professionista collezionando una manciata di apparizioni anonime con Motherwell e East Fife, quindi tenta di sfondare prima in Austria e poi in Finlandia, dove segna finalmente i suoi primi gol.

Il campionato finlandese non è esattamente il più ambito al mondo, ma per un attaccante tanto generoso quanto poco prolifico potrebbe bastare: peccato però che il club dove sembrava aver finalmente trovato la propria dimensione, il Vaasan Palloseura, si trovi ad affrontare gravi problemi economici. Così Essandoh è costretto a lasciare la Finlandia e a tornare in Gran Bretagna: prova in Inghilterra, ma non va oltre un contratto di due settimane con il Rushden & Diamonds, club di quinta serie. Nel febbraio del 2001 è disoccupato.

La forza di Roy Essandoh, forse, sta proprio qui. Dopo aver fatto discretamente bene soltanto in Finlandia, dopo essere stato scartato da un club di quinta serie in Inghilterra, a 25 anni, ci crede ancora. Non molla, continuando ad allenarsi e affidandosi al destino. Qualcosa si materializzerà, per lui, ma non può certamente immaginare cosa, né soprattutto come questo avverrà.

Dal Ceefax a eroe di FA Cup

Ed eccoci alla svolta, nella carriera di Roy Essandoh e nella storia del Wycombe Wanderers, club che veleggia a metà classifica in terza serie ma che in FA Cup è stato protagonista di un cammino notevole: dopo aver eliminato Harrow Borough, Millwall, Grimsby, Wolverhampton Wanderers e Wimbledon, i Chairboys - soprannome dovuto al fatto che quando nacque il club a Wycombe venivano prodotte più di 5mila sedie al giorno - sono approdati ai quarti di finale, dove saranno ospiti in trasferta del Leicester City. Che non sarà la squadra dei miracoli di Ranieri, ma può vantare nomi di tutto rispetto come Muzzy Izzett, Rob Savage e Dean Sturridge. 

Per gli Wanderers la sfida da difficile sembra trasformarsi in impossibile quando il tecnico Lawrie Sanchez - autore del goal che permise alla Crazy Gang del Wimbledon di vincere la FA Cup 1988 - si rende conto che una dopo l'altra si sono infortunate tutte le punte centrali che ha a disposizione. Urge correre ai ripari, ed è così che il club, su istruzione dello stesso Sanchez, mette un annuncio sul Ceefax, il televideo inglese: il club cerca un attaccante in forma, che possa giocare in coppa e a costo zero. Un giornalista della BBC, incuriosito, riporta la notizia, che arriva così sotto gli occhi del manager di Essandoh.

L'offerta non è irresistibile: un contratto di un paio di settimane, un posto in panchina in una squadra di terza divisione. Tuttavia quando Sanchez si trova davanti Essandoh è possibile che la sua delusione sia palpabile, persino comprensibile: stiamo pur sempre parlando di un attaccante di 25 anni che ha mostrato qualche sprazzo soltanto in Finlandia e che è stato appena scartato da una squadra di quinta serie. Ma non c'è tempo da perdere, la sfida contro il Leicester è imminente: Essandoh effettua un provino senza infamia e senza lode, è abile e arruolato, e nella gara di FA Cup sarà il centravanti di riserva.

Lawrie Sanchez, a destra, aspetta di far entrare Roy Essandoh, in celeste

Un eroe precario

Quando arriva il giorno della sfida, tutti immaginano che a Filbert Street, tra le mura amiche, le Foxes faranno a pezzi i Chairboys: invece questi ultimi, schierati da Sanchez con una sola punta in attacco, contengono bene gli avversari, cercando al contempo di trovare il colpo che sblocca la gara su qualche episodio. Il piano sembra funzionare perfettamente quando, in seguito a una punizione calciata dalla trequarti, capitan McCarthy vola più in alto di tutti e colpisce di testa per l'1-0, una gioia che però dura soltanto un quarto d'ora: Izzet, talento che senza un fisico fragile sarebbe potuto arrivare molto in alto, viene lasciato incredibilmente solo in area e servito con uno di quei palloni che vanno soltanto spinti in rete. Gol, 1-1, tutto da rifare.

Pochi minuti dopo ecco la mossa che cambia la storia: Sanchez richiama in panchina Clegg, che da unica punta si è sfiancato per tenere impegnata la difesa del Leicester, e inserisce Essandoh. Poco dopo il manager viene espulso, reo di aver protestato troppo platealmente su un palese rigore negato ai suoi per un fallo di mano in area. Sembra tutto finito, ma quando le squadre già sembrano prepararsi ai supplementari ecco che il Wycombe butta l'ennesimo pallone in area, ecco una sponda di testa. Ed ecco che Essandoh vola in cielo, deciso a riscattare una carriera avara di soddisfazioni: colpo di testa, gol in pieno recupero.

Davide batte Golia e lo fa con un gol dell'ultimo arrivato, un attaccante di cui nessuno aveva mai sentito parlare, il centravanti sbucato fuori dal televideo. L'entusiasmo di compagni e tifosi si mescola con quello dello stesso Essandoh. Il telecronista, il mitico Martin Tyler, grida come un ossesso.

Roy Essandoh! L'uomo che ha soltanto un contratto settimanale! Questa è una storia incredibile persino per gli standard della FA Cup!

Un gol per entrare nella storia

Il resto della storia è la solita, grigia, routine. Poche settimane dopo il Liverpool interrompe il sogno dei Chairboys in semifinale, a fine stagione Essandoh non viene trattenuto e negli anni successivi il Wycombe continuerà a vivacchiare tra il terzo e il quarto livello della piramide calcistica inglese. L'eroe per un giorno, il centravanti che ha scritto la storia rispondendo a un annuncio apparso sul Ceefax, indosserà le maglie di compagini via via sempre meno nobili, sempre più lontano da quel calcio di vertice per cui evidentemente non era tagliato.

Però il suo nome rimarrà nella storia: tutti oggi si ricordano di lui, tutti lo nominano quando si parla di Wycombe Wanderers e delle storie che la magia della FA Cup può regalare a chi ama il calcio nella sua essenza. Un goal, a volte, può renderti immortale, può riscattare tutte le amarezze di una vita da precario, trasformando un comprimario in un mito. Un gol, e un annuncio sul televideo visto quasi per caso.

Pensai: "Non ci posso credere! È incredibile!". Ancora adesso penso sempre a quel gol. Da pazzi, no?

Da pazzi, forse. Ma c'è anche chi direbbe che, in realtà, tutto sta nel vivere episodi come questo. Punti di vista, in fin dei conti.

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