Serie A, Spalletti pesa l'Inter: "Prima parte da 9, seconda da 4"

L'allenatore al Corriere dello Sport tra bilanci e futuro: "I conti a fine stagione, Icardi deve restare. De Vrij? Può essere il capitano della mia formazione virtuale".

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Prima in classifica fino allo scorso dicembre e oggi fuori dalla zona Champions League. Cammino bizzarro quello dell'Inter nella Serie A 2017/2018: dopo un primo trimestre di campionato a porta blindata e dall'elevato e costante rendimento, il gruppo allenato da Luciano Spalletti ha perso colpi totalizzando una sola vittoria negli ultimi 12 impegni ufficiali - il 2-1 al Bologna dell'11 febbraio - e scendendo in quinta posizione in classifica, con la Lazio quarta distante un punto. 

Luciano Spalletti, si sa, fa del dialogo una delle sue armi principali: doti da oratore confermate in una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport tra sana autocritica, inviti alla calma e sguardi al futuro in nerazzurro. Con un passo indietro alla scorsa estate, quando l'allenatore di Certaldo ha dato il suo ok all'Inter.

Lo rifarei oggi ancora più convinto. In 7 mesi ho potuto capire meglio molte situazioni.

Glissa sulla questione Totti, difende il suo centrocampo, esalta Nainggolan definendolo un alieno e vede De Rossi come suo potenziale vice nel futuro: Spalletti a tutto campo, con un messaggio per il suo capitano Mauro Icardi e le voci di calciomercato che lo stanno riguardando.

Mauro deve restare perché la maglia a righe gli sta meglio rispetto alle altre di PSG, Manchester United e Real Madrid, che sono tutte a tinta unita. E poi lui è di quelli che non va via se prima non ha lasciato il segno.

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Inter, senti Spalletti: "Ora da 4, prima parte da 9 in pagella"

Alla fine della partita pareggiata per 0-0 all'Allianz Stadium il 9 dicembre l'Inter si trovava in vetta alla classifica di Serie A con 39 punti dopo 16 giornate. Dieci turni dopo i punti sono 48 e la posizione è la quinta, con il Napoli primo distante ben 18 lunghezze. Prospettive difficili da immaginare, che spingono Spalletti a dividere nettamente il giudizio sul campionato nerazzurro sin qui.

Le difficoltà e il calo di queste ultime settimane riguardano tutta la squadra. La prima parte di campionato è stata da 9 e la seconda da 4, ma ho dato tutto quello che avevo ogni giorno. Con la Champions mi darei 10. 

Due posti Champions per tre, dalla Roma alla Lazio fino all'Inter con Milan e Sampdoria che coltivano ancora piccole speranze di quarta piazza. Fondamentali nel rush finale in Serie A per Spalletti saranno i singoli. Così si spiegano le carezze per Rafinha e Perisic: secondo l'allenatore nerazzurro il brasiliano arrivato dal Barcellona ha le qualità giuste per far crescere tutta la squadra mentre per l'esterno offensivo croato non c'è alcun caso. Pazienza: è questa l'unica ricetta valida.

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Tra formazione virtuale e Nazionale

La difesa del gruppo come concetto chiave: questo il messaggio consegnato da Spalletti nei pranzi con la dirigenza dell'Inter e nelle ultime riunioni con la squadra. Sempre con vista sul bene della società che a giugno potrebbe consegnare un nuovo rinforzo per la difesa come Stefan de Vrij, in rotta con la Lazio e in regime di svincolo da giugno 2018. Per chi arriva dalla rinomata scuola di allenatori toscani è però impossibile non soffermarsi sulla panchina della Nazionale azzurra in un momento storico che fa rima con ricostruzione. Spalletti al momento si vede solo in nerazzurro e indica in Carlo Ancelotti l'uomo giusto per riavviare i motori. Rivelando però un desiderio nascosto che riporta la mente a Spagna '82:

Sì, de Vrij potrebbe essere il capitano della formazione virtuale, perché se parlassi ora di mercato sarebbe come allenare una squadra ideale. Il mio futuro è sempre quello che sto vivendo, quindi ora coincide con la voglia di riportare l’Inter in Champions. Il sogno da tecnico è giocare una partita a scopa a bordo di un aereo con il presidente della Repubblica al ritorno da una finale vinta.

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