Olimpiadi invernali, Sofia Goggia medaglia d'oro nella discesa libera!

Con 1'39"22 l'azzurra entra nella storia: mai l'Italia aveva vinto in questa disciplina. La statunitense Lindsey Vonn solo terza, seconda la norvegese Ragnhild Mowinckel.

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Un dolce risveglio per l'Italia dopo una notte intensa di Olimpiadi invernali. Sofia Goggia centra infatti la nona medaglia della spedizione azzura a PyeongChang (superate le 8 di Sochi 2014), la terza del materiale più pregiato di questa edizione dei giochi olimpici. La bergamasca riesce a conquistare la medaglia d'oro nella discesa libera, come mai era successo alla nostra nazionale nel corso della sua storia.

Un appuntamento con il destino a cui Sofia si fa trovare pronta, riuscendo a chiudere con il tempo di 1'39''22, piazzandosi davanti alla norvegese Ragnhild Mowinckel di appena 9 centesimi, argento in 1'39''31, e alla favorita statunitense Lindesy Vonn, che si accontenta della medaglia di bronzo in 1'39''69.

Sofia Goggia, con la sua pettorina numero 5, era rimasta l'unica italiana in corsa nella Discesa libera di queste Olimpiadi invernali, a causa delle precedenti uscite di scena di Nadia Fanchini (sbilanciata su un salto a metà percorso), Federica Brignone (fuori nella prima parte della discesa) e Nicol Delago (saltata una porta dopo un salto), ma è riuscita a fare ciò che non era mai riuscito a nessuna delle nostre atlete, visto che il miglior risultato di sempre risale a Salt Lake City, nel 2002, quando Isolde Kostner si prese l'argento. Stavolta la medaglia luccica decisamente molto di più.

Olimpiadi invernali, Sofia Goggia oro nella discesa libera

Che si potesse vivere un momento del genere si comincia a percepire subito dopo la discesa di Lindsey Vonn: vedendo il suo tempo distante da quello della Goggia, la campionessa statunitense sorridendo la indica come per dire "la medaglia d'oro è tua". In realtà c'è comunque da soffrire, perché la norvegese Ragnhild Mowinckel successivamente arriva davvero a un soffio. Ma il miglior tempo rimane quello di Sofia, che non riesce a trattenere l'emozione per la soddisfazione di una discesa libera da urlo che la fa entrare nella storia italiana delle Olimpiadi invernali.

Dedico questa vittoria a me stessa, al mio bel paese e alle persone che mi vogliono bene a prescindere dai risultati. Voglio ringraziare chi ha creduto in una bambina che a 6 anni sognava di vincere le Olimpiadi sulle nevi di Foppolo. Io sono una pasticciona, ma oggi ho cercato di essere una samurai.

E quella bambina è riuscita davvero trasformarsi nel guerriero giapponese, aspettando con pazienza il suo momento, dopo aver incassato qualche delusione delle prove precedenti. Come ad esempio in quel SuperG di quattro giorni fa chiuso in undicesima posizione. In quel momento lei non si è lasciata abbattere dalla delusione e subito dopo quel risultato aveva scritto su Facebook "il sole sorgerà di nuovo". E così è stato:

Quattro anni fa commentavo le Olimpiadi e avevo detto che sarei andata in Corea con la Moioli, anche lei infortunata. I sogni e le visioni ci sono ma bisogna agire concretamente per prenderli. Nelle mie stravaganze, altissime e bassissime, sono riuscita piano piano a credere in me stessa e a fare le cose più giuste per me. Ho trovato un equilibrio sopra la follia. In queste Olimpiadi non ho sentito pressione, ero molto concentrata su quello che dovevo fare, soprattutto in questa gara.

E i risultati si sono visti. Decisamente.

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