Serie A, Ancelotti promuove Gattuso: "Rivedo il mio Milan"

L'ex allenatore rossonero a La Gazzetta dello Sport: "Rino sta riportando una precisa filosofia di gioco al centro del progetto, la squadra può arrivare quarta".

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In campo Carlo guidava dalla panchina e Rino ci metteva grinta, muscoli e fosforo. Insieme dall'autunno del 2001 alla primavera del 2009, hanno vinto due Champions League, un campionato di Serie A, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane, due Supercoppe europee e un Mondiale per club. Nove trofei, mille ricordi: oggi Ancelotti, esonerato a fine settembre 2017 dal Bayern Monaco, promuove Gattuso e la sua gestione del Milan in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. 

Non siamo ancora al momento in cui il maestro incorona l'allievo, ma il Milan di Ringhio ha già conquistato le attenzioni di Ancelotti: il quarto posto occupato dalla Lazio ora è lontano otto punti. Dall'arrivo di Gattuso in panchina i rossoneri hanno totalizzato 21 punti in 11 partite di Serie A, di cui ben 16 nei sei turni del girone di ritorno. Numeri frutto della costante ricerca della qualità e del bel gioco, caratteristiche che non tutti si aspettavano da un ex mediano. L'allenatore di Reggiolo però smentisce la tesi:

Se uno ha giocato come mediano e ha fatto della grinta il suo punto di forza, non significa debba riproporre lo stesso cliché in panchina. Rino è come un fratello per me: ringhiava quando giocava, ma ha studiato e ha fatto la gavetta. Ora ha il materiale umano che glielo consente e propone il calcio che piace a lui.

Alle porte per Bonucci e compagni c'è un ciclo di fuoco, con il ritorno dei sedicesimi di Europa League contro il Ludogorets seguito dalla trasferta dell'Olimpico contro la Roma, gara-2 della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio e il derby di Milano contro l'Inter del 4 marzo. Una buona fetta di stagione in palio in due settimane per un gruppo guidato da un guerriero. Parola di Carlo Ancelotti: 

Vedo Rino come un condottiero: è l'anima del Milan e i calciatori mettono a disposizione le loro conoscenze e le loro energie per arrivare al successo. Ha scritto la storia del Milan e conosce ogni angolo di Milanello. Sa che si va lontano solo se squadra e ambiente sono un blocco unico.

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Serie A, Ancelotti promuove Gattuso: "Conosce ogni angolo di Milanello"

Le radici contadine in comune, la capacità di stare sulla stessa lunghezza d'onda per anni nel destino. A legare Ancelotti e Gattuso non è solo il campo: entrambi amano la buona cucina, così quando gli spifferi dalle stanze di Milanello si moltiplicavano non era insolito che Carlo e Rino appianassero a cena le tensioni. Ricordi presenti anche oggi che Ancelotti offre consigli al Ringhio allenatore:

Ascolti tutti, ma decida da solo. Vive troppo le partite? Se a comportarsi così fosse un allenatore straniero, si direbbe che ha stile. Siccome lo fa Gattuso, si dice che è cinema. I suggerimenti tattici li conosce già. 

L'abito tattico scelto dall'ex allenatore del Pisa per il suo Milan è un 4-3-3 con i due esterni offensivi, Suso e Calhanoglu, che amano stringere verso il centro del campo e calciare. Eco dell'albero di Natale ancelottiano, anche se il diretto interessato traccia delle piccole ma necessarie distinzioni:

Rivedo i concetti del mio Milan, ma Seedorf e Kakà avevano caratteristiche diverse. Di base c'è la voglia di infoltire il centrocampo e lasciare un uomo avanzato. Ma Rino è stato bravo a toccare le corde giuste, subire pochi gol e restituire coraggio ai giocatori. Vedi Calabria e Romagnoli, poi ha stimolato Biglia che non poteva essere diventato un brocco.

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Quando parli di Champions League, Carlo Ancelotti non può che essere uno dei referenti più adatti. Il quarto posto in Serie A oggi dista otto punti dal Milan ma per chi ha trionfato a Manchester e Atene la corsa sulle avversarie è ancora possibile. Messaggio diretto a Gattuso, l'allievo che sta conquistando il maestro:

Arrivare davanti all'Inter sarebbe un grandissimo traguardo, ma la corsa va programmata su Roma e Lazio viste le difficoltà dei nerazzurri. Per conquistare la zona Champions serve che quelli davanti frenino, ma già essere qui a parlarne oggi è un bel risultato. 

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