Olimpiadi invernali, perché un atleta del curling dovrebbe doparsi?

Il curling sta simpatico a tutti, anche ad Homer Simpson, ma è al centro di uno scandalo di doping: sì, avete capito bene, anche se per nessuno ha senso.

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Le grandi domande della vita: chi siamo? Dove andiamo? Perché il doping nel curling? Diciamocelo per dire, ma davvero: il curling è uno sport che può risultare simpatico. Le Olimpiadi invernali hanno un loro fascino, ma il curling, mio dio, il curling desta simpatia, si è conquistato la sua fetta di fans. Che lo descrivono come uno sport di calcolo, quasi cerebrale.  

Ma la domanda che tutti si pongono, atleti compresi, resta nell'aria: perché mai un atleta del curling dovrebbe doparsi? Durante le Olimpiadi invernali se lo sono chiesti in molti, è un po' il dilemma che attanaglia gli addetti ai lavori: il mondo del doping e quello del curling che tipo di connessione potrebbero avere?

La domanda è lecita: perché? Alexander Krushelnitsky non avrebbe approfondito la questione dal lato filosofico, a quanto pare. Il curler russo è stato pescato positivo al meldonium, il farmaco per intenderci che ha fatto fuori la Sharapova qualche tempo fa dal tennis. E torna prepotente la questione: perché?

Seriamente, che bisogno c'è di doparsi per il curling alle Olimpiadi Invernali?
Seriamente, che bisogno c'è di doparsi per il curling alle Olimpiadi Invernali?

Olimpiadi invernali, perché un atleta di curling (premiato), dovrebbe doparsi?

La reazione è stata unanime a PyeongChang, nel team russo la parola più ricorrente a fior di labbra è: "shock". "Stupido, è stupido, e Alexander non è uno stupido", mormorano tutti. Nessuno riesce a crederci. Il meldonium è stato messo al bando nel 2016, dopo che Maria Sharapova si è beccata una squalifica di 15 mesi per averne fatto uso. A PyeongChang in generale è l'accostamento a far scalpore: il curling è disciplina olimpica dai giochi di Nagano, nel 1998, e non ha mai subito un tale danno d'immagine.

Doping e curling, cosa può unirli, per l'amor del cielo? Che vantaggio concreto può avere un atleta dall'assunzione di una sostanza cardiaca che aumenta il flusso sanguigno e la resistenza? Difficile dirlo, il curling al massimo evoca altre sensazioni. Può addirittura far pensare ad Homer Simpson, che, arrivato alle Olimpiadi invernali, non si è di certo messo a pattinare, o a sciare. Semplicemente, è diventato un curler.

Anche Homer sembra chiedersi: perché il doping nel curling alle Olimpiadi Invernali?
Anche Homer sembra chiedersi: perché il doping nel curling alle Olimpiadi Invernali?

Chiaro, ora Homer non potrebbe partecipare alle Olimpiadi: gli mancherebbe il fisico, siamo lontani dal 1988 quando è stato chiesto all'atleta canadese Eddie Werenich di perdere qualche chiletto per non imbarazzare l'intero paese di fronte alla sua forma fisica non proprio bestiale. Homer, perderesti qualche chilo per giocare a curling? Ma torniamo al doping. Thomas Ulsrud, skip norvegese e medaglia d'argento alle Olimpiadi del 2010, è del tutto sotto shock, ai microfoni della Reuters: 

Per me è difficile immaginare il doping nel curling. Forse per un brusher, ma dai, vattene in palestra

Piccola spiegazione: uno skip, come Krushelnitsky è il giocatore che usualmente gioca le ultime due stone della mano, di solito lo stratega. Ha bisogno di raffinatezza, precisione, non forza. Il brusher, per intenderci, è chi deve invece ridurre la frizione tra il ghiaccio e la stone, per favorirne il movimento: in tal caso una dose di fisicità è richiesta, come sottolinea Ulrsrud. 

La squadra russa sta vivendo un momento di profonda costernazione. Tutto lo sport russo è dilaniato dalla questione doping, non riesce a scrollarsi di dosso la scimmia urlante dei recenti scandali. Le parole di Viktoria Moiseeva sono lampanti, esprimono tutta la partecipazione emotiva che la notizia ha suscitato durante queste Olimpiadi invernali

Siamo rimasti tutti scioccati quando l'abbiamo scoperto. Naturalmente speriamo davvero che sia stato una specie di errore. Nel nostro sport non c'è bisogno di essere più veloce, più alto, più forte; si tratta di essere al massimo più precisi. Non riesco ad immaginare che tipo di droghe potresti usare nel curling ... quindi è molto difficile da credere

Altro giro, altra incredulità sovrana. La skip danese Madeleine Dupoint stessa non è per nulla convinta che in qualche modo il doping possa influire o influenzare uno sport come il curling:

Penso che la maggior parte della gente si farà una risata. E dirà: "Come è possibile che tu abbia bisogno di doparti per uno sport del genere"?

La questione, forse, è più complessa anche di quello che sembra. Assumerebbe i contorni equivoci di una spy-story piuttosto trita e ritrita, con movente che potremmo definire "passionale": come riporta "The Guardian", Krushelnitsky avrebbe detto ai funzionari russi di essere stato in qualche modo avvelenato. Un compagno di squadra, non selezionato per le Olimpiadi invernali, avrebbe 'manomesso' la sua bevanda con il meldonium in un ritiro prima di recarsi in Corea del Sud.

Le Olimpiadi invernali quanto c'entrano con la politica internazionale?
Le Olimpiadi invernali quanto c'entrano con la politica internazionale?

Non sembrerebbe reggere molto: il presidente della Federazione russa di Curling Dmitry Svishchev ha affermato che tutti gli atleti sarebbero stati sottoposti a controlli il 22 gennaio, prima di imbarcarsi per la Corea del Sud, e sarebbero tutti risultati negativi. L'ipotesi 'passionale' in questo modo perderebbe di fondamento. Ma non ci sta, qualcosa non va anche per Dmitry:  

Conosco questi ragazzi da molti anni. Solo un pazzo prenderebbe una sostanza vietata prima delle Olimpiadi. Questa è una storia strana, che fa sorgere un sacco di domande

A questo punto l'ipotesi che nasce, insieme a molte domande, è un'altra: si tratterebbe di un attacco di matrice politica. Complottismo puro? Non tanto. Lo sport può mischiarsi profondamente con vicende politiche, con gli 007. Queste Olimpiadi, di disgelo tra Corea del Nord e Corea del Sud, ne sono un esempio. Altro che ipotesi 'passionale', qui si grida al complotto internazionale. E non va tanto per il sottile il portavoce della nazionale russa: 

Ho parlato con una persona che in precedenza dirigeva il laboratorio antidoping, e ha detto che i curler non hanno bisogno di meldonium. Secondo lui, questa è una specie di atto politico. "Sei vittima di cospirazione", ha detto. Ci credo? Non lo so

Ma l'atto di accusa è lanciato. Gli addetti ai lavori russi non riescono a capacitarsi di come sia possibile incappare in un autogol così evidente, pacchiano, clamoroso, proprio nel momento in cui tutto il movimento sportivo nazionale russo è nell'occhio del ciclone, accusato di aver dopato per anni, sistematicamente, i propri campioni. La consecutio temporum è talmente ingenua e violentemente autolesionista che quasi nessuno riesce a crederci: da quando il CIO ha accusato la Russia di "attacco senza precedenti all'integrità dei giochi Olimpici", la parola doping è uno spauracchio che aleggia sopra tutti gli atleti. Che sono in Corea sotto bandiera neutrale. Ma la domanda rimane: perché un atleta dovrebbe utilizzare il doping per il curling? Homer, ne sai qualcosa?

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