NBA All Star Weekend: Booker e Mitchell incantano, LeBron resta il re

Il weekend delle stelle NBA è stato ancora una volta ricco di emozioni con schiaccate ad altissima quota di Mitchell, triple di rara precisione con Booker e spettacolo al massimo con LeBron.

La difesa di James e Durant per vincere

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Quando arriva metà febbraio è il momento del fine settimana di festa e in NBA l'All Star Weekend che regala sempre un piatto piuttosto ricco in un mix tra festa e aspettativa.
 Ad aprire le danze c’è sempre l’ex rookie challenge che da quattro anni a questa parte è diventata la partita Team USA vs Rest of the world con immancabilmente gli “ospiti” rovinano la festa. Quella di venerdì è stata una vera non competitiva con il resto del mondo che ha inflitto il maggior scarto in una prova del venerdì dal +41 del 2008 tra rookies e sophomores.

Ciò che fa realmente brillare gli occhi al vecchio continente è l’MVP consegnato nelle mani di Bogdan Bogdanovic, autore di 26 punti con sette triple, di cui soprattutto una che ha ricordato Steph Curry con contropiede condotto e bomba scagliata da una decina di metri. Chi segue i Kings da vicino dice che leader of Horde (questo il suo nick su Twitter) non vada negli spogliatoi dopo il riscaldamento se almeno non ha infilato uno di questi tiri. Facendolo in partita e sotto i riflettori della ribalta, anche i commentatori abituati a Steph si sono lasciati andare a un grido di stupore/esaltazione. Perché si, anche in Europa sanno giocare e soprattutto tirare, come dimostrato nella scena d’apertura di Los Angeles.

Il sabato è territorio d’avvicinamento alla gara delle schiacciate che riscuote sempre un successo incredibile, nonché un’aspettativa molto alta nei partecipanti. Se lo skills challenge è ormai un puro e semplice passatempo che quest’anno è stato vinto dal sempre più stupefacente Spencer Dinwiddie, il vero antipasto allo Slam Dunk Contest era il three point contest.
 I partecipanti erano d’indubbio interesse e Tobias Harris è risultato essere l’outsider che si è sostituito a un Paul George decisamente scentrato e a un Eric Gordon non in grado di ripetersi. In finale insieme a Harris vanno ovviamente Klay Thompson con un colpo di coda all’ultimo carrello e Devin Booker. Harris parte bene e sigla 17 punti, ma i riflettori della serata sono per la stellina dei Suns che crivella la retina con 28 punti.
 Klay per un attimo fa pensare a miracolo, ma è tutto inutile pur non andando lontano dall’impresa. Il figlio di Melvin è il campione di questa edizione con pieno merito.

NBA Slam dunk contest: flying Mitchell, ma che gara con Nance

La gara delle schiacciate NBA regala tante emozioni e anche se ormai pensiamo di aver visto tutto, i giocatori stupiscono ogni volta di più. Oladipo sbaglia la prima schiacciata e si gioca la possibilità di passare il turno immediatamente, mentre Smith Jr produce una seconda evoluzione di altissimo livello. Purtroppo per lui il tabellone supplementare con cui si passa la palla Mitchell e la schiacciata in onore del padre di Nance Jr. (vincitore della competizione nel 1984), regalano una finale che si gioca sull’asse Pacers-Cavs.

È una lotta splendida con Nance che apre forte e Mitchell che risponde tenendosi avanti nel punteggio. Le ultime due schiacciate sono memorabili.
 Nance si lancia la palla sul tabellone, la prende, la riappoggia al tabellone e schiaccia di potenza. All’inizio non tutti avevano compreso appieno il notevolissimo gesto, ma poi dai replay sono arrivati i boati del pubblico e i voti pieni. Mitchell allora ha dovuto tirar fuori la maglia di Vince Carter, una schiacciata 360° con epilogo in stile Vinsanity e un “It’s over” che porta la giuria a incoronarlo con merito campione dello slam dunk contest 2017.

Team LeBron vince con la difesa, il re è di nuovo MVP

C'era molta curiosità per capire se la nuova formula di questo All Star Game avesse unito quella vena spettacolare e di talento a un pò di sana competizione che ha reso in passato queste partite memorabili. Il draft tra i capitani avrebbe già potuto mettere un pochino di pepe in più alla contesa, magari anche guardando alla voglia di rivalsa nei giocatori scelti in fondo o snobbati. Sembrava esserci il completo favore del pronostico per il team LeBron e invece Steph Curry (nonostante un 4-14 e 11 punti) con i suoi tiratori adatti al gioco di D'Antoni, hanno condotto il match per ampi tratti sfruttando un Thompson (5-10 da tre e 15 punti) ancora infiammato dall'NBA three point contest e un DeRozan (21 alla fine) di alto livello.

Anche Embiid (19 con 8 rimbalzi e 2 stoppate) ci ha messo del suo con la difesa, prima stoppando Westbrook in campo aperto e poi ripetendosi nel finale in un'azione che poteva risultare decisiva. Dopo tanto spettacolo e tanti punti si arriva al fatidico finale con il risultato ancora incerto. Il team Curry è avanti, ma LeBron aggancia e sorpassa proprio con un suo canestro a seguito di tre passaggi in un fazzoletto da parte di Westbrook e Irving (13 punti, 7 rimbalzi e 9 assists). DeRozan perde malamente palla cercando Antetokounmpo e Westbrook in appoggio fa +3 a 10". 

L'ultimo possesso è una caccia all'uomo: Curry viene braccato prima da James e poi da Durant, s'infila in un ginepraio scaricando per DeRozan che non riesce in tempo utile a tirare facendo esplodere la gioia di James e Durant orgogliosi della propria difesa e di una vittoria che ha mixato lo spettacolo alla sostanza, il talento alla concretezza. Sul palco finale va il re a prendersi il premio di MVP con 29 punti, 10 rimbalzi e 8 assists, allargando ancora la sua bacheca personale.

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