FA Cup, il Wigan elimina il City di Guardiola ed è caos a fine gara

Incredibile impresa da parte del Wigan che riesce a eliminare il Manchester City agli ottavi di FA Cup. E a fine gara gli animi si surriscaldano.

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Se la FA Cup è considerata ancora oggi il trofeo più affascinante al mondo, dopo quasi un secolo e mezzo, un motivo deve pur esserci. Forse appunto per la lunghissima storia che parte nel lontano 1872 con 15 partecipanti, appena 13 gare e gli Wanderers, rappresentativa di studenti di vari college, come campioni. Oppure per il fatto che qualunque squadra possa partecipare al torneo e sognare la finale di Wembley. Più probabilmente il motivo per cui questa coppa è tanto amata risiede nella sua capacità di sorprendere continuamente, raccontando storie destinate a restare negli annali, imprese memorabili come quella avvenuta ieri sera.

Nella variegata moltitudine di realtà che il calcio inglese può offrire, Manchester City e Wigan Athletic sono agli antipodi. Mentre i primi sembrano avere ormai in tasca la Premier League, i secondi lottano per la vetta in Football League One, la terza divisione; e se i Citizens possono schierare una serie di stelle internazionali, i Latics hanno come punta di diamante il nordirlandese Will Grigg, uno che dal 2012 ha stentato a trovare posto nella propria, modesta, selezione nazionale. Anche le bacheche dei due club non sono paragonabili: a fronte dei 4 campionati e delle 5 FA Cup vinte dal City, il Wigan può mostrare con orgoglio soltanto la FA Cup sollevata a Wembley nel 2013.

Particolare di non poco conto: quella coppa i Latics l'hanno vinta sconfiggendo in finale proprio gli Sky Blues allenati allora da Roberto Mancini. E c'è di più: l'anno successivo le due squadre si sono incontrate ancora, e ancora l'ha spuntata il Wigan, nonostante il City fosse avviato a vincere il campionato. Corsi e ricorsi storici che si sono ripetuti incredibilmente ieri sera al DW Stadium: accade così che il modesto Wigan sia protagonista del più classico dei "giant-killing", eliminando il fortissimo City, primo in Premier e virtualmente ai quarti di Champions. Un risultato così clamoroso da scatenare la furia di Sergio Aguero, che innervosito finisce per aggredire un tifoso.

Tifosi del Wigan si fanno fotografie insieme all'eroe della serata, Will Grigg

FA Cup, una lunga storia e tante sorprese

Sul campo il miracolo del Wigan si materializza minuto dopo minuto, con il giovane portiere Walton (un prestito del Brighton Hove & Albion) in grande spolvero e con i campionissimi del City che un po' per troppa fretta e un po' per supponenza sprecano diverse occasioni. L'espulsione di Delph sul finale del primo tempo lascia presagire che proprio non è serata per gli uomini di Guardiola, che ha schierato quasi interamente la formazione titolare. Il Wigan resiste e riparte, e quando mancano poco più di dieci minuti alla fine passa incredibilmente in vantaggio: Kyle Walker, terzino da 55 milioni, si lascia sfuggire Will Grigg che supera Bravo facendo esplodere lo stadio.

Ed ecco la magia della FA Cup: universi vicini soltanto geograficamente - Wigan è nella Contea di Greater Manchester, le due città sono a meno di 20 km di distanza - queste due realtà tanto diverse si scontrano e a uscirne vincitrice è quella più piccola, che lotta per la promozione in seconda categoria, che a fine gara fa registrare appena il 17% di possesso palla, 4 tiri di cui 2 in porta. Tanto basta per scrivere una nuova pagina nella leggenda della Coppa d'Inghilterra, competizione che non smetterà mai di stupire.

L'ultima impresa è stata proprio quella del Wigan, capace nel 2013 di conquistare la coppa in finale. Ma prima ancora è impossibile non ricordare il Wrexham che nel 1992, mentre lotta per salvarsi in quarta divisione, elimina l'Arsenal primo nella neonata Premier League. Oppure quella che Brian Clough definì "la mia peggior sconfitta": subito dopo essere stato licenziato dal "maledetto Leeds United", Cloughie era tornato in terza divisione per guidare il Brighton, e una sconfitta in FA Cup era anche preventivabile. Ma non contro i modesti dilettanti del Walton & Hersham, capaci di imporsi addirittura 4-0.

E come scordare la "Crazy Gang" del Wimbledon? Nel 1988 una delle squadre meno tecniche e più cattive di sempre solleva il trofeo dopo un'incredibile corsa che nel giro di pochi anni ha portato un club storicamente piccolo tra le grandi d'Inghilterra. Storie che riconciliano con i valori antichi del football e che descrivono perfettamente il fascino incredibile della FA Cup, la competizione calcistica più antica al mondo disputata ancora oggi, capace di emozionare ogni appassionato.

Il Wimbledon vincitore della FA Cup 1988
La Crazy Gang, ovvero il carattere al potere: il Wimbledon raggiunse la gloria conquistando la FA Cup 1988.

Delirio nel dopo partita

Emozioni che ovviamente non possono essere condivise da tutti. Per chi è tra i migliori, ed è abituato a confrontarsi con i migliori, può essere estremamente frustrante non riuscire ad avere la meglio su un manipolo di mestieranti che fanno quello che possono, che si arrangiano contrapponendo al tiki-taka un vecchio classico, difesa a oltranza e rapidi contropiedi. Così, mentre al fischio finale i tifosi di casa invadono il campo, pazzi di gioia per un risultato tanto clamoroso quanto prestigioso, qualche giocatore del Manchester City si attarda a raggiungere gli spogliatoi.

Tra questi Sergio Aguero, giocatore di un calibro che non capita tutti i giorni di incrociare a Wigan e che viene circondato da alcuni tifosi. Mentre questi sfoderano gli smartphone, alla caccia di una foto ricordo di una serata da ricordare, l'argentino è nervoso, forse spaventato. Forse qualcuno lo offende, oppure è solo un fraintendimento. Fatto è che improvvisamente Aguero molla una manata a un tifoso dei Latics, dal quale viene poi allontanato a fatica dai calciatori presenti.

Che abbia torto o ragione, un brutto modo per El Kun di salutare la FA Cup. Così come è dimenticabile lo stile con cui saluta la competizione Pep Guardiola, protagonista di un battibecco con il collega di panchina Paul Cook, che prima della gara aveva chiesto di giocare con 14 uomini e che adesso può gioire con i suoi uomini, sognare ancora Wembley. Una vera e propria impresa che entrerà nei libri di storia e che un tifoso ebbro di gioia ha festeggiato durante l'invasione di campo stampando un bacio in bocca a Dan Burn, difensore e capitano. È la FA Cup, gente.

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