Serie B, ombre sulla promozione del Bari nel 1997: la denuncia in tv

Su LA7 Luca Albieri, ex calciatore degli abruzzesi, racconta i dettagli del prepartita: "Non la preparammo da professionisti". Inchiesta di "Non è l'Arena".

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Un libro scritto nel 2001, una partita di Serie B giocata nel giugno 1997 e le dichiarazioni di due protagonisti sul campo a 21 anni di distanza che gettano ombre sulla regolarità della stessa. Nel corso della puntata andata in onda domenica 18 febbraio del talk show "Non è l'arena", in onda su LA7 e condotto da Massimo Giletti, sono emersi alcuni dettagli riguardanti Bari-Castel di Sangro 3-1, disputata il 15 giugno 1997 allo stadio San Nicola e determinante per la promozione in Serie A dei pugliesi.

Il punto di partenza dell'inchiesta giornalistica è il libro "Il miracolo di Castel di Sangro" scritto da Joe McGinnis, arrivato in Italia dagli Stati Uniti e deciso a vivere una stagione in simbiosi con la squadra. Nel volume si racconta di una partita con delle zone d'ombra: era l'ultima giornata del campionato di Serie B e al Bari servivano i tre punti per blindare quarto posto e promozione mentre la formazione abruzzese era matematicamente salva.

Stando a quanto scritto da McGinnis, le due società condussero in porto un accordo per definire il risultato dell'incontro. Una storia nota grazie al libro, tornata d'attualità attraverso l'inchiesta giornalistica curata da Luca Sgarbi, che ha coinvolto due testimoni: uno rimasto ignoto e ripreso con una telecamera nascosta, l'altro invece è Luca Albieri, centrocampista offensivo nella rosa del Castel di Sangro dal 1995 al 1997 e con una carriera spesa poi tra i campi di C2 e C1.

Luca Albieri intervistato da LA7 per Bari-Castel di Sangro 3-1www.estense.com
Luca Albieri intervistato da LA7 per Bari-Castel di Sangro 3-1 del giugno 1997

Serie B, ombre su Bari-Castel di Sangro 3-1 del 1997: valse la promozione in A

La storia di Bari-Castel di Sangro 3-1 era stata ripresa all'epoca anche dai quotidiani americani, salvo tornare nel dimenticatoio. Il presunto calciatore degli abruzzesi nel 1997 rimasto con volto occultato e presentato con voce camuffata ha raccontato di una partita dal risultato combinato, con tanto di marcatori prestabiliti e premio salvezza - quantificato nel corso della trasmissione in circa 300 milioni di lire - intascato dai calciatori abruzzesi. L'ignoto testimone ha raccontato anche un episodio vissuto al ritorno in Abruzzo dopo la partita, terminata 3-1 con reti di Ventola, Guerrero e Volpi per il Bari e Bonomi su rigore per gli ospiti.

McGinnis notò tutto e al ritorno a Castel di Sangro trovammo fuori dalle porte delle nostre case dei cartelli con la scritta: "Vergognatevi, vi vendete le partite". Li aveva affissi lui.

Testimonianza alla quale fanno eco le dichiarazioni di Albieri, all'epoca dei fatti 22enne. L'ex calciatore, arrivato in Abruzzo nel 1995 dalla SPAL e alla prima esperienza in Serie B, ha parlato chiaramente di direttive dai piani alti disposte dalla dirigenza del Castel di Sangro.

Gli ordini arrivati dall'alto, dalla società, hanno messo in grave difficoltà tutta la squadra e l'allenatore: giocare una partita e sapere di doverla perdere 3-1 ha fatto male a tutto il gruppo di lavoro. Non abbiamo preparato la partita da professionisti.  

Tesi esplicita, quella di Albieri, ma maturata a ben 21 anni dai fatti contestati: presunta combine con tanto di coinvolgimento del club abruzzese. Nel 1997 alla presidenza del Castel di Sangro c’era Gabriele Gravina, oggi a capo della Lega Pro e tra i candidati alla presidenza della Figc. Alle accuse seguiranno molto probabilmente le repliche - e le difese - delle parti coinvolte, per le quali non sarebbe comunque configurabile alcuna ipotesi di reato: l'As Bari non esiste più dal 2014, anno del fallimento, mentre Joe McGinnis è morto il 10 marzo 2014.

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