Milan, è Ringhio mania: 5 fotogrammi che riassumono Gattuso

Lo schiaffo a Montolivo, la rabbia contro Calhanoglu e altre tre immagini di Milan-Sampdoria per descrivere l'allenatore rossonero.

2k condivisioni 0 commenti

di

Share

Traghettatore a chi? Il 2018 rossonero porta il nome di Gennaro Gattuso impresso negli occhi dei giocatori in campo: una rabbia positiva, una grinta evidente, un filotto di risultati utili che dopo la vittoria contro la Sampdoria si è allungato ulteriormente. Il Milan non perde dal 23 dicembre del 2017 (0-2 contro l'Atalanta a San Siro). Da allora sono arrivati sette successi e tre pareggi. 

Una rinascita totale. I giocatori sembrano rigenerati, l'immagine di Montella sbiadisce sullo sfondo dopo ogni gattusata: il teorema di Ringhio si esprime in piccoli gesti, esempi continui dello spirito applicato al suo stile di gioco. Le certezze sono arrivate. La più grande, ad oggi, è la squadra. Il concetto di gruppo, il sacrificio, quella convinzione che, anche se sbagli, vicino hai un tuo compagno pronto a sostenerti.

La stessa convinzione che, guardando l'altra faccia della medaglia, porta i giocatori del Milan a non accontentarsi mai. Cutrone è il simbolo di quello che l'allenatore rossonero chiede ai suoi giocatori, ma il Gattusismo si esprime anche attraverso il lavoro svolto su giocatori come Calhanoglu, Biglia, Bonaventura: controfigure demotivate con l'Aeroplanino, attori protagonisti con Ringhio.

Milan, il Gattusismo in 5 fotogrammi

1) L'ira contro Calhanoglu

Perché non basta mai. Perché si può fare sempre meglio. Perché se hai i mezzi tecnici per fare 100, secondo Gattuso devi riuscire a fare 150. Senza fiatare, altrimenti esci dal campo e dentro va uno con più grinta di te (leggi alla voce: Fabio Borini). Tra gli abbracci a fine partita, l'allenatore del Milan va a cercare Calhanoglu, autore di un'ottima prestazione. Meritava un applauso? Sicuramente. E invece Gattuso gli si fa sotto "per dargli un cazzotto" (parole sue).

2) Lo schiaffo all'ex capitano

Gattuso è così: "Nemici in campo, amici fuori". E parla dei suoi giocatori. Anche quando deve dire "bravo" a un giocatore, Ringhio non può non farlo a modo suo. Il bastone e la carota. Lo schiaffo e il complimento. Nella partita contro la Sampdoria, Montolivo era chiamato a sostituire lo squalificato Kessié, e l'ex capitano si è comportato bene. Questa la reazione dell'allenatore del Milan dopo il fischio finale:

3) La carezza a Rodriguez

"... E dal pugno chiuso, una carezza nascerà". Perché il Gattusismo è così: funziona tutto al contrario. Se l'ottimo Calhanoglu merita un pugno, all'insufficiente Rodriguez spetta una carezza. Bisogna migliorarsi, stare accanto a chi è in difficoltà. Come un padre che dice al figlio: "Non fa niente, andrà meglio la prossima volta, credo in te". Gattuso crede in ogni singolo elemento della sua rosa. Anche se sbaglia un rigore. Soprattutto se sbaglia un rigore.

4) Il sostegno dei tifosi

Come se fosse ancora in campo. Come se avesse ancora il numero 8 sulle spalle e un avversario da fermare. Gattuso ha un'interpretazione tutta sua del ruolo di allenatore, che trascende le istituzioni, la pacatezza, le parole di circostanza. Nel bel mezzo di una partita, Ringhio chiama a raccolta il pubblico di San Siro. Che ovviamente risponde presente.

5) La bandierina aggiustata

Inizia il secondo tempo di Milan-Sampdoria. Gattuso ha già detto ai suoi ragazzi tutto quello che aveva da dire. E così lascia parlare i gesti. Vedendo il guardalinee in difficoltà con la sua bandierina, Ringhio si rimbocca le maniche, si avvicina e prova ad aiutare l'assistente. Un comportamento anomalo, un compito che non spettava a lui. Ma quando c'è da dare una mano, Gattuso c'è sempre. Un inno all'umiltà.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.