Olimpiadi invernali, doping nel Curling: può decadere una medaglia

Il russo Aleksandr Krushelnitckii trovato "non negativo" al meldonium: era arrivato terzo nel doppio misto, ma il bronzo può essere revocato in favore della coppia norvegese.

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Casi di doping, purtroppo, ci sono praticamente in ogni competizione, non è certo una novità. Nelle Olimpiadi invernali il primo ha riguardato l’atleta giapponese Kei Saito, trovato positivo (come mai era accaduto nella storia nipponica) a un diuretico e allontanato immediatamente dal ritiro della nazionale del Sol Levante a PyeongChang.

Ora è il momento del secondo caso di questo genere capitato in Corea del Sud. E in questo caso si tratta di un avvenimento ancora più bizzarro, perché avvenuto in uno sport che per ovvi motivi richiede teoricamente uno sforzo fisico molto meno sostenuto rispetto ad altre discipline.

Il secondo caso di doping registrato in queste Olimpiadi invernali riguarda infatti il Curling e si tratta attualmente di un pesantissimo risultato “non negativo” alle analisi, perché potrebbe andare a togliere una medaglia. Si tratta infatti di Aleksandr Krushelnitckii, giocatore russo, trovato “non negativo” alla sostanza “meldonium”,  la stessa che portò nel 2016 alla squalifica di un anno e tre mesi della celebre tennista russa Maria Sharapova.

Olimpiadi invernali, secondo caso di doping

Si tratta di un farmaco molto comune in Russia, venduto anche senza ricetta e usato nel trattamento delle coronaropatie, che tra i suoi effetti ha anche quello di provocare una sensazione di rilassamento in chi lo assume: proprio per questo a partire dal 2016 è stato introdotto tra quelli vietati agli atleti professionisti.

Adesso si dovranno aspettare le contro-analisi per capire se effettivamente l’atleta alla fine risulterà positivo, ma di certo si tratta di un episodio molto particolare, soprattutto per via della disciplina in cui viene riscontrato.

Tra l’altro Aleksandr Krushelnitckii non ha recitato un ruolo secondario in queste Olimpiadi invernali, come era successo magari nel caso del giapponese Kei Saito, arrivato a PyeongChang semplicemente nel ruolo di riserva. Il russo ha infatti già vinto la medaglia di bronzo nel doppio misto di Curling, insieme a sua moglie Anastasia Bryzgalova (una delle atlete più belle in Corea del Sud, con la quale tra l’altro ha conquistato pure i Mondiali 2016), piazzandosi dietro solamente a Canada e Svizzera. Domani sono previste le contro-analisi che faranno luce sulla questione. A beneficiare di un’eventuale squalifica dei due russi per doping sarebbe nel caso la Norvegia, arrivata quarta nella classifica finale.

Aleksandr Krushelnitckii e Anastasia Bryzgalova, doping alle Olimpiadi invernali
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