Champions League, Ovrebo torna sugli errori del 2009: "Con il VAR..."

L'ex-arbitro norvegese Tom Henning Ovrebo torna a parlare dei clamorosi errori di cui fu protagonista nel 2009 durante la semifinale di Champions tra Chelsea e Barcellona.

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Champions League, edizione 2008/2009: il Barcellona di Pep Guardiola, da poco sulla panchina blaugrana, affronta il Chelsea di Guus Hiddink in semifinale. L'andata si gioca in Spagna e si conclude 0-0, il ritorno, allo Stamford Bridge, si trasformerà in una delle partite più chiacchierate della storia recente del calcio. Ciò che rende memorabile questa gara non sono né i gol ne il gioco espresso in campo dalle due squadre. Non lo è neanche il risultato, un pareggio 1-1 che il Barcellona trova all'ultimo tuffo e che gli permette di volare in finale a Roma, dove superando il Manchester United di Ferguson i catalani alzeranno al cielo la loro terza Champions League, la prima dell'era-Guardiola.

La gara non sarà mai dimenticata per gli errori incredibili dell'arbitro norvegese Tom Henning Ovrebo, che dopo che il Chelsea si è portato in vantaggio con un eurogol di Essien nega ai Blues tre evidenti rigori a favore che avrebbero chiuso la sfida. Ma c'è di più: dopo il pareggio del Barca con Iniesta, arrivato in pieno recupero, gli uomini di Hiddink si portano tutti in avanti alla ricerca del gol-qualificazione: e su corner ecco ancora un rigore negato, con Eto'o che devia con un braccio un tiro di Ballack. Il tedesco è talmente inviperito da inseguire platealmente il direttore di gara, su cui tenta di scagliarsi anche un furioso Drogba una volta finita la partita. 

Il quotidiano spagnolo "Marca" ha recentemente contattato Ovrebo, convincendolo a tornare su quella serata incredibile. E l'ex-direttore di gara norvegese, che oggi vive lontano dal mondo del calcio - e di cui in Italia si ricorderanno anche a Firenze, dato che fu sempre lui nel 2010 a convalidare il gol in fuorigioco di Klose che permise al Bayern Monaco di eliminare la Fiorentina negli ottavi di Champions League - ha ammesso che si trattò di una serata storta, negativa, rammaricandosi allo stesso tempo per il fatto che oggi venga ricordato soltanto per quegli errori.

Tom Henning Ovrebo, arbitro norvegese ritiratosi nel 2013
Tom Henning Ovrebo si è ritirato nel 2013, prossimo ai 47 anni, a causa di un infortunio al ginocchio.

Champions League, Ovrebo: "Nel 2009 con il VAR non avrei sbagliato"

Ripensando a quella famosa sfida dello Stamford Bridge, andata in scena il 6 maggio del 2009, Ovrebo taglia subito la testa al toro, e a precisa domanda del giornalista risponde: no, non può essere fiero di quella notte. Nonostante gli errori capitino a tutti, arbitri come giocatori e allenatori. Nonostante capiti di non essere in forma. La tecnologia lo avrebbe aiutato? Sicuramente.

Se fosse esistito il VAR non penso che ancora oggi, dopo nove anni, staremmo parlando di quella partita. Alcune mie decisioni sarebbero cambiate. Per questo credo che sia d'aiuto per arbitrare meglio. Sono positivo nei confronti del VAR.

Non si tratta di una gara a cui Ovrebo pensa ancora, del resto: ha smesso di arbitrare e si limita solo a dispensare qualche consiglio ai giovani colleghi quando questi glielo richiedono. A quel Chelsea-Barcellona, ci pensa solo quando i giornalisti lo contattano, per parlare soltanto di quella serata. 

Ed è qui che Ovrebo ne approfitta per controbattere, tirando fuori l'orgoglio di un arbitro che è stato eletto per cinque volte il migliore nel suo Paese e che è stato internazionale per quasi vent'anni. Che ammette i suoi errori, ma che non può essere ricordato soltanto per questi, pure se avvenuti durante una semifinale di Champions League. Anche allenatori e giocatori sbagliano, conclude: ma a loro non succede niente.

Sono fiero di avere avuto una lunga carriera e di essere stato nell'élite europea per un po' e tra i migliori del mio Paese.

Ovrebo circondato dai giocatori del Barcellona

Ovrebo: "Fui minacciato di morte"

Ripensando a quella serata storta, Ovrebo sostiene che forse fu responsabile dell'eliminazione del Chelsea. Era lui del resto a prendere le decisioni, e certo non furono tutte giuste. Forse i Blues si sarebbero qualificati per la finale, ma chi può davvero esserne sicuro? Il norvegese sostiene che la certezza che la gara, senza certi errori, sarebbe andata in un'altra maniera non la potremo avere mai.

Ovrebo lo ribadisce: gli errori capitano a tutti, e possono capitare anche agli arbitri, chiamati a decidere in pochi secondi. È ben diverso da poter rivedere l'accaduto la sera, quando capita di accorgersi di certe decisioni sbagliate. Fa parte del gioco, come l'opinione della gente, su cui però l'arbitro si interroga: l'opinione dei tifosi del Real Madrid nei suoi confronti sarebbe stata diversa se i grandi rivali del Barcellona, invece di essere favoriti dai suoi errori, fossero stati penalizzati?

Quello che non può far parte del gioco è quanto accaduto dopo la gara del 2009: la tensione palpabile, la corsa precipitosa in hotel, le minacce di morte arrivate dai tifosi del Chelsea per anni. E che adesso, dopo questa intervista, si ripresenteranno. Ovrebo comunque si sforza di essere sereno.

Fino al 2012 l'argomento era molto caldo, poi è scemato. Sicuramente, dopo l'uscita di questa intervista, qualche tifoso si ricorderà di me. Ma non ho problemi, la gente può fare quel che vuole. Ho una vita felice con la mia famiglia e i miei amici a Oslo. Ho già riconosciuto i miei errori.

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