Serie A, Chiesa: "Gioco perché sono forte, non per il mio cognome"

L'esterno viola si racconta in un'intervista: "Nel calcio non ci sono raccomandazioni, conta solo il merito. Io a vita alla Fiorentina? Non so, si vedrà".

Serie A, lunga intervista a Federico Chiesa

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La delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018 della Nazionale azzurra è ancora ben presente nelle menti dei tifosi italiani e sin dal giorno dell'eliminazione patita per mano della Svezia, l'appello che ha unito appassionati e addetti ai lavori è quello di rifondare il nostro calcio.

Uno dei punti da cui ripartire è sicuramente quello di puntare maggiormente sui giovani italiani: la vecchia guardia dell'Italia dovrà necessariamente lasciare spazio ai nuovi talenti azzurri che si stanno mettendo in mostra in Serie A, primo fra tutti Federico Chiesa.

L'esterno della Fiorentina è diventato il cardine della formazione viola, che in estate ha deciso di dichiararlo incedibile e di costruire la squadra attorno a lui. Ora il classe 97' è diventato un giocatore maturo e in un'intervista rilasciata oggi dal Corriere dello Sport, si dice pronto per diventare decisivo anche in Nazionale.

Chiesa della Fiorentina
Federico Chiesa si racconta al Corriere dello Sport

Serie A, Federico Chiesa: "Gioco perché sono forte, non perché sono figlio d'arte"

Chiesa è stato protagonista di una lunga intervista con Walter Veltroni, in cui ha ripercorso tutte le tappe che lo hanno portato a diventare un calciatore professionista, partendo dal rapporto con suo padre. Ma l'esterno viola ha voluto chiarire che non ha mai sentito il peso del suo cognome.

Non mi ha mai influenzato, nel calcio conta solo il merito: giochi se sei forte, non se sei figlio d'arte.

Il classe '97 sa di essere uno dei giocatori italiani migliori della sua generazione, ma sa anche nel nostro paese c'è poca voglia di affidarsi ai giovani. Secondo Chiesa però, quest'anno ci sono tanti talenti che si stanno imponendo in Serie A e da cui la Nazionale dovrebbe ripartire.

Giocando nell'Under 21 ho visto Cutrone, Barella, Romagna, Locatelli: tutti giocatori che possono diventare dei campioni.

Chiesa ha parlato anche della sua infanzia, ovviamente segnata dall'amore per il calcio vista la presenza di suo padre. Ma l'esterno viola ha rivelato che da bambino non aveva una squadra del cuore, ma solamente una passione per il Milan.

Non ho mai tifato per nessuna squadra, ma ammiravo il Milan di Shevchenko e Kakà, che era il mio idolo.

Infine Chiesa ha parlato delle voci di calciomercato che lo vedono protagonista, con Napoli e Inter molto interessate a lui. Il giocatore della Fiorentina però ha dichiarato di pensare solo a far bene in questa stagione di Serie A con la maglia viola, pur non promettendo amore eterno alla squadra toscana.

Io penso soltanto alla mia squadra e a raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. Ma non so se rimarrò qui a vita, si vedrà in futuro.

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