Olimpiadi invernali, polemica anti-americana: "Si devono vergognare"

L'oro della Moioli non fa dimenticare il tema sicurezza: tra venti brutali e piste disegnate per lo spettacolo, sembrano tutti essersi dimenticati degli atleti

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Antefatto: l'Italia vince la sua seconda medaglia alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang. Sport? Snowboardcross, lo ha vinto Michela Moioli: si commuove, dopo la vittoria al Phoenix snow park. Perché in fondo racconta, ha avuto paura. La sera prima del trionfo ha visto la gara degli uomini e ha constatato con i propri occhi l'estrema difficoltà della pista, le cadute degli atleti maschi, sogni che si andavano ad infrangere duri contro il ghiaccio. 

L'atleta bergamasca ha 22 anni, al Phoenix Snow Park ha chiuso davanti alla francese Julia Pereira de Sousa Mabileau e alla ceca Eva Samkova. Un risultato a tratti sorprendente, in queste Olimpiadi invernali avare di soddisfazioni: per l'Italia è la sesta medaglia, la seconda d'oro dopo quella di Arianna Fontana nei 500 metri dello short track.

"Dopo Fontana, volevo anche io solo oro. Le donne sono le donne, abbiamo una marcia in più", il commento a caldo della Moioli. Ma qualcosa l'ha spaventata: "Ho pianto dopo aver visto la gara degli uomini". Uno sfogo emotivo prima di un grande evento? Le ultime insicurezze da sconfiggere? O una pista disegnata per esaltare acrobazie e voli funambolici, eccessiva agli occhi di chi poi la deve cavalcare, domare, vincere? C'è chi pensa che sia una follia gareggiare su una pista progettata in questo modo. E non si fa problemi a dirlo. 

Alle Olimpiadi Invernali lo spettacolo è stato spezzato dal vento. E dagli americani
Alle Olimpiadi Invernali lo spettacolo è stato spezzato dal vento. E dagli americani

Olimpiadi invernali, "pista per gli scavezzacollo, non per atleti"

La polemica nasce da una serie di incidenti che hanno terrorizzato gli addetti ai lavori. Ad esempio lo snowboarder giapponese Yuto Totsuka si è schiantato dopo aver provato un trick (attimi di panico, è stato portato in ospedale, per fortuna nessuna conseguenza). Il vento forte ha condizionato gli atleti, li ha spinti oltre i loro limiti. In un impianto importante si ha avuto l'impressione di un generale calo di attenzione verso le norme di sicurezza.

Il Phoenix Snow Park si trova a 40 km a ovest dell’Alpensia Sport Park, è dotato di 18 mila posti e va ad aggiungersi al Bowkang Phoenix Park, un resort del distretto di Bongpyeong-myeon. La stazione sciistica si trova tra i 700 e 1050 metri d’altitudine e si allunga per circa 6,6 km di lunghezza. Ben 12 piste, 1010 metri la più lunga, con un dislivello di 294 metri. Non solo le piste, in queste Olimpiadi invernali gli atleti hanno sofferto l'asprezza del clima e la forza del vento: c'è chi ha definito le gare "devastanti", i maggiori canali americani hanno certificato che "il vento è brutale, veramente estremo". Non solo il vento. Cesare Pisoni, direttore sportivo dello snowboard azzurro, coglie l'occasione del titolo olimpico vinto da Michela Moioli per fare festa e attaccar briga: 

Hanno estremizzato tutto negli Stati Uniti. Lo snowboard non è uno sport estremo, in pista non ci sono acrobati, saltimbanci, scavezzacollo ma atleti. Loro vogliono vedere il sangue. Noi vogliamo formare campioni come Michela, ne nasce una così ogni vent'anni

"Avrebbero dovuto cancellare o spostare le gare", uno dei commenti più ricorrenti anche da parte di chi è andato a medaglia (come Enni Rukajärvi, snowboarder di bronzo). Un atleta olandese, di cui per pudore non diciamo il nome, ha definito questi giochi uno "shi# show". Ah, va aggiunta una "t", per chi non avesse capito. E Pisoni, festeggiando, non può che prendersela con chi "disegna questo sport come acrobazie".

Gli americani - ha proseguito - si devono vergognare: questa pista olimpica dello snowboardcross l'hanno disegnata loro, nella giornata di ieri tra i maschi undici sono finiti in ospedale. Per quella delle ragazze abbiamo fatto apportare delle modifiche: è stato più regolare. Mi auguri che in futuro lo snowboardcross venga promosso in termini di sicurezza.

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