Arriva l'All Star Saturday: il sabato più atteso dai fan dell'NBA

Torna uno degli eventi preferiti dagli appassionati di basket, in cui si svolgono le storiche gare del tiro da 3 punti e delle schiacciate.

NBA, sta per arrivare l'All Star Saturday

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I giorni centrali di febbraio rappresentano sicuramente uno dei periodi preferiti degli appassionati di basket è quello in cui va in scena l’All Star Weekend, con il quale l’NBA propone una tre giorni zeppa di eventi capaci a volte di regalare più spettacolo di una serie dei playoff.

Il venerdì e la domenica sono dedicate tradizionalmente a due partite: quelle con partecipanti rookie e sophomore e ovviamente lo stesso All Star Game, in cui si sfidano tutte le più grandi stelle della regular season scelte (prima di quest’anno) tramite la votazione del pubblico.

Il giorno che però regala storicamente più spettacolo è l’All Star Saturday, casa storica di due degli eventi più amati dai fan, la gara del tiro da 3 punti e quella delle schiacciate, che negli anni hanno dato agli appassionati momenti indimenticabili e soprattutto lanciato le carriere di giocatori che in futuro sarebbero diventati delle vere e proprie stelle dell’NBA.

La gara dei tiri da 3 punti
La gara dei tiri da 3 punti NBA

NBA, la nascita della gara del tiro da 3 punti

La gara del tiro da 3 punti è un’istituzione del basket NBA, che nei 32 anni passati dalla sua creazione non ha praticamente mai cambiato la sua formula: i partecipanti hanno a disposizione 5 carrelli contenenti 5 palloni ciascuno (4 normali e una “money ball” che vale 2 punti) e un minuto di tempo per segnare più canestri possibile.

La struttura semplice ma spettacolare ha reso questo evento uno dei più amati dagli appassionati di basket, dato che è una competizione che privilegia la pura e semplice tecnica di tiro e si contrappone alla più appariscente ed esagerata gara delle schiacciate, solitamente considerato il piatto forte dell’All Star Saturday.

Dall’1986, anno della sua introduzione, a vincere questa gara sono stati sia grandi specialisti nel tiro da fuori come Craig Hodges, Peja Stojaković, Jason Kapono e il nostro Marco Belinelli, che MVP come Dirk Nowitzki, Steph Curry, Kyrie Erving e Paul Pierce. Ma c’è un uomo solo che è riuscito ad elevare l’importanza del Three-point Shootout in NBA ad un livello superiore a quello di un semplice spettacolo e il suo nome è Larry Bird.

Larry Bird
Larry Bird vinse le prime tre edizioni della gara del tiro da 3 punti

Larry Legend: il dominio di Bird

Il membro della Hall Of Fame fu l’assoluto dominatore delle prime edizioni della gara del tiro da 3 punti, vinte tutte in maniera schiacciante. Ma Larry Legend non si limitò soltanto a mostrare la sua superiorità sul campo, rendendo fede alla sua fama di trash-talker anche prima che l’evento iniziasse.

Dopo aver vinto in scioltezza la prima gara del tiro da 3 punti nel 1986 senza neanche togliersi la giacca che utilizzava nel riscaldamento, Bird decise di lanciare un messaggio ai suoi avversari l’anno successivo: circa 30 minuti prima dell’inizio della gara, i dirigenti dell’NBA riunirono i partecipanti nello spogliatoio per un breve incontro. Erano presenti tutti i migliori tiratori della Lega come Hodges, Floyd e Ellis ma all’appello mancava proprio il giocatore dei Celtics. Bird arrivò (in ritardo, come tutte le star), aprì la porta sbattendola e guardò tutti i suoi rivali senza dire una parola per qualche minuto. Per poi pronunciare una delle sue frasi più famose.

Sono venuto soltanto per vedere chi sarebbe arrivato al secondo posto.

Un giocatore che parla così senza poi tener fede alle sue parole viene definito presuntuoso, se invece dimostri di valere quanto le tue spacconate, diventi una leggenda come Larry Bird: il nativo di Indiana dominò quella gara come quella dell’anno successivo, in cui alzò il dito al cielo in segno di vittoria ancor prima che il suo ultimo pallone entrasse nel canestro.

Larry Bird
L'ultimo tiro di Bird nella gara del 1988

Dopo questa incredibile prestazione, Bird annunciò ufficialmente che non avrebbe più partecipato per evitare di rendere l'evento troppo scontato. Ribadendo davanti a tutto il mondo NBA di essere lui il miglior tiratore della Lega.

Glenn Robinson
Glenn Robinson III è l'attuale campione in carica della gara delle schiacciate

Lo Slam Dunk contest: il più grande spettacolo dell'All Star Game

Contrariamente a quella del tiro da 3 punti, la gara delle schiacciate non è un evento nato nell’NBA ma nell’American Basketball Association. Durante l’intervallo dell’ABA All Star Game del 1976, andò in scena per la prima volta lo Slam Dunk contest, vinto da Julius Erving che mandò in delirio il pubblico della McNichols Arena di Denver schiacciando dopo aver saltato dalla linea del tiro libero.

L’NBA scelse di aggiungere questa competizione nell’All Star Saturday del 1984: dall’edizione inaugurale, vinta da Larry Nance, la gara delle schiacciate diventerà non solo un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati, ma anche un indicatore dell’evoluzione del basket nella Lega più importante del mondo. Se il Three Point Shootout è un evento che ha uno schema prestabilito e che si basa sempre sullo stesso gesto tecnico, lo Slam Dunk contest mostrerà anche la superiorità atletica dei giocatori dell’NBA: i partecipanti infatti erano visti come superuomini in un torneo dominato da superuomini.

Negli anni la gara delle schiacciate ha vissuto momenti entrati nella memoria collettiva di tutti i fan del basket: le vittorie di Spud Webb e Nate Robinson, entrambi alti meno di 175 cm, la leggendaria prestazione di Vince Carter nel 2000 (forse la migliore di tutti i tempi) e gli show di talenti ancora giovani come Jason Richardson e Dwight Howard. Ma qualche volta, è stata anche il palcoscenico dove alcuni dei giocatori più forti di tutti i tempi si sono messi in mostra per la prima volta, come Kobe Bryant e soprattutto Michael Jordan.

Dominique Wilkins
Il duello Wilkins-Jordan

Wilkins-Jordan: il duello infinito

MJ partecipò per la prima volta nell’edizione del 1985 quando era ancora un rookie, ma fu sconfitto in una splendida sfida finale da Dominique Wilkins: The Human Highlight Film fu, assieme a Doctor J, uno dei primi veri innovatori del gesto tecnico della schiacciata e i suoi Windmill (le schiacciate “a mulino”) gli valsero il titolo di secondo vincitore dello Slam Dunk Contest.

Nei due anni successivi, a turno i due contendenti si infortunarono, rimandando l’attesissima rivincita all’edizione del 1988. Come da pronostico, i finalisti della gara che si teneva a Chicago furono Wilkins e Jordan, che aveva vinto la gara dell’anno precedente. Le prime schiacciate di entrambi furono premiate con il punteggio massimo di 50 punti e Wilkins fece bottino pieno anche con la seconda, mentre MJ si fermò a 47.

L’ultima giocata di Wilkins fu un terrificante Windmill a due mani, forse ancor più bello dei precedenti, ma la giuria (decisamente “casalinga”) lo premiò solamente con un misero 45, dando la possibilità a Jordan di vincere il titolo se fosse riuscito a raggiungere un punteggio di 49 con la sua ultima schiacciata. E MJ, decise di farlo in grande stile, imitando proprio il famoso gesto di Julius Erving e saltando dalla linea del tiro libero. Tutti e cinque i giudici alzarono il cartello col numero 10, Jordan diventò ufficialmente Air.

Michael Jordan
La schiacciata di Jordan nel 1988

Quell’iconico momento ci ha regalato una delle immagini più famose della storia dello sport e fu, ancor più dei suoi primi playoff, il segnale della leggenda che Jordan sarebbe diventato in futuro. Tutto grazie ad una gara nata per creare spettacolo e che da decenni non smette di regalare momenti indimenticabili ai fan di basket.

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