Olimpiadi invernali, la Duhamel adotta un cane destinato ai ristoranti

Con l'aiuto della Free Korean Dogs, la pattinatrice canadese ha salvato un meticcio dal mercato della carne. In Corea del Sud 4 milioni di cani mangiati all'anno.

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Ha adottato un cane per impedire che fosse mangiato: è la medaglia simbolica conquistata alle Olimpiadi invernali dalla pattinatrice artistica canadese Meagan Duhamel. Una storia raccontata su Instagram dalla stessa atleta, volta a sensibilizzare l'opinione pubblica su una pratica ancora molto diffusa in Corea del Sud, sede dei Giochi, e in tutto il Sud Est asiatico.

ll nome dell'altro protagonista di questa storia a lieto fine è Moo Tae: è un meticcio bassotto, con occhi furbi e orecchie che non passano inosservate. Come tanti suoi altri simili, sarebbe stato destinato all’industria del cibo, che ogni anno in Corea del Sud porta alla morte di circa 4 milioni di cani. L'incontro con la Duhamel, avvenuto nel febbraio 2017 durante un sopralluogo dell'atleta a Pyeongchang in vista della competizione a cinque cerchi, e la complicità delle Olimpiadi invernali 2018 hanno fatto il resto.

Vegana dal 2008, la Duhamel è da tempo vicino alle cause combattute dagli animalisti: nel suo Paese combatte per la chiusura delle fattorie e lotta contro il traffico di animali. Un attivismo che nel tempo non le ha certo impedito di raccogliere soddisfazioni lungo il percorso professionale: argento a squadre nelle Olimpiadi invernali di Sochi 2014, vincitrice dei Mondiali 2015 e 2016, oltre a quattro campionati vinti in patria e due medaglie d'oro ai Campionati dei Quattro Continenti. Appena arrivata in Corea del Sud, Meagan si è rivolta alla Free Korean Dogs, associazione di attivisti che l'ha affiancata nel salvataggio del meticcio, che ora compare spesso nelle sue foto diffuse in rete. Con un messaggio chiaro:

Spero che altri condividano il mio post, ora Moo Tae è finalmente libero dall’industria di carne di cane coreana.

Olimpiadi invernali, Moo Tae salvato dal mercato della carne di cane

ll salvataggio di Moo Tae ha messo in luce un lato oscuro nelle Olimpiadi invernali. Prima dell'inizio dei Giochi 2018, secondo quanto riportato dall’Agence France-Presse, il governo della Corea del Sud avrebbe chiesto a 12 locali di Pyeongchang di non servire cane durante la manifestazione sportiva. La risposta? Positiva solo da parte di due gestori. Il 16 per cento del totale.

Così, mentre a Pyeongchang e dintorni molti cani fanno ancora parte dei menù regolarmente serviti a turisti e residenti. Un anno dopo il salvataggio, Moo Tae condivide l'affetto dei suoi padroni con Theo, un altro cane abbandonato che la Duhamel ha adottato. Dall'avventura olimpica in Corea del Sud, la pattinatrice originaria di Walden tornerà con un altro cucciolo salvato dalla strada e dalle tavole, che una volta in Canada sarà destinato a un'altra famiglia. Una medaglia nella vita, che vale almeno quanto quelle conquistate sul ghiaccio.

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