Il sogno di Jules e Ibrahim: via dalla schiavitù, sognando l'Europa

La Ong "2eme Projet" li ha accolti quando erano ancora bambini: ora giocano nella nazionale del Benin e cercano la loro rivincita. Inseguendo un pallone.

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La Ong "2eme Projet" non ha certo le pretese di diventare una sorta di Coverciano africana e neppure un laboratorio di piedi educati. Eppure tra i tanti ragazzini affrancati dalla schiavitù e sottratti da una vita infernale ci sono anche loro, Ibrahim Ogoulola e Jules Elegbedé. Non raggiungono i 36 anni in due, ma hanno già vestito la maglia della nazionale di calcio del Benin.

A quelle latitudini partecipare alla fase finale di una Coppa d'Africa è quanto di meglio si possa ottenere, il resto è utopia, seppur condita dai proclami di allenatori europei che si sono alternati alla guida degli "Scoiattoli", come Michel Dussuyer o l'ex scudiero di Platini Manuel Amoros.

Non è invece fantascienza la vicenda umana di Ibrahim e Jules, accolti da "2eme Projet", Ong che ha sede a due passi dall'aeroporto internazionale di Cotonou, quando avevano appena 8 e 10 anni. Salvati da una pratica, quella della schiavitù infantile, che nel Benin raggiunge vette imbarazzanti. L'Unicef parla del 65% di bambini sotto i 12 anni venduti dai genitori. Le autorità locali utilizzano importanti strumenti finanziari e umani per lottare contro ciò che va ritenuto essere un vero flagello. Ma, all’atto pratico, non si è mai registrato un risultato positivo, nonostante l'ex presidente Thomas Boni Yayi abbia tentato anche la carta religiosa, ottenendo nel novembre del 2011 la visita pastorale di papa Ratzinger.

Lavoravo anche per 18 ore di seguito e se non vendevo in strada tutta la merce venivo picchiato. Mi davano 20 centesimi al giorno, denaro che non mi consentiva neppure di mettere assieme un pranzo con una cena

Racconta Jules, oggi tesserato per il Benin Énergie, una delle squadre più importanti del locale campionato.

L'amore per il pallone mi ha dato la forza per cercare una via d'uscita - aggiunge - come tanti ragazzini della mia generazione sognavo di diventare Eto'o. "2 eme Projet" mi ha tirato fuori dal dramma, Eto'o resta un sogno impossibile, ma mi ritengo un buon centravanti

Il sogno di Jules e Ibrahim

Jules e Ibrahim sognano un ingaggio in Europa. Per molti giovani del Benin il campionato francese è un punto di riferimento. Riscattarsi nel paese che li ha colonizzati fino al 1960 è una sorta di legge del contrappasso, una liberazione mentale prima ancora che sociale ed economica. Ibrahim invece è un centrocampista offensivo in forza al Benin Requins, altra squadra della prima divisione beninense. Sembra aver superato il momento più terribile della sua giovane esistenza, e ci esorcizza persino sopra con una battuta a effetto.

La mia famiglia mi ha venduto per 200mila Cfa (300 euro), era destino che dovessi avere un valore di mercato. Oggi spero di valere qualcosa di più

La povertà è la causa principale e onnipresente della tratta dei bambini, soprattutto per famiglie che per l'82% hanno almeno 5 figli. Più del 90% di loro sono destinati a rimanere analfabeti per sempre.

Provengono da genitori che praticano al massimo un'agricoltura di sussistenza - racconta Alphonse Kpadè, uno dei referenti dell'associazione "2eme Projet" - non hanno mezzi per mandarli a scuola e si fanno ipnotizzare dai facili e mendaci guadagni offerti dai trafficanti. Alcuni dei nostri ospiti hanno subito abusi di ogni tipo, persino sessuali

Lo sport, e il calcio in particolare, diventa non solo una valvola di sfogo, ma per alcuni lo strumento di redenzione. Ibrahim e Jules hanno trovato in una sfera di cuoio, non più quella iniziale assemblata con gli stracci, il simbolo per voltare pagina. Eto'o o Drogba restano chimere, e allora ci si appiglia a qualche eroe locale, come l'ex del Psg Stéphane Sessègnon, oggi al Montpellier, che proprio alla "2eme Projet" ogni tanto fa capolino per incoraggiare i più piccoli, finanziando di tasca propria le attività della struttura. Si muove a fari spenti, come i veri campioni di vita prima ancora che di pallone. 

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