Olimpiadi invernali, Shaun White leggenda dello Snowboard: terzo oro

Nell'Halfpipe trionfa ancora una volta il leggendario "Pomodoro volante" statunitense, che torna al successo dopo il passo a vuoto di Sochi 2014: 100esimo oro Usa.

20 condivisioni 0 commenti

di

Share

Il "Flying Tomato" continua a volare. Shaun White è sempre più una leggenda del mondo dello Snowboard e la conferma è arrivata in questa notte di Olimpiadi invernali di PyengChang, quando il 31enne statunitense ha vinto la medaglia d'oro nell'Halfpipe, per la terza volta nella sua carriera. In questa occasione, però, il titolo ha un sapore diverso.

Non solo perché lo fa entrare nella storia generale delle Olimpiadi invernali e dello Snowboard, ma soprattutto perché quattro anni fa, a Sochi 2014, era arrivata la più grande delusione della sua carriera.

Un quarto posto impensabile alla vigilia per colui che arrivava alla competizione come bi-campione in carica, dopo le medaglia d'oro di Torino 2006 e Vancouver 2010. Una pressione da favoritissimo che - associata a una caviglia malconcia - lo ha schiacciato, colpendolo nel profondo e spingendolo a riflessioni sul suo futuro. Queste, però, non lo hanno messo in ginocchio. Non ci è riuscita nemmeno la drammatica caduta di quattro mesi fa in Nuova Zelanda, da cui Shaun White è uscito sfigurato, con un embolia polmonare e ben 62 punti di sutura.

Olimpiadi invernali, Shaun White leggenda dello Snowboard

Lui ha continuato a lavorare, con un unico obiettivo: ottenere il riscatto a PyengChang e dimostrare di essere ancora al top. E il "Pomodoro volante", cioè il soprannome che gli era stato affibbiato per via del colore rosso dei suoi capelli, prima portati molto lunghi stile rockstar (che tra l'altro è un'altra sua passione), ci è riuscito, eseguendo proprio lo stesso trick che lo aveva mandato all'ospedale 4 mesi fa:

È stato un lungo percorso dopo il mio infortunio in Nuova Zelanda. C'è voluto tempo per togliermi la paura dalla testa, ma alla fine sono riuscito a vincere le Olimpiadi proprio eseguendo quella manovra. Il riscatto è sempre meraviglioso.

Ha regalato quello che tutti si aspettavano, cancellando il passaggio a vuoto di Sochi e incantando in questa edizione delle Olimpiadi invernali. Nonostante nella seconda run fosse caduto, è riuscito a tornare in prima posizione continuando il suo personalissimo show, con uno score impressionante di 97,750 e regalando agli Stati Uniti il 100esimo oro olimpico della storia dei giochi invernali.

Dopo quella sua caduta, ci aveva sperato per un attimo il giapponese Hirano (95,250), che però si è dovuto accontentare dell'argento, piazzandosi davanti all'australiano Scotty James (92). Nessuno ha potuto reggere il ritmo di "Flying Tomato", che è tornato sul tetto a suo modo, regalando spettacolo. Adesso magari andrà a festeggiare mangiandosi il panino a lui dedicato creato per l'occasione da un ristorante di PyengChang. Di sicuro è stato di buon auspicio. E chissà che non gli chieda una nuova versione in vista dei giochi olimpici estivi in programma tra due anni, quando sarà introdotta per la prima volta la disciplina dello Skateboard. Lui, d'altronde, è un fenomeno anche lì.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.