Champions League, quegli 11 metri fatali: la maledizione di Higuain

Sono tanti i rigori sbagliati in carriera dall'argentino: da quello fatale con l'Argentina nella finale di Copa America del 2015 contro il Cile, fino alla notte con gli Spurs.

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"Gonzalo non aver paura di tirare un calcio di rigore". Non ce ne voglia De Gregori, nessun plagio, semplicemente realtà. Da quel Nino che ha fatto emozionare tutta Italia al Pipita, che ieri sera ha fatto prima gioire e poi arrabbiare i tifosi juventini. Croce e delizia, già. Angelo e diavolo. Prima un gol del vantaggio che solo lui sa fare, poi la doppietta (proprio su rigore) e infine - sul 2-1 - gli undici metri maledetti. Higuain sul dischetto, rincorsa e palla pesante sulla traversa. E soprattutto un biglietto per il ritorno di Champions League a Londra pieno di incognite.

Quale voto dare a Higuain per la sua notte di Champions League? Gonzalo si morde le mani. Poco importa la doppietta più veloce della storia dei bianconeri. Perché per cancellare una partita da centravanti modello, basta un calcio di rigore. Che prima realizzi e poi sbagli. Vietato, se giochi alla Juventus. E troppo pericoloso se al ritorno, a Wembley, ci sarà un Tottenham che più affamato non si può.

Meraviglie ed errori. Si può riassumere così la serata di Higuain contro il Tottenham. Che prima, dopo un ottimo movimento, manca la porta e cestina il gol del 3-0, e poi sbaglia il calcio di rigore della verità. Uno dei tanti, verrebbe da dire. Sì, quanti errori dal dischetto per il Pipa. Illusioni. Sogni che si infrangono sul più bello. E che spesso fanno dimenticare ai tifosi quanto sia dannatamente forte. L'argentino è sempre più un centravanti da DVD, perfetto nelle movenze, potente e concreto. Ma con un brutto vizio, quello di sbagliare i calci di rigore.

Champions League, gli errori del Pipita
Prima la gioia, poi la disperazione

Champions League, Higuain e la paura dei rigori

L'urlo di Higuain si strozza mentre la canzone di De Gregori continua: "Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore". Verissimo Francesco, Pipa è super, però quanto pesano i suoi particolari. Come nella finale di Copa America del 2015, quella tra Argentina e Cile persa dall'Albiceleste proprio per gli errori dell'attaccante bianconero. Che prima mandò la sua nazionale ai supplementari sbagliando un'occasione sotto porta, poi contribuì alla sconfitta sbagliando il suo calcio di rigore. Tallone d'Achille. Errore fatale.

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Dall'Argentina alla Juventus. Dalla Copa America a questa Champions League, adesso così a rischio dopo il suo errore. Passando per quella che fu la sua Napoli. Non solo colorata di emozioni e tradimento, non soltanto quella del record di gol in Serie A, ma anche quella delle disgrazie dal dischetto. Nella stagione 2015, infatti, Higuain mandò alle stelle ben 4 rigori su 9. Di cui tre pesanti come dei macigni, in quanto portatori di un pareggio e due sconfitte. E a oggi, Gonzalo, questo scomodo problema pare proprio non averlo risolto. 

Errore biancoceleste

Ennesimo flop dagli undici metri. E chissà se sarà davvero fatale. Un po' come quella volta contro la Lazio, sbagliando un rigore che alla fine costò al Napoli proprio l'accesso in Champions League. Divenendo nel 2105, nonostante i 29 gol complessivi, il simbolo del fallimento. Già, maledetti rigori.

In Italia, per il Pipita, la storia era cominciata proprio come è finita ieri sera. Con Bardi che all'esordio al San Paolo lo ipnotizzò nel suo primo Napoli-Chievo. Nelle stagioni in azzurro, addirittura, la sua percentuale di realizzazione fu sotto al 50%. Undici metri fatali. Per un totale di 19 rigori segnati in carriera e 6 sprecati. Uno anche col Real Madrid contro il Màlaga. Molto più pesante la traversa davanti Lloris di qualche ora fa. Forse fatale. Insomma, lo scopriremo a Wembley.

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