NBA, Lakers: il futuro comincia adesso

Con la partenza di Clarkson, i Lakers hanno gli strumenti per firmare LeBron James e Paul George in estate, ma il piano B è la ricca free agency 2019.

Isaiah Thomas

527 condivisioni 0 commenti

di

Share

[di Sergio Vivaldi] 

La finestra di mercato conclusasi qualche giorno fa ha decretato due vincitori. Da una parte i Cleveland Cavaliers, capaci di chiudere operazioni con quattro squadre diverse e rivoluzionare il roster. Ma ancora di più i Los Angeles Lakers, partner di mercato dei Cavs, che possono dichiararsi ampiamente soddisfatti del risultato. 

La dirigenza Lakers ha fatto sapere a tutti che andrà a caccia di free agent in estate. Sono in tanti ad averne parlato, in caso non bastassero le multe accumulate da Magic Johnson per commenti inappropriati su giocatori al momento sotto contratto con altre franchigie.

Ma a inizio stagione era opinione comune che sarebbe stato difficile arrivare al numero magico di 65$ milioni, ovvero lo spazio necessario sotto il cap per firmare un free agent con meno di 10 anni di esperienza (Paul George) e uno con oltre 10 anni (LeBron James). Il minimo era liberarsi del contratto di Jordan Clarkson senza ricevere in cambio altri oneri a lungo termine. Per riuscirci serviva "pagare" un'altra squadra con una scelta o un giocatore di prospettiva, o entrambi. 

Jordan Clarkson
Jordan Clarkson

Qui sono entrati in scena i Cleveland Cavaliers, che si sono accollati Clarkson al "prezzo" di Larry Nance Jr., hanno restituito i contratti in scadenza di Isaiah Thomas e Channing Frye e compensato i Lakers del disturbo con la prima scelta dei Cavs al prossimo draft di giugno. 

Sono tanti i motivi per cui questo scambio è stato mal visto sul fronte Cavs. Clarkson è un non-difensore e viene pagato troppo, Nance Jr. è ottimo ma in un mercato dove le scelte al primo giro sono considerate quasi intoccabili, perché cederne una per il diritto di pagare Clarkson? E ancora, perché mettere i Lakers nella condizione di competere in free agency per firmare LeBron in estate? 

NBA, Lakers: il futuro comincia adesso

Dubbi e critiche su cui si tornerà a fine stagione. Chi invece festeggia già sono i tifosi gialloviola. Nonostante le critiche, in parte giuste, piovute sui Lakers da quando Magic Johnson e Rob Pelinka hanno preso in mano la dirigenza della squadra, sul mercato hanno fatto benissimo. Questo scambio rappresenta una doppia vittoria. Primo, ai Lakers basterà rinunciare a tutti i loro free agent esitivi – Brook Lopez, Kentavious Caldwell-Pope, Corey Brewer, Channing Frye, Isaiah Thomas e Julius Randle – e usare la "stretch provision" per spalmare il contratto di Luol Deng su cinque anni per arrivare a 68m di spazio salariale, abbastanza per offrire il massimo salariale a due free agent.

Inoltre, la scelta ceduta dai Cavs permetterebbe ai Lakers di cedere la loro scelta nel 2019 già la notte del draft, azione fino a prima impossibile. I Lakers non dispongono della scelta 2018 e la Stepien Rule impedisce di cedere scelte al primo giro in anni consecutivi. Può essere un modo per rendere il roster ancora più attraente con l'aggiunta di un veterano, per invogliare i pezzi da novanta a trasferirsi a Hollywood. Quali sono le probabilità che tutto questo succeda? Realisticamente, poche. I Lakers hanno fatto bene in quest'ultimo mese, dal 7 gennaio ad oggi hanno un record di 12 vinte e 5 perse, secondo solo agli Houston Rockets, con una difesa in top 10 e un attacco in top 15. Ma le star come James puntano al titolo, e quel tipo di successo non arriva con i rookie.

LeBron James
LeBron James

Anche per questo era fondamentale avere lo spazio per firmare una seconda star. Il mercato dei Cavaliers potrebbe però aver cambiato le carte in tavola. È impossibile dire come proseguirà la stagione di Cleveland, ma il gm Koby Altman ha fatto qualcosa che non era mai stato fatto prima: circondare James di giocatori giovani ma con qualche anno di esperienza e atletici abbastanza da fargli risparmiare energie. I Cavs restano sfavoriti in una eventuale finale contro gli Warriors, ma se tutto dovesse andare per il meglio hanno i mezzi per giocarsela da favoriti contro tutte le altre 28. 

Il record dei Thunder racconta solo metà della storia, e anche senza Andre Roberson ai playoff saranno un problema per tutti. Difficile immagine che Paul George lasci Okahoma City, merito dell'intesa con Russell Westbrook – ottima sul campo e a quanto si dice anche fuori – e dell'amicizia che lo lega a Carmelo Anthony, soprattutto se dovessero raggiungere le finali di conference. 

Esclusi George e James, l'unico altro grande nome disponibile sul mercato sarà DeMarcus Cousins, ma molti pensano che nessuna squadra gli offrirà un contratto, Pelicans esclusi. Il rischio economico è troppo alto per un giocatore che ha subito un infortunio tanto grave, il peggiore che un giocatore di pallacanestro possa subire. Gli altri nomi della prossima free agency non sono altrettanto interessanti. Kevin Durant non lascerà gli Warriors. I playoff potrebbero fargli cambiare idea, ma tutto fa pensare che Chris Paul resti a Houston.

Carmelo Anthony? Deandre Jordan? Nessuno di questi nomi dovrebbe ispirare fiducia alla dirigenza Lakers. Molto meglio smaltire un altro anno del contratto di Deng e rifirmare Randle, il miglior giocatore a roster in questa stagione, giovane e con ampi margini di miglioramento, con un costo molto inferiore a causa della Restricted Free Agency e che potrebbe anche diventare pedina di scambio in futuro. 

DeMarcus Cousins
DeMarcus Cousins

I Lakers pensano al 2019

L'obiettivo diventerebbe a questo punto l'estate 2019, come peraltro aveva già detto Magic a fine gennaio, quando il talento a disposizione sarà impressionante: Kawhi Leonard, Kyrie Irving, Klay Thompson, Kemba Walker, Kevin Love, Jimmy Butler saranno liberi di scegliere un nuovo indirizzo. La maggior parte di questi ha forti legami con Los Angeles. Presentarsi all'estate 2019 con un Brandon Ingram migliorato dopo il suo terzo anno, ancora più esperienza per Lonzo Ball e Kyle Kuzma e con un sistema coerente su entrambi i lati del campo sarebbe la soluzione ideale.

Se tutto dovesse andare secondo i piani, Ingram ha il potenziale per essere almeno un All Star e il quarto anno dovrebbe essere quello della consacrazione. I suoi numeri sono paragonabili a quelli di Giannis Antetokounmpo al secondo anno di NBA, anche lui all'epoca ventenne. 

Questo non implica che Ingram raggiungerà quel livello, ma si può immaginare un percorso di crescita simile nei tempi, e nel caso del greco il quarto anno fu quello della consacrazione. Lonzo Ball ha già mostrato cose interessanti, se dovesse sistemare le percentuali al tiro la stagione 2019-20 potrebbe essere quella del salto. Se si aggiungesse almeno uno dei free agent a disposizione, o la dirigenza riuscisse a orchestrare una trade per un'altra star, i Lakers tornerebbero ai piani alti della NBA

Brandon Ingram
Brandon Ingram

L'estate 2018 è ancora lontanissima e i giocatori non hanno ancora gli elementi per valutare le ipotesi qui considerate. Peraltro, se James dovesse decidere di portare il proprio talento a Los Angeles, Magic e Pelinka farebbero di sicuro l'impossibile per accomodarlo. Ma se i Lakers dovessero restare al palo e la salute di Thomas dovesse dare buone risposte, allora l'ex Celtics non sarebbe una brutta scelta, magari con un contratto di un anno per dimostrare di essere ancora il giocatore ammirato a Boston e guadagnarsi la paga l'anno successivo.

In questo modo i Lakers potrebbero tornare una destinazione interessante non solo dal punto di vista geografico ma anche sportivo. L'operazione è riuscita perfettamente ai Celtics, e nel caso fallisca tutto il resto, Magic potrebbe decidere di copiare i suoi vecchi rivali. Ma ci sono situazioni peggiori in cui trovarsi. Per dirne una: quella in cui si trovavano i Lakers due setitmane fa.

Share

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.