Hull City: Ryan Mason saluta il calcio dopo l'infortunio alla testa

Il centrocampista inglese bloccato dai medici a 26 anni: troppo importanti i danni subiti al cranio.

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Una storia triste, di quelle che non vorremmo mai leggere. Una carriera stroncata da un infortunio, l'incubo di ogni calciatore che sogna di calcare i grandi palcoscenici internazionali. Ryan Mason non ce l'ha fatta a tornare in campo, ci ha provato strenuamente ma a 26 anni i medici gli hanno detto di finirla: se vuole condurre una vita normale, non può più fare il calciatore.

Questa è la parte più triste, sentirsi dire che il tuo sogno, quello per cui hai lottato e sofferto, non potrai continuare a coltivarlo se vuoi vivere normalmente. Quel 22 gennaio 2017 rimarrà per sempre impresso nella mente e sulla pelle di Ryan Mason come il giorno del suo addio definitivo al calcio. La cicatrice dovuta alla frattura della calotta cranica sarà per sempre motivo di dispiacere, ma anche di forza: sarà il ricordo di una caduta dolorosa dalla quale si dovrà alzare, per forza.

Da domani la sua vita non sarà più in divisa e scarpette, ma con la tuta da papà e magari con un bell'abito da manager o come commentatore televisivo, magari del suo Tottenham. Oggi è il tempo di ripercorrere il vaso dei ricordi e di salutare il mondo del calcio che gli ha dedicato attenzione in questi 12 mesi e ha sperato fino all'ultimo, insieme a lui, di vederlo di nuovo in campo a difendere i colori dell'Hull City, della nazionale inglese e magari tornare ad indossare quelli degli Spurs.

Hull City, Ryan Mason si ritira a 26 anni per un infortunio alla testa

La carriera del centrocampista inglese è terminata con una nota del suo ex club, l'Hull City. Un comunicato dove in poche righe traspare tutta l'amarezza e la rabbia per una carriera che poteva essere e invece non sarà. 

È con grande dispiacere che il club informa che, in seguito all’infortunio sofferto alla testa lo scorso 22 gennaio 2017, Ryan Mason è costretto a ritirarsi dal calcio con effetto immediato.

Nella nota la società inglese sottolinea come il ragazzo si sia sottoposto ai controlli dei migliori neurologi e neurochirurghi al mondo e che tutti lo hanno sconsigliato di tornare all'attività agonistica. Una nota che non ha colto impreparato Ryan Mason, ma che sicuramente lo ha fatto soffrire leggendola perché lui stesso poco tempo fa credeva di avercela fatta, di essere uscito dall'incubo. Purtroppo le ferite riportate al cranio dopo lo scontro con Cahill non gli consentono di tornare alla piena attività agonistica, anche con un caschetto protettivo come quello di Cech o Chivu.

Lo scontro di gioco con Cahill

Probabilmente oltre a lui, oggi, c'è un altro calciatore che soffre: Gary Cahill. Il difensore del Chelsea è stato il protagonista involontario della brutta sorte di Ryan Mason. Il 22 gennaio 2017 i due sono stati protagonisti di un brutto contrasto aereo dove ad avere la peggio fu il calciatore dell'Hull City che riportò un trauma cranico che richiese un complicato intervento chirurgico.

Il tremendo scontro tra Cahill e Mason che è costato la carriera a quest'ultimo

La brutalità dello scontro fotografata in un'istantanea tremenda aveva fatto il giro del mondo e aveva spinto numerose società a mostrare vicinanza con gesti di vario genere anche in occasione di gare ufficiali. Tanto che oggi lo stesso centrocampista inglese ha voluto ricordarle brevemente nella nota apparsa sul sito della società inglese. Riconoscenza e umiltà.

Dal "tornerò presto" all'infausta notizia

Qualche tempo fa, intervistato da Sky Sports, il centrocampista inglese aveva dichiarato che si era ripreso a livello fisico, era in forma, ma che ci sarebbe voluto ancora un po' per tornare in campo. Era comunque sereno e voglioso di tornare in campo tanto che aveva rassicurato i suoi tifosi. Purtroppo quel giorno non ci sarà.

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Commovente, infine, il suo post di oggi su Instagram dove con una lettera toccante ha salutato il calcio che gli ha dato tutto e ringraziato chi gli è stato vicino negli ultimi 12 difficili mesi. Il passaggio più bello però è sicuramente quello finale dove ci ricorda che la felicità si può trovare anche negli attimi più bui, se solo uno si ricorda di accendere la luce:

Amo questo gioco, lo amerò per sempre e sono curioso di vedere dove il calcio ora mi porterà.

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