WRC, Rally di Svezia: meglio Solberg che male accompagnati

Lucio Rizzica ci racconta la storia di Petter Solberg.

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Vi siete mai chiesti cosa siano le RC Cars? Eppure sono certo che in tanti ci abbiate giocato da bambini, magari dopo averne ricevuto una da Babbo Natale. Una di quelle macchinine in scala da controllare in remote e attraverso la quale entrare nell’immaginifico mondo del radiocomando, così da sentirsi piccoli piloti, poter saltare da montagne di libri, schivare tavoli e sedie, tagliare il traguardo della soglia della cucina senza paura di sbattere ma con l’adrenalina a mille come i campioni veri.

Nei primi anni ottanta, in una normalissima casa di Askim, un piccolo comune norvegese sito nella contea di Østfold, il piccolo Petter segue con attenzione le evoluzioni del suo modellino radiocomandato e giorno dopo giorno scopre di avere un vero e proprio talento per quella che in Norvegia è una apprezzata disciplina agonistica che molti praticano per hobby. Ma lui no, Petter fa sul serio e a tredici anni vince il campionato nazionale di RC Cars sotto gli occhi di mamma Tove e papà Teje, suoi primi tifosi ed entrambi campioni di bilcross, una sorta di rallycross norvegese, ma molto più economico dell’originale.

Petter dunque ha tutte le condizioni per crescere con la passione dei motori, imparare a guidare non appena il babbo gli metterà in mano un volante, apprendere come si prepara una macchina di rallycross, operazione svolta comodamente da padre e figlio nel  giardino di casa. A diciotto anni è quasi naturale che alle gare di bilcross partecipi anche lui. Ma Petter è più bravo del genitore e nel giro di tre anni vince due campionati nazionali, quello di rallycross e quello di cronoscalata, con all’attivo un bottino complessivo di trentaquattro vittorie in quaranta gare disputate. Il passaggio al rally è quasi automatico.

Così, nel breve termine di undici anni, Petter passa dai percorsi disegnati fra salotto e corridoio ai tracciati da rally del campionato norvegese, che prepara spesso confrontandosi con il fratello maggiore Henning che pure arriverà a un titolo nazionale, poi anche bissato, ma solo dopo il successo del talentuoso fratellino. Per Petter si spalancano presto le porte del mondiale rally, entra nello junior team della Ford come point scorer, usufruendo anche delle relazioni curategli dal connazionale John Haugland (ventisette partecipazioni al mondiale rally), soprannominato Mr. Skoda  per il suo legame strettissimo con l’azienda ceca della quale non solo era diventato pilota ufficiale ma anche concessionario alla periferia di Oslo.

WRC, Rally di Svezia: Solberg story

Dividendo la propria carriera fra Ford e Sauber, Petter diventerà presto un personaggio di primissimo piano nel mondo del WRC, arrivando a laurearsi tre volte vicecampione del mondo e, nel 2003, campione iridato al volante di una vettura giapponese, imponendosi con un solo punto di vantaggio su un certo Sébastien Loeb, giovane rampante del team Citroen che negli a venire sarebbe diventato leggendario con la sua striscia di nove titoli mondiali consecutivi. Petter Solberg non ha mai abbandonato completamente il mondo dei rally, neppur quando, all’età di trentacinque anni, nessuna squadra ufficiale gli offrì più un volante. Senza perdersi d’animo però il norvegese acquistò una Citroen Xsara WRC e creò dal nulla il ‘Petter Solberg World Rally Team’, destinato a disputare due stagioni intere del mondiale.

Nel 2012 la Ford ufficiale lo rivolle in squadra al posto di Hirvonen. L’anno successivo fu quello del rientro nel mondo del rallycross. Oggi che ha quarantatre anni, Petter Solberg non è ancora stanco né pago di emozioni. Mentre il circo del WRC debuttava nell’attuale stagione a Montecarlo, il norvegese – che in Svezia ha vinto nel 2005- testava in via ufficiale in Svezia la nuova Volkswagen Polo R5. Inutile sottolineare il grande feeling mai svanito con i modelli del gruppo Volkswagen, che sembrano fatti su misura per Petter, atteso alla prove sviluppo in altri test prima di fine anno, magari con la possibilità di partecipare anche a qualche gara fra boschi e sterrati. Perché Petter lo desidera più di ogni altra cosa, perché l’invidiatissimo fratellone Henning questa volta sarà al via del WRC Svezia al volante di una Fiesta WRC Plus e pure per poter dimostrare al figlio Oliver – ancora minorenne, ma dal grandissimo talento - che il papà ci sa ancora fare. Magari per motivarlo a diventare più forte di lui, dopo averlo già visto all’opera nel RallyX Nordic Championship dribblando i problemi burocratici e anagrafici grazie a una licenza lettone. In Svezia ci saranno tutti e tre. Uno in gara e due a mordersi le mani per non poter sfrecciare sui percorsi del Varmland magari, perché no, per una volta tutti insieme, appassionatamente ma affettuosamente l’uno contro l’altro.

 

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