Olimpiadi invernali: la storia di Armin Zoeggeler, re dello slittino

Classe 1974, è salito per sei volte consecutive sul podio conquistando due medaglie d'oro. E sua figlia Nina, a soli 16 anni, ha già conquistato un bronzo...

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La faccia da attore, lo sguardo che sembra perso nel vuoto e invece è fermo, concentrato, pronto. Respiri regolari, niente può turbarlo. Una tuta bianca e azzurra con il numero 10, da trequartista; il casco con la bandiera dell'Italia impressa sulla fronte, per ricordarsi sempre l'obiettivo: rendere grande e orgoglioso il proprio Paese. Giù la visiera, poi la prima spinta, tre bracciate decise sul giacchio, come a voler affondare le mani nell'acqua, come se quella fosse una gara di nuoto. La gravità che lo risucchia, lui che si sdraia supino e scappa via: una freccia blu che fende il bianco. E il primo oro olimpico di Armin Zoeggeler alle Olimpiadi invernali è servito.

Era il 2002, Giochi di Salt Lake City. In quell'occasione, Zoeggeler riuscì a battere Hackl per pochissimi centesimi: run da 44.578 per l'italiano, con il tedesco fermo a 44.675. Un oro ambito, che il più famoso slittinista tricolore aveva già messo nel mirino nelle precedenti due edizioni di Giochi olimpici: a Lillehammer, nel 1994, conquistò il bronzo; secondo posto e medaglia d'argento, invece, nell'edizione del 1998, disputatasi a Nagano. Era solo il preludio di quello che sarebbe avvenuto quattro anni più tardi. Una scalata continua, un alpinista dello slittino che parete dopo parete ha raggiunto la vetta. Difendendola anche nel 2006. 

Torino 2006, Zoeggeler gioca in casa e morde nuovamente l'oro olimpico. La leggenda continua, passano gli anni ma il campione resta: intatto, immacolato, come il suo sguardo concentrato sulla pista ghiacciata. Lo slittinista italiano riesce a raggiungere la medaglia di bronzo nelle due edizioni successive: prima a Vancouver nel 2010, infine a Sochi nel 2014, per un terzo posto che secondo lui "vale oro, il colore conta poco". Nella sua ultima apparizione alle Olimpiadi Invernali, tra l'altro, Zoeggeler è stato anche portabandiera dell'Italia.

Oimpiadi invernali, l'ultimo bronzo di Armin Zoeggeler
"Un bronzo che vale oro"

Olimpiadi invernali: la leggenda di Zoeggeler, nato con lo slittino

C'è chi nasce con la camicia, chi con lo slittino: il piccolo Zoeggeler, cresciuto a Foiana (frazione del comune di Lana, nel Trentino-Alto Adige), non ha alternative. Esce di casa, si guarda intorno e capisce che se vuole raggiungere la scuola deve sdraiarsi supino e partire con il suo slittino per raggiungere la valle: tre chilometri di strada ghiacciata per tutto l'inverno forgiano un futuro campione.

Non solo Olimpiadi invernali: nella sua lunga carriera, lo slittinista azzurro ha avuto modo di mettere in bacheca 16 medaglie Mondiali (6 ori, 5 argenti e 5 bronzi), per non parlare dei successi nei Campionati europei (4 ori, 6 argenti e 8 bronzi). Vittorie, ovviamente, anche a livello giovanile e in Coppa del Mondo. Un atleta completo, capace di restare sulla cresta dell'onda fino al 2014, anno del suo ritiro. 

Olimpiadi invernali, Armin Zoeggeler nella storia
Sochi, 2014: Zoeggeler saluta tutti ed esce di scena

Sulle orme del padre

Un cognome, una garanzia: a quanto pare, se ti chiami Zoeggeler devi avere a che fare con lo slittino. Nina, figlia di Armin, a soli 16 anni si è già affermata come una delle più belle scoperte di questa disciplina: terzo posto nella Coppa del Mondo giovani tenutasi a Innsbruck, vinta dalla connazionale Verena Hofer. La giovane slittinista sembra già sulla buona strada. Una strada che la figlia d'arte, ovviamente, percorrerà con il suo slittino. Se hai un padre che si chiama Armin Zoeggeler, non puoi fare altrimenti. 

Un nuovo ruolo 

Come detto, il portabandiera di Sochi ha annunciato il suo ritiro nel 2014. E oggi è il direttore tecnico della Nazionale di slittino. Un ruolo diverso, con lo stesso sport in testa. Di recente, ai microfoni de La Stampa, ha dichiarato che vedere le piste ghiacciate di PyeongChang gli ha fatto venir voglia di gareggiare ancora. Tra l'altro, anche senza salire sullo slittino, l'ex atleta azzurro potrebbe vincere una medaglia d'argento: si attende la decisione definitiva sulla squalifica del russo Demchenko, arrivato secondo a Sochi 2014. Ma ad Armin Zoeggeler poco importa, perché il suo bronzo vale oro.

Olimpiadi invernali, la storia di Armin Zoeggeler
Alzala, Armin!

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