Olimpiadi invernali: Ailsa Craig, dove nascono le pietre del Curling

Due terzi delle pietre di tutto il mondo provengono da questa isola scozzese: una riserva naturale con due tipi di granito pregiati, ideali per le "stones".

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Prendete delle scope, delle pietre tra i 17,2 e 19,9 kg e un bel po’ di ghiaccio. Ecco, ora mettete tutto insieme e il risultato sarà uno degli sport più affascinanti delle Olimpiadi invernali. Parliamo ovviamente del Curling, una disciplina che dal 1998, anno in cui è stata introdotta ufficialmente nei giochi olimpici di Nagano (anche se poi venne riconosciuta con effetto retroattivo anche l’esibizione andata in scena nel 1924 a Chamonix), ha sempre attirato molta attenzione e curiosità. Questa particolare variante su ghiaccio delle “bocce”, infatti, è una tra le discipline più interessanti, di cui però si ha una conoscenza solo superficiale.

Ad esempio sono in pochi quelli che sanno da dove provengano quelle pietre che vengono lanciate e accompagnate con tanta solerzia dalla squadra di turno (a proposito, in questa edizione delle Olimpiadi invernali ci sarà pure l’Italia dopo l’unico precedente di Torino 2006, in cui era presente solo perché Paese organizzatore).

Non si tratta, infatti, di comuni e banali “sassi”, ma devono essere dalla grande resistenza ai colpi e alle sollecitazioni, nonché alle basse temperature. Per questo quelle in granito sono le più indicate. E sempre per questo, fino a poco tempo fa, le “stones” erano un prodotto esclusivo di un’isola in particolare, quella che ancora oggi dà origine alle più preziose e rinomate: quelle in Blue Hone e in Common Green. Questi due diversi tipi di granito provengono infatti entrambi da Ailsa Craig, un'isola a 16 chilometri dalla costa scozzese dell'Ayrshire con una storia molto particolare.

Le pietre del curling alle Olimpiadi invernali: 2/3 di queste arrivano da Ailsa Craig
Olimpiadi invernali, le pietre del Curling: 2/3 di queste arrivano da Ailsa Craig

Ailsa Craig, dove nascono le pietre del Curling

Il suo soprannome è “Paddy’s Milestone”, probabilmente perché essendo a metà della tratta tra Glasgow e Belfast, lì passavano gli irlandesi (chiamati a volte, anche in senso denigratorio “Paddy”) che si imbarcavano verso la Scozia alla ricerca di lavoro. Nonostante le ridottissime dimensioni (99 ettari), la sua storia è stato molto movimentata.

Nel 16esimo secolo, la famiglia Hamilton ci costruì un castello (le cui rovine si trovano ancora sul lato orientale dell'isola), per proteggersi dall’invasione di Re Filippo II di Spagna.

Durante la Riforma scozzese, cioè la formale interruzione dei rapporti tra il paese britannico e il Papato, il cattolico Hugh Barclay ne prese possesso al fine di utilizzarla come punto di appoggio per gli spagnoli, favorire il loro ingresso in Scozia e ristabilire così la religione cattolica sotto la giurisdizione del Papa. Un pastore protestante, Andrew Knox, scoprì però il piano e secondo i racconti Barclay decise di suicidarsi nelle acque dell’isola. Fino al 19esimo secolo su Ailsa Craig non successe più niente, poi venne usata come prigione, fino a quando - nel 1831 - il conte Cassilis ne acquistò la proprietà, autoproclamandosi marchese di Ailsa.

Olimpiadi invernali, ad Ailsa Craig nascono le pietre del Curling
Ailsa Craig, ora è diventata una riserva naturale

Un'isola fantasma, ora diventata riserva naturale

Tra il 1883 e il 1886 venne costruito un faro da Thomas Stevenson, così fu necessaria la presenza di un guardiano. Questo fino al 1990, data in cui tutto venne reso automatico e l’isola vulcanica rimase completamente disabitata. Un’isola fantasma, popolata solo da gabbiani e pulcinelle di mare. Oggi è però famosissima, proprio perché due terzi delle pietre usate nel Curling in tutto il mondo provengono proprio da lì.

Merito appunto di quel granito pregiato, estratto dalla Kays of Scotland, che ha detenuto i diritti esclusivi sulle risorse del luogo, pur rimanendo nei limiti imposti dallo status di Ailsa Craig di riserva naturale, che prima imponeva un’estrazione ogni dieci anni (nel 2013 erano state cavate 2000 tonnellate di granito) e poi ha eliminato ogni possibilità di modifica del territorio.

Per questo adesso vengono utilizzati altri tipi di granito di una qualità inferiore, in particolare il Trefor, proveniente da una cava (attiva e per la quale non si prevede esaurimento delle risorse) del Galles del nord. Da lì nascono le nuove pietre del Curling, molte delle quali presenti alle Olimpiadi invernali in corso. Un buon prodotto, sì. Ma niente a che vedere con le originali: quelle nate ad Ailsa Craig, l'isola delle "stones".

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