Bayer Leverkusen, o "Never-kusen": la squadra che non vince mai

Il club viene sempre sfottuto dai tifosi avversari perché non vince mai: appena due titoli in tutta la storia. E nel 2002 arrivò secondo in tutte le competizioni.

933 condivisioni 0 commenti

di

Share

Le stagioni calcistiche sono sempre uguali: si alternano alti e bassi, euforia e crisi. Possibile arrivi un nuovo allenatore, un nuovo staff tecnico, e, col mercato di gennaio, anche nuovi giocatori. Eppure finisce sempre nello stesso modo: il Bayer Leverkusen non vince. Mai. In nessuna competizione.

È possibile riassumere la storia del club in soli 5 minuti? Sicuramente no. Ma se si parla del Bayer Leverkusen si arriva giocoforza a parlare di quei famosi 5 minuti del 2002. E non sono gli ultimi 5 minuti della stagione, ma quelli estrapolati da una partita giocata un paio di settimane prima.

È il 20 aprile del 2002, è la 32esima giornata (la terzultima) della Bundesliga. Il Bayer Leverkusen gioca in casa contro il Werder Brema. Sono 5 i punti di vantaggio che le Aspirine hanno in quel momento sul Borussia Dortmund secondo in classifica. Quel giorno i gialloneri affrontano il Colonia, destinato a retrocedere.

Bayer Leverkusen
Ballack al Bayer Leverkusen

Bundesliga, il Bayer Leverkusen: la squadra che non vince mai

A Leverkusen piove da giorni ma improvvisamente quel 20 aprile 2002 esce il sole. È la prima vera giornata primaverile. La Suddeutsche Zeitung sul proprio sito internet scriverà che è un buon giorno per diventare campioni di Germania. Il Bayer però fatica a entrare in partita e si trova sotto per il gol di Lisztes sul quale Butt non fa una bella figura. Dopo il pareggio di Zé Roberto, il portiere Butt sbaglia un rigore e si resta sull'1-1. Poi eccoli, quei maledetti 5 minuti. Perché a inizio ripresa il Colonia pareggia con il Dortmund e al Leverkusen basta un gol per vincere il campionato. Il Bayer si riversa in attacco per trovare quella rete, ma manca ancora circa mezz'ora al termine della partita. Troppa fretta, troppa frenesia. E il Werder Brema segna il 2-1 con Ailton. Quasi in contemporanea il Borussia Dortmund segna il 2-1 al Colonia. Finisce così, col Dortmund che improvvisamente si ritrova a -2 a due turni dal termine. Alla fine di quella giornata, Michael Ballack lascia lo stadio infuriato e ai giornalisti che provano a fermarlo urla:

Che c'è? Non è successo nulla. Non siamo ancora primi?

Lucio al Bayer Leverkusen
Lucio al Bayer Leverkusen

Sì, ma il Bayer Leverkusen non lo sarà ancora a lungo. Già nel 2000 il Bayer Leverkusen aveva buttato il campionato facendosi superare all'ultima giornata. Perse contro l'Unterhaching e si fece raggiungere dal Bayern Monaco che aveva dalla sua una migliore differenza reti. Quel giorno il Leverkusen confermò la sua nomea di eterno secondo. O “Never-kusen”, come dicono i maligni per far intendere che la squadra non vince mai. D'altronde in tutta la storia il Leverkusen ha vinto appena due trofei. La Coppa Uefa del 1988 e la Coppa di Germania del 1993. Poi il nulla cosmico.

Bayer Leverkusen
La delusione di Berbatov e degli altri giocatori del Bayer Leverkusen

All'inizio della stagione 2001-02 nessuno crede nel Bayer Leverkusen. Nei pronostici nessuno la mette fra le possibili vincitrici. Eppure parte benissimo e sale in vetta quasi subito. In Coppa di Germania riesce ad arrivare fino alla finale, ma il vero spettacolo era in Champions League. Supera il primo girone con Barcellona, Fenerbahce e Lione. Supera anche il secondo con Juventus, Arsenal e Deportivo La Coruna. Ai quarti fa fuori il Liverpool: dopo aver perso 1-0 ad Anfield, vince 4-2 in casa. In semifinale un'altra inglese: stavolta c'è il Manchester United. Finisce 2-2 in Inghilterra, 1-1 in Germania. La squadra però è in evidente calo fisico. Rosa troppo corta per reggere tutte quelle partite. Inoltre c'è il caso Thomas Brdaric ad accorciare ulteriormente la rosa: prende un antiallergenico considerato dopante. Eppure il Leverkusen prova a reggere: col Manchester disputa una partita perfetta, tre giorni dopo, alla penultima di campionato, perdere però col Norimberga. E all'improvviso è il Borussia Dortmund a ritrovarsi in testa. All'ultima giornata il Leverkusen torna a vincere, ma i gialloneri battono il Werder e sono campioni.

Una tragedia, ma ci sono due finali da giocare: Coppa di Germania e Champions League. Nell'ultimo atto del torneo nazionale contro lo Schalke, il Bayer crolla. Dopo esser andato in vantaggio con Berbatov (che si divora però anche il 2-0), perde 4-2. Ancora una volta però, proprio come dopo la disfatta in campionato, non c'è tempo per piangersi addosso. C'è una finale di Champions League da giocare. Si disputa a Glasgow, l'avversario è il Real Madrid. In tribuna tanti personaggi noti. Del calcio, ma anche simboli scozzesi. C'è Sean Connery per esempio che si fa raccontare la storia del Leverkusen prima del fischio d'inizio. Una favola, un club normale che sfida un gigante. Un po' come gli scozzesi che sfidano gli inglesi. Per questo Connery sembra impressionato: "Very remarkable".

Zidane
Zidane

Davvero notevole. Eppure la finale comincia male. A segnare sono gli spagnoli con Raul. Il Leverkusen pareggia con Lucio e torna a crederci. A pochi minuti dalla fine del primo tempo, però, Zidane realizza quello splendido gol con una girata volante. Il Leverkusen ci prova, si riversa in avanti, ma Casillas para tutto. Non basta per vincere. Il Bayer è secondo anche in Champions League. Proprio come in Bundesliga e in Coppa di Germania. E non riesce a scrollarsi di dosso il nomignolo “Never-kusen”. Quelli che non vincono mai. E probabilmente sarebbe potuto finire tutto in maniera diversa se non ci fossero stati quei maledetti 5 minuti contro il Werder. Quando il Leverkusen si sbilanciò ingenuamente in avanti a caccia di un gol che invece di segnare finì per subire. Soprattutto psicologicamente.

Share

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.