Olimpiadi invernali, "gelo" Usa tra il pattinatore gay e il vice Trump

Prima della cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici è stato portato avanti un botta e risposta sui social network tra Adam Rippon e il vicepresidente Mike Pence.

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Non ha avuto problemi (giustamente) a fare coming out qualche anno fa e annunciare la sua omosessualità. Il pattinatore statunitense Adam Rippon è diventato da subito un'icona del mondo gay, confermandosi tale anche in coincidenza con le Olimpiadi invernali, a cui prende regolarmente parte con la spedizione Usa.

La sua presenza, infatti, ha creato qualche problema "diplomatico", nato dalle idee non proprio aperte (eufemismo) di Mike Pence, il vicepresidente degli Stati Uniti, riguardo il tema dell'omosessualità.

Prima di salire alla Casa Bianca per supportare Donald Trump, infatti, da governatore dell'Indiana era stato accusato di omofobia e di sostenere la validità delle terapia di recupero per gli omosessuali. Ecco, proprio Mike Pence è stato delegato di accompagnare la spedizione americana a Pyeongchang 2018 e, ovviamente, si è creata una situazione di gelo, per l'incontro dello stesso vicepresidente Usa e Adam Rippon, oltre che con lo snowboarder Gus Kenworthy, anche lui dichiarato omosessuale.

Olimpiadi invernali, il pattinatore gay Usa

E questo clima non proprio disteso è stato alimentato anche da alcune frecciate via social che hanno accompagnato la preparazione verso le Olimpiadi invernali. Ad esempio, quando Rippon venne interrogato da USA Today sul fatto che fosse stato scelto proprio Pence per accompagnare la delegazione statunitense alle Olimpiadi invernali, la sua risposta fu la seguente:

Mike Pence? Cioè lo stesso che ha finanziato la terapia di "guarigione" degli omosessuali? Di certo non lascerò la mia strada per andare a incontrarlo.

A seguito di queste parole, poi, è stata diffusa la notizia secondo la quale dagli uffici di Mike Pence fosse stato inviato un invito a Rippon, per chiedere un incontro. E a quanto pare il pattinatore avrebbe gentilmente declinato l'offerta. Una "fake news", spiegarono successivamente dalla Casa Bianca con un comunicato ufficiale, con conferma via social network dello stesso vice di Donald Trump:

Non credere alle fake news e a un'informazione distorta. I nostri atleti sono i migliori del mondo e noi facciamo il tifo per tutti loro. Io sono orgoglioso di tutti voi.

A seguito di questo messaggio diretto al pattinatore americano, è arrivata una nuova risposta che ha stemperato gli animi con un po' di ironia:

Un atleta gay non ha nulla di diverso da un atleta eterosessuale. La passione, la dedizione, il sacrificio e gli allenamenti sono esattamente gli stessi. Tutto uguale, insomma, tranne che noi abbiamo le sopracciglia molto più belle.

Il gelo iniziale, insomma, si è un po' sciolto.

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