Vidal, 12 ore per tatuarsi. "Imprudente farlo a stagione in corso"

Il cileno ha impiegato 12 ore per farsi disegnare tutta la schiena. Il suo tatuatore però è stato critico: "Imprudente a farlo a stagione in corso".

1k condivisioni 0 commenti

di

Share

Dove finiscono le libertà dei calciatori? La risposta è nelle regole che stabiliscono i vari club, certo, ma forse a volte anche loro dovrebbero porsi dei limiti. Arturo Vidal, per esempio, nei giorni scorsi ha messo in mostra un nuovo tatuaggio ed è gigantesco. Gli occupa di fatto tutta la schiena. E c'è chi afferma non sia una scelta molto professionale.

Quel che sorprende è che a criticare Vidal per la sua scelta è stato proprio il tatuatore. Perché lui sa cosa vuol dire sottoporsi a un'operazione del genere. E probabilmente un professionista, a stagione in corso, dovrebbe evitare. Ci ha messo ben 12 ore per finire il lavoro sulla schiena del cileno. E non è tutto.

Già, perché subire un tatuaggio di quelle grandezze è comunque debilitante. Inoltre il tatuaggio dovrebbe anche riposare perché si tratta di una ferita aperta sul corpo. Si può infettare. Per questo non bisognerebbe sudare e sporcare la ferita. Ma per Vidal è impossibile non sudare.

Il tatuaggio di Vidal
Il tatuaggio di Vidal

Vidal, il tatuatore lo critica

Al Bayern Monaco non c'è solo Vidal che è attratto particolarmente dai tatuaggi. Proprio come il cileno anche Jerome Boateng ha ormai quasi tutto il corpo ricoperto di simboli e disegni. Eppure proprio il tatuatore di Re Arturo è stato duro con il suo cliente, in un'intervista rilasciata alla Bild:

Gli ho tatuato la schiena dove c'erano i lavori già di altri professionisti. Ci ho messo circa 12 ore per finire il lavoro, anche se queste 12 ore erano spalmate su più giorni. Quel che posso dire è che, secondo me, è imprudente fare cose così a stagione in corso. Per il tatuaggio il sudore non è positivo per motivi igienici.

Vota anche tu!

I calciatori dovrebbero tatuarsi solo a fine stagione?

Leggi di più tra 5

Annulla redirect

Il 23enne Sergio era al primo lavoro con Vidal. Il ragazzo spagnolo è andato a Monaco ed è rimasto lì per vari giorni (Re Arturo gli ha pagato anche l'albergo) durante i quali ha terminato il tatuaggio. Benché lui non sia convinto sia l'ideale per un professionista sottoporsi a tali operazioni durante l'anno, tende a giustificare gli atleti:

I calciatori hanno poco tempo libero, per questo credo che in molti si facciano tatuare a stagione in corso.

Bisognerebbe solo capire dove finiscono le loro libertà. Indipendentemente dalle regole stabilite dai club.

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.