Serie A, Bernardeschi come Baggio: a Firenze pronti solo fischi

Federico scenderà in campo da titolare contro la sua ex. Al Franchi preparano un'accoglienza "particolare", come fu per Baggio nel 1991.

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Il calcio ti mette davanti a delle scelte. Così quest’estate, con un’offerta da 40 milioni e la possibilità di giocare in una delle squadre più forti al mondo, Federico Bernardeschi lascia la Fiorentina per andare alla Juventus. Quaranta milioni alla Viola, 4 a stagione per il fantasista. Stasera al Franchi nell’anticipo di Serie A va di scena il primo regolamento di conti: il Brunelleschi del calcio (così soprannominato dai suoi ex tifosi) torna a Firenze. L’accoglienza non sarà delle migliori.

Così il match tra Fiorentina e Juventus si infiamma sempre di più. Alla base c’è una rivalità iniziata nel 1928: 11-0 rifilato dai bianconeri mai digerito dai toscani. Che nel 1982 hanno sfiorato lo scudetto, vinto dalla Juve. E che dire poi dell’addio di Roberto Baggio, il Divin Codino, che ha preso la strada per Torino in quel maggio del 1990. Ora Bernadeschi. Clima caldissimo allo stadio, prevista pure una pioggia di fischi.

Bernardeschi giocherà da titolare l’anticipo di Serie A tra Fiorentina e Juventus. Questo offre il destino: Allegri lo ha scelto tra gli undici iniziali. Una pacca sulla spalla, un consiglio: “Non sentire quei fischi”. Mancino caldo, il suo piede. Tre assist nelle ultime due partite giocate. Però il groppo in gola ci sarà: serve battere anche l’emozione.

Serie A, Bernardeschi ai tempi della Fiorentina
Serie A, Bernardeschi ancora in viola: era il 2017

Serie A, Bernadeschi al Franchi: ritorno poco gradito

La Juventus non vuole fermarsi in Serie A: battendo la Fiorentina può andare momentaneamente prima in attesa del Napoli. Se la giocherà con Federico Bernardeschi, l’ospite non gradito della serata. Il suo addio ha scatenato l’ira dei tifosi viola. Da giorni i profili social del fantasista sono stati presi d’assalto con insulti e commenti pieni di rabbia. Il più carino: “Venduto”. È solo l’antipasto di un’accoglienza di certo poco affettuosa. Fischi e cori in ricordo di quel tradimento estivo. Ci sono il club e il tecnico Allegri a far sentire Federico a casa. La domanda però è lì, che aleggia sopra il cielo del capoluogo toscano: se segna, esulterà?

Divin Codino

La questione Bernardeschi ha ricordato un precedente mai dimenticato. Estate ’90: Roberto Baggio, dopo 5 anni alla Viola con 94 presenze e 39 reti, si veste di bianconero. Tradimento. Il vizio capitale così diventa doppio: lasciare Firenze e andare alla Juventus, l’acerrima nemica. E sulle rive dell’Arno conoscono bene il significato di "nemico" dopo tanti anni di storia passati sotto Ponte Vecchio. Baggio ritorna al Franchi ad aprile del 1991. In campo non tocca un pallone, i fischi per lui sono assordanti. Si rifiuta addirittura di battere un calcio di rigore con una banale giustificazione: "Il portiere mi conosce troppo bene".

Calcia De Agostini, sbaglia. Baggio viene sostituito, altri fischi. All’improvviso però, come piovuta dal cielo, cade una sciarpa della Fiorentina ai suoi piedi. Roby la raccoglie e la stringe a sé, perché il primo amore non si scorda mai.

Serie A, il ritorno di Baggio al Franchi
Serie A, Baggio al Franchi raccoglie la sciarpa viola

Colpo d’occhio

Dieci anni di giovanili, altri tre in prima squadra. Federico può e deve incarnare il Rinascimento del calcio italiano. La sua strada prosegue alla Juventus, Allegri punta su di lui. Cinque gare da titolare condite da 3 gol e 3 assist. Entrerà in campo, guarderà la Fiesole, ascolterà i fischi. Chiuderà gli occhi, farà un bel respiro e via in apnea: solo così puoi uscire vivo da un clima infernale.

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