PSG, la verità di Emery: "Neymar umile, Mbappé non è un venduto..."

Il tecnico intervistato da Marca a pochi giorni dal match con il Real: "È una finale". Poi sui due fuoriclasse: "Ney ragazzo responsabile, Kylian non è qui per i soldi".

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È circondato da campioni. Quanta ricchezza per Unai Emery: da Neymar a Cavani, da Mbappé a Di Maria, passando per Draxler e Verratti. E quindi anche quante pressioni. Il tecnico del PSG racconta in un’intervista a Marca quello che si prova a gestire uno spogliatoio del genere.

Una squadra dove anche un tiro dal dischetto può diventare un problema o la causa di una possibile crepa all’interno del gruppo. 

Emery, a meno di una settimana dall’affascinante sfida con il Real Madrid, spiega quelle che sono le sue sensazioni prima del match del Bernabeu, contro la squadra che ha vinto 3 delle ultime 4 Champions League. Un ottavo di finale che è una sorta di “finale anticipata”. 

Emery, Neymar e Mbappé
Neymar e Mbappé si danno il "cinque" durante l'allenamento. Emery, di spalle, dirige la seduta...

PSG, la verità di Emery: "Neymar umile e Mbappé non è un venduto..."

Il giorno è vicino, mercoledì 14 febbraio il PSG farà visita a Zidane senza chiedere permesso. Perché la formazione di Emery - dal punto di vista tecnico - quest’anno non ha nulla da invidiare ai Blancos, qualificati agli ottavi come secondi classificati alle spalle del Tottenham. 

In quel giorno saremo al centro del mondo, è una partita che potrebbe essere tranquillamente una finale. Crediamo in noi stessi, sono contento di affrontare il Real, il mio PSG è a quel livello. Florentino Perez ha sempre detto che per essere la migliore squadra del mondo bisogna ingaggiare il miglior giocatore del mondo. E noi l’abbiamo fatto con Neymar, sicuramente uno dei migliori tre in circolazione. Per questo dobbiamo essere grati al nostro presidente. Io ho il compito di ordinare in campo tutto il talento che abbiamo.

Real Madrid-PSG
Real Madrid e PSG si affronteranno mercoledì 14 febbraio per l'andata degli ottavi di Champions League (ritorno 6 marzo)

Il calciomercato estivo del PSG è stato scintillante, due colpi da sogno, quelli di Neymar e di Mbappé. Due fuoriclasse a disposizione della squadra, due terzi di un tridente completato da Cavani, colui che in questa stagione è diventato il giocatore più prolifico nella storia del club. 

Nella mia carriera ho allenato Villa, Silva, Albiol, Marchena, Baraja e Rakitic. Al PSG il livello è altissimo, Neymar è un crack, è nato con un talento incredibile. Non ho mai avuto uno così. Si è buttato in una nuova avventura, ha lasciato il Barcellona, ha fame e anche un grande cuore. Non è uno spirito libero, è uno che aiuta la squadra, che vuole essere utile al collettivo. Gioca con responsabilità verso i compagni, a volte lo devo frenare. Il mio lavoro è gestire il suo talento. Nei filmati mostrano solo i tunnel e i dribbling, però io guardo la sua capacità di trovare gli spazi nelle difese avversarie.

Mbappé e Neymar
Mbappé, 19 anni, e Neymar, 26, si abbracciano dopo un gol segnato al Rennes in Coppa di Francia

E poi Mbappé, valutato 180 milioni a soli 19 anni (è in prestito dal Monaco, verrà riscattato la prossima estate). Per Emery i suoi margini di crescita sono impressionanti. Ma è un’altra la questione che il tecnico spagnolo intende sottolineare riguardo al suo fenomeno classe 1998: non è arrivato a Parigi per soldi, ma solo per una questione sportiva.

Non so dove arriverà. Lui è nato vicino Parigi, in teoria può rimanere qui per 15 anni, è qualcosa di fantastico. Lo volevano Real e Barcellona, il PSG l’ha preso e la sua non è stata una scelta economica. Non si è venduto per soldi, è un discorso esclusivamente sportivo. Il fair play finanziario? Giusto che vada rispettato, ma se è arrivato qui, allora vuol dire che il PSG ha rispettato le linee guida della UEFA.

La questione rigori tra Neymar e Cavani: il “caso” Huegùn...

Neymar e Cavani
Neymar e Cavani si sono contesi i calci di rigore in questo inizio di stagione: alla fine Emery ha scelto il brasiliano

Primo posto in campionato (+11 sul Marsiglia), un percorso brillante in Champions League, dove il girone è stato chiuso al comando davanti al Bayern Monaco. Ma le polemiche a Parigi, in questa prima parte di stagione, non sono di certo mancate. Come quella per chi dovesse presentarsi sul dischetto per battere i calci di rigore. Emery rivela un retroscena e di esserci già passato diversi anni fa…

Ho risolto la questione con naturalezza. Ho deciso di guardare soltanto l’efficacia dal dischetto, anche se nel nostro caso ci sono tanti giocatori di valore. Prima era Cavani il nostro rigorista, poi è arrivato Neymar e si sono alternati. Dopo i dubbi iniziali, sono intervenuto per decidere. Mi era successo anche con Aitor Huegùn, era un mio compagno, poi divenni il suo allenatore. Dopo qualche errore di troppo gli tolsi la possibilità di batterli, non potevo più sprecarli. E lui, naturalmente, si arrabbiò tantissimo con me...

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