Olimpiadi invernali, i Giochi sono aperti: storica cerimonia inaugurale

Aperte ufficialmente le Olimpiadi invernali in una serata che passerà alla storia: la Corea sfila sotto un'unica bandiera e il presidente del Sud stringe la mano alla sorella di Kim Jong-un.

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PyeongChang toglie il velo e si scopre al mondo e scrive una pagina di storia: all'interno dell'Olympic Stadium della città coreana, prende ufficialmente il via la 23esima edizione delle Olimpiadi invernali. Notare che parliamo di città coreana, e non sudcoreana. Errore voluto perché, per rimanere in linea con il grande gesto di unire le due Coree durante la manifestazione, in queste due settimane anche noi faremo lo stesso parlando soltanto di una Corea. Proprio in questo senso, è stata una serata che difficilmente sarà dimenticata.

Nord e sud si incontrano
La stretta di mano tra Corea del Nord e Sud

Olimpiadi invernali, la cerimonia di apertura

Dopo il countdown e i fuochi d'artificio, parte un cortometraggio con protagonisti cinque bambini che rappresentano i cinque elementi della natura (fuoco, acqua, legno, metallo e terra) protagonisti di un viaggio alla scoperta delle tradizioni coreane. A questo punto entra in scena la tigre bianca, mascotte di questa manifestazione, e ci si sposta all'interno dell'Olympic Stadium, con i bambini al centro di una coreografia meravigliosa e soprattutto molto simbolica. Condivisione, unione, pace: sono queste le parole chiave di questa storia, volte a dare un messaggio forte a tutto il mondo.

Dopo aver assistito all'inno coreano, si parte con la sfilata degli atleti. Parte come al solito la Grecia, seguita dalle africane Ghana (alla prima partecipazione alle Olimpiadi invernali), Sudafrica e Nigeria. Squadre non propriamente numerose, ma che più di tutte riescono ad esaltare lo spirito olimpico mostrando al mondo la voglia di fare sport, qualunque esso sia. Occhio soprattutto alla squadra nigeriana, che parteciperà al Bob a 4 femminile e farà sicuramente parlare di sé per i parallelismi con quella giamaicana che partecipò ai Giochi di Calgary nel 1988 (che ispirò il film Cool Runnings).

Si continua con tutte le rappresentazioni degli altri Paesi: Germania e Norvegia prime tra le big, poi Stati Uniti (delegazione più numerosa in assoluta e accolta da un boato) e Svizzera, che supera il proprio record con ben 170 atleti presenti in queste Olimpiadi Invernali. Dopo 58 Paesi ecco che arriva il turno dell'Italia, capitanata da una raggiante Arianna Fontana: dopo ben 134 medaglie in ambito internazionale (centotrentaquattro, numeri a dir poco strabilianti) appare giusto un riconoscimento simile. Chiudono la sfilata i padroni di casa riuniti sotto un'unica splendida bandiera, in un momento che passerà sicuramente alla storia dello sport e non solo, in quanto contemporaneamente arriva una storica stretta di mano tra il presidente del Sud Moon Jae-in e la sorella di Kim Jong-un.

Grandi messaggi di pace

Nella parte finale della cerimonia, parola al presidente del CIO Thomas Bach insieme all'organizzatore di questi Giochi Olimpici 2018. Anche in questo frangente, grandi messaggi di pace e di distensione rivolti agli atleti e non solo:

Abbiate rispetto gli uni degli altri, così che potrete portare per sempre nel cuore i Giochi di PyeongChang. Ora è il momento della Corea, che oggi abbiamo visto sfilare sotto un'unica bandiera: possa essere un segnale di pace e unità rivolto al mondo intero. Siamo tutti toccati da questo gesto meraviglioso, perché uniti dalle nostre diversità siamo più forti delle forze che ci vogliono dividere.

Finito questo emozionante discorso, Moon Jae-in dichiara ufficialmente aperti i Giochi. Dopodiché, spettacolare catena della pace formata sulle note dell'immortale Imagine di John Lennon e inno olimpico. Segue la pronuncia dei giuramenti, prima dell'ultimo atto di questa inaugurazione: l'accensione del braciere olimpico, onore riservato alla grandissima ex pattinatrice Kim Yuna. A questo punto si può davvero cominciare: buone Olimpiadi a tutti!

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