Olimpiadi invernali, USA-URSS di hockey: il 'Miracolo sul ghiaccio'

Nel 1980, a Lake Placid, va di scena un match storico nel bel mezzo della Guerra Fredda. La squadra americana, fatta di studenti e giovani ragazzi, vince l'oro a sorpresa.

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Ogni impresa, come quella che andremo a raccontare, più invecchia e più diventa affascinante. Le Olimpiadi invernali sono arrivate: vale la pena ricordare quella storia fantastica degli Stati Uniti contro la temibile Unione Sovietica nell’hockey sul ghiaccio. Una banda di ragazzi universitari sfidano l’invincibile armata russa fatta di grandi giocatori. Il risultato finale è tutt’altro che scontato.

Gli americani arrivano alla competizione da sfavoriti. Sono la settima squadra su tredici qualificate. Ma la caparbietà di un grande allenatore, la voglia di 22 ragazzi che sognano una medaglia, la spinta del pubblico, la rivalità da Guerra Fredda, sono tutti ingredienti adatti per il ‘Miracolo sul ghiaccio’.

Che non è un titolo di un cartone animato della Disney, no, è la descrizione perfetta per una delle favole più belle della storia delle Olimpiadi invernali. Leggere per credere. Perché lo sport, come spesso accade, è imprevedibile. 

Olimpiadi invernali, USA-URSS di hockey 4-3
Olimpiadi invernali, un'immagine della partita tra USA e URSS

Olimpiadi invernali, l’incredibile storia del ‘Miracolo sul ghiaccio’

La squadra americana di hockey sul ghiaccio si presenta alle Olimpiadi invernali di Lake Placid nel 1980 con una formazione fatta di studenti e giovani ragazzi dilettanti. C’è solo Neal Breton che ha appena firmato con i Minnesota North Stars, ma di fatto non ha ancora giocato nell’NHL, la Lega nazionale di hockey.

I favoriti invece sono l’Unione Sovietica. Giocatori e allenatori leggendari, la medaglia d’oro è in pratica già nelle loro mani per la sesta volta negli ultimi sette tornei. Si gioca, ma sembra una formalità. Per intenderci: l’URSS ha battuto in amichevole gli Stati Uniti poco prima dell’inizio dei giochi per 10-3. C’è Boris Michajlov, ala e capitano della Nazionale, uno da 200 gol in carriera. Gioca a desta, tira di sinistro: un cecchino.

La rivalità tra americani e russi è infiammata anche dalla Guerra Fredda. I due blocchi si guardano e punzecchiano da lontano. Gli USA hanno le Olimpiadi in casa, il presidente Jimmy Carter addirittura le boicotta. L’Unione Sovietica ha invaso l’Afghanistan, una mossa scellerata e sbagliata. Tensione alta che alla fine sfocia su una pista di ghiaccio lunga 60 metri accerchiata da plexiglas. E così la guerra diventa per il puck, il disco da gioco.

Olimpiadi invernali, USA-URSS di hockey
Olimpiadi invernali, USA contro URSS: succede di tutto in campo

Il regolamento dei conti

Gli USA nel girone eliminatorio sono super: 4 vittorie e un pareggio valgono l’accesso nel girone delle medaglie. I sovietici ci arrivano con tranquillità. E così nel gruppo 4, quello che vale l’oro, oltre ad americani e URSS ci sono anche Svezia e Finlandia. La partita però si capisce subito che è tra le prime due. Un match che va oltre lo sport. Che la sfida abbia inizio.

Tutto è subito intenso. La folla sugli spalti sventola bandiere a stelle e strisce e intona canzoni americane. In campo è 2-2 dopo la fine del primo tempo. Nell’ultimo quarto, quello decisivo, i sovietici sono avanti 3-2 e Craig, il portiere americano, para a ripetizione per evitare il peggio. Poi Johnson segna il 3-3 e a 10’ dalla fine Mike Eruzione fa 4-3. Al Michaels, telecronista per ABC, commenta il finale di questa gara con una frase rimasta storica:

Restano undici secondi, ora dieci, il conto alla rovescia è partito! Morrow passa a Silk, mancano 5 secondi di gioco! Credete nei miracoli? Sì!

Esplode la festa, la squadra degli Stati Uniti, fatta di studenti, ha battuto la compagine titanica dell’URSS. Ma ancora niente medaglia: serve battere la Finlandia. E così sia: zero sconfitte e un solo pareggio bastano e avanzano nel girone per mettersi al collo l’oro inaspettato.

Eruzione, un quasi italiano

Uno che si chiama Michael Eruzione non può non diventare una leggenda. La storia di questo ragazzo, che dopo quel gol all’URSS non è mai passato tra i professionisti dell’hockey, è sicuramente particolare. Ha 25 anni ai tempi delle Olimpiadi invernali, ala mancina di Winthrop, Massachusetts. Chiare le sue origini italiane. Tra l’altro il famoso della famiglia non è lui, ma Connie, sua sorella. Moglie di Giorgio Chinaglia, ex bomber della Lazio volato negli States a chiudere la sua carriera tra i New York Cosmos di Pelé. Lui è semplicemente l’uomo del miracolo, del gol decisivo. 

Olimpiadi invernali, Mike Eruzione e il gol vittoria
Olimpiadi invernali, Eruzione va verso il gol del 4-3 contro l'URSS

Nel 2004 la storia di quella partita finisce in un film, ‘Miracle’, diretto da Gavin O’Connor. L’allenatore Herb Brooks, carismatico, potente, uno che ci ha creduto dall’inizio alla fine, viene interpretato dal grande attore Kurt Russell. Vale la pena vederlo. È uno dei migliori cortometraggi creati sullo sport. 

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