Olimpiadi invernali, gli atleti più vincenti di sempre

Quella di Pyeongchang è la XXIII edizione delle Olimpiadi invernali. Ecco quali sono stati gli atleti più vincenti nella storia di questi giochi.

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Il 9 febbraio ha avuto inizio la XXIII edizione delle Olimpiadi invernali, uno degli avvenimenti sportivi più importanti al mondo e la cui storia ha inizio quasi un secolo fa: si svolsero infatti per la prima volta a Chamonix-Mont-Blanc, in Francia, nel 1924, vedendo la partecipazione di dieci Paesi che si sfidarono in sei discipline. 

La prima medaglia d'oro mai assegnata nella storia di questi giochi fu conquistata nei 500 metri di pattinaggio di velocità dall'americano Charles Jewtraw, unico atleta non nordico capace di imporsi in quella storica prima edizione. A trionfare fu la Norvegia, capace di portare a casa 4 ori, 7 argenti e 6 bronzi e da allora dominatrice di questo avvenimento.

Potendo vantare quasi un secolo di storia, è naturale che le Olimpiadi invernali abbiano visto partecipare moltissimi grandi sportivi, uomini e donne dal talento straordinario che meritano di essere ricordati. Ecco quali sono stati gli atleti più vincenti di sempre.

Charles Jewtraw, prima medaglia d'oro di sempre alle Olimpiadi Invernali
Charles Jewtraw, americano, fu il primo vincitore dell'oro ai Giochi Olimpici Invernali

Olimpiadi invernali: gli atleti più vincenti di sempre

Di seguito sono elencati gli atleti capaci di conquistare almeno nove medaglie nelle varie edizioni delle Olimpiadi invernali. Non rientrano così nella lista nomi eccellenti come quello di Armin Zoggeler e Georg Hackl, fenomeni nello slittino capaci di conquistare rispettivamente 6 e 5 medaglie e di scrivere la storia nella propria disciplina, e della leggendaria sovietica Lidija Skoblikova, 6 medaglie (tutte d'oro) nel pattinaggio di velocità nelle edizioni del 1960 e del 1964.

Ole Einar Bjorndalen (8 ori, 4 argenti, 1 bronzo - 13 medaglie)

Ole Einar Bjorndalen è l'atleta più medagliato di sempre nella storia delle Olimpiadi invernali, un risultato raggiunto in un arco temporale che copre vent'anni e ben cinque edizioni dei giochi. Abile sciatore di fondo, è stato soprattutto un fenomeno nel biathlon, guadagnandosi il soprannome "il Cannibale".

Il perché è presto detto: a parte che all'esordio, nei giochi casalinghi di Lillehammer nel 1994, Bjorndalen è sempre andato a medaglia nelle successive quattro edizioni a cui ha partecipato. Il suo capolavoro è Salt Lake City 2002, dove conquista quattro medaglie d'oro su quattro, impresa mai realizzata prima da nessun biatleta.

Gli ultimi trionfi arrivano a Sochi 2014, quando quarantenne diventa il più vincente atleta nella storia delle Olimpiadi invernali con i due ori nello sprint e nella staffetta mista. Bjorndalen, che oggi ha 44 anni, avrebbe voluto partecipare anche a Pyeongchang, nel tentativo di allungare il suo record: sfortunatamente per lui però i tempi realizzati non sono stati sufficienti per essere scelto. Un contrattempo che però non scalfirà minimamente il mito di "The King of Biathlon".

Ole Einar Bjorndalen con una medaglia

Bjorn Daehlie (8 ori, 4 argenti - 12 medaglie)

Bjorn Daehlie è una vera e propria leggenda non soltanto per quel che riguarda la sua specialità, lo sci di fondo, ma per lo sport in generale. Fin da giovanissimo attratto da ogni tipo di attività atletica, fu indirizzato allo sci nordico da un istruttore che intravide in lui un enorme potenziale. Il successo non arrivò immediatamente, anzi, Daehlie dovette attendere la fine del 1989 per festeggiare la prima vittoria.

Ma dall'anno successivo sarebbe diventato un vero e proprio dominatore: dal 1990 al 1999 il norvegese ha conquistato sei volte la Coppa del Mondo, un record ancora imbattuto. Ha inoltre scritto la storia delle Olimpiadi Invernali, conquistando 8 ori e 4 argenti in tre edizioni: Albertville 1992 (ultimi giochi invernali svolti in concomità con quelli estivi), Lillehammer 1994 e Nagano 1998. 

Il suo medagliere avrebbe potuto essere ancora più esteso, se un incidente occorsogli mentre praticava skiroll non avesse causato danni alla schiena talmente gravi da costringerlo al ritiro ad appena 32 anni, impedendogli di prendere parte a Salt Lake City 2002. Attualmente gestisce una propria linea sportiva ed è apprezzato opinionista televisivo, mentre il suo record di medaglie olimpiche è stato battuto dal connazionale Bjorndalen, che però ha avuto una carriera decisamente più longeva.

Bjorn Daehlie, leggenda dello sci di fondo
Bjorn Daehlie ha vinto 8 ori e 4 argenti in appena tre edizioni dei Giochi Olimpici Invernali.

Marit Bjorgen (6 ori, 3 argenti, 1 bronzo - 10 medaglie)

Se la Norvegia è la regina del medagliere delle Olimpiadi invernali (ne ha conquistate ben 329) è quasi una naturale conseguenza che siano norvegesi gli atleti più decorati nella storia. Marit Bjorgen è la donna che ha vinto di più nella storia di questi giochi, e nella classifica generale è preceduta soltanto dai mitici connazionali Bjorndalen e Daehlie. Ma può ancora superarli.

Già, perché a differenza di chi la precede, la Bjorgen sarà tra i protagonisti di Pyeongchang 2018, prendendo parte a quelli che saranno i suoi quarti Giochi Olimpici invernali: a 37 anni questa grande fondista, fortissima sia nella breve che nella lunga distanza, punta ancora al massimo. Dopo la deludente esperienza a Torino 2006, in cui conquistò appena un argento, Marit Bjorgen ha dominato Vancouver 2010 conquistando cinque medaglie (tre ori) e poi ripetendosi a Sochi 2014, dove sono arrivati altri due ori.

A queste vittorie vanno aggiunte un totale di 12 Coppe del Mondo egualmente divise tra tre specialità diverse (fondo, sprint e distanza) che rendono bene l'idea della completezza di quella che è la leader della Coppa del Mondo "All Time" nello sci di fondo. 

Marit Bjorgen sorridente
Marit Bjorgen è la donna più vincente nella storia delle Olimpiadi Invernali. E non è finita...

Raisa Smetanina (4 ori, 5 argenti, 1 bronzo - 10 medaglie)

La fondista sovietica Raisa Smetanina è uno straordinario esempio di longevità sportiva, oltre ad essere l'atleta più vincente prodotta dalla scuola sovietica, l'unica capace di rivaleggiare con i paesi nordici nei giochi invernali. La Smetanina partecipa alla sua prima Olimpiade nel 1976 a Innsbruck, conquistando l'oro nella staffetta e nella 10 km e l'argento nella 5 km, mentre l'ultima apparizione è nel 1992, quando prossima ai quarant'anni è ancora oro nella staffetta rappresentando la Squadra Unificata, rappresentante cioè i paesi dell'Unione Sovietica appena disciolta. 

Dal 1976 al 1992 Raisa Smetanina prende parte a cinque Olimpiadi invernali e va sempre a medaglie, conquistandone un totale di 10: svetta inoltre nell'edizione - ancora sperimentale - della Coppa del Mondo 1980/1981, e lo fa sempre restando fedele allo stile appreso da giovanissima, rifiutando sempre di adattarsi al "passo pattinato" che diventa la norma negli anni '80.

Questa straordinaria atleta è diventata la donna più medagliata nella storia dei Giochi Olimpici invernali, venendo raggiunta solo successivamente da Stefania Belmondo e Marit Bjorgen, con quest'ultima che la precede soltanto per aver vinto un oro in più. Si ritira dopo Albertville 1992: l'Unione Sovietica non esiste più, così diventa russa e si dedica ad allenare i talenti del futuro.

Raisa Smetanina durante i Giochi
Raisa Smetanina, rappresentante migliore della scuola sovietica.

Stefania Belmondo (2 ori, 3 argenti, 5 bronzi - 10 medaglie)

Dopo aver esordito nei Giochi Olimpici invernali a Calgary 1988, senza però distinguersi né sfiorare il podio, l'italiana Stefania Belmondo si impone all'attenzione generale nell'edizione successiva, Albertville 1992, quando arriva una tripletta di notevole spessore: è oro nella 30 km, argento nell'inseguimento e bronzo nella staffetta. 

Sugli sci da quando è ancora una bambina, Stefania Belmondo rappresenta senza ombra di dubbio l'eccellenza della scuola sciistica italiana: si impone all'attenzione del mondo quando vince la sua prima gara di Coppa del Mondo ed ha appena 19 anni, e negli anni successivi resterà sempre al vertice negli sport invernali. Purtroppo la Coppa di Cristallo le sfuggirà sempre - nel 1999 davvero per un soffio - ma alle Olimpiadi lascerà il suo marchio.

Dieci anni dopo le tre medaglie di Albertville, infatti, arriva l'ultima edizione a cui prende parte, Salt Lake City 2002, dove ripete la tripletta conquistando ancora un oro, un argento e un bronzo. Aggiunte a quelle conquistate a Lillehammer 1994 e a Nagano 1998 fanno un totale di 10 medaglie, un record in campo femminile e soprattutto un risultato che incide per sempre il suo nome tra i grandi dello sport.

Stefania Belmondo mostra due delle medaglie vinte
Stefania Belmondo, migliore italiana di sempre negli sport invernali.

Lyubov Yegorova (6 ori, 3 argenti - 9 medaglie)

"Eroe di Russia" è il più alto titolo onorifico che la Russia riconosce a quei cittadini meritevoli di rendere servizi allo Stato o protagonisti di atti eroici. Lyubov Yegorova è stata insignita di questo titolo, il che la dice lunga su quanto abbia dato allo sport e al suo Paese.

Protagonista di una carriera tanto importante quanto controversa, la Yegorova esplode relativamente tardi ma con grande fragore: accade a Albertville 1992, quando gareggiando con la Squadra Unificata degli ex-Stati Sovietici, e ancora a digiuno da vittorie in Coppa del Mondo, la 26enne conquista 3 ori e 2 argenti. È l'inizio di un'ascesa rapidissima: nel 1993 conquista la Coppa del Mondo, mentre ai giochi di Lillehammer 1994 si ripete vincendo ancora 3 ori e un argento, risultati straordinari che la mettono tra le più vincenti di sempre.

Questi risultati sono incredibili, a maggior ragione perché conseguiti nell'arco di appena due edizioni dei giochi: tuttavia, così come è stata rapida l'ascesa, altrettanto lo è il declino, che arriva nel 1997 dopo un trionfo ai Mondiali di Trondheim. La Yegorova viene trovata positiva nel controllo antidoping e le viene comminata una squalifica di due anni, terminata la quale tornerà a gareggiare ma senza raggiungere le vette toccate in precedenza.

Lyubov Yegorova, sciatrice di fondo russa
Lyubov Yegorova, 6 ori e 3 argenti in appena due edizioni dei giochi.

Claudia Pechstein (5 ori, 2 argenti, 2 bronzi - 9 medaglie)

Atleta tedesca più vincente di sempre nella storia delle Olimpiadi invernali, la pattinatrice di velocità Claudia Pechstein è soprattutto uno straordinario esempio di longevità, tenacia e costante desiderio di rimanere al top nella propria disciplina.

Il suo esordio nei giochi arriva ad Albertville 1992, quando ha appena vent'anni e conquista il bronzo nei 5mila metri, risultato bissato a Lillehammer 1994 nei 3mila metri ma affiancato dal primo oro (5mila) di una lunga serie. A Nagano 1998 ecco un altro oro e un argento, quindi a Salt Lake City 2002 la Pechstein si impone sia nei 3mila che nei 5mila metri. A Torino 2006 è oro nell'inseguimento a squadre e argento sui 5mila metri.

Nel 2010 Claudia Pechstein ha 38 anni e vorrebbe gareggiare ancora, ma è costretta a saltare Vancouver 2010 per una squalifica arrivata per doping ematico. La tedesca sostiene che si tratta di un problema genetico, ciononostante la squalifica di due anni rimane valida. Potrebbe essere la fine, ma non lo è: nel 2014 Claudia Pechstein, 42 anni, è presente ai giochi di Sochi, dove però non riesce ad andare a medaglia. A Pyeongchang, prossima ai 46 anni, sarà ancora in gara, pronta per una sfida che sembra impossibile: entrare nella storia conquistando un'altra medaglia in quella che sarà la sua settima edizione dei giochi.

Claudia Pechstein, pattinatrice tedesca
Pyeongchang 2018 sarà la settima edizione delle Olimpiadi Invernali a cui parteciperà Claudia Pechstein.

Sixten Jernberg (4 ori, 3 argenti, 2 bronzi - 9 medaglie)

Eccellenza svedese negli sport nordici, senza alcun dubbio il miglior fondista della sua epoca e uno dei più grandi di sempre, Sixten Jernberg in gioventù fu fabbro e taglialegna, prima di dedicarsi totalmente allo sci di fondo. 

Dotato di un'incredibile resistenza e di una volontà di ferro, in carriera prese parte a 363 gare, centrando il podio in 263 occasioni. In oltre la metà di questi, 134, salì sul gradino più alto. 

Jernberg partecipò a dodici gare olimpiche, "spalmate" in tre edizioni: non solo non scese mai sotto il 5° posto, ma conquistò in queste competizioni ben 9 medaglie, distinguendosi come l'assoluto dominatore sulla lunga distanza. La sua grandezza è testimoniata anche dai 4 ori e 2 argenti conquistati in tre edizioni dei Campionati Mondiali. È scomparso nel 2012 all'età di 83 anni.

Lo svedese Sixten Jernberg impegnato in una gara
Sixten Jernberg, assoluto dominatore della sua epoca nello sci di fondo.

Ursula Disl (2 ori, 4 argenti, 3 bronzi - 9 medaglie)

Donna più vincente di sempre nel biathlon, la tedesca Ursula Disl ha avuto una carriera lunga e ricca di successi, mancando sempre la conquista della Coppa del Mondo ma rifacendosi ampiamente alle Olimpiadi invernali.

L'esordio in questi giochi arriva per la Disl ad Albertville 1992, quando 22enne conquista l'argento nella staffetta. Due anni dopo a Lillehammer ecco un altro argento e un bronzo, mentre il primo oro arriva a Nagano 1998, sempre nella staffetta: in Giappone "Uschi", come viene soprannominata, si prende anche l'argento nello sprint e il bronzo nell'individuale.

A Salt Lake City 2002 ecco un nuovo oro nella staffetta e ancora l'argento nello sprint, mentre nel 2006 a Torino, ultime gare prima del ritiro, arriva un bronzo nella partenza in linea. Un totale di 9 medaglie che rendono "Turbo-Disl", un altro dei suoi soprannomi, la vera regina del biathlon e una delle donne più vincenti di sempre alle Olimpiadi invernali.

Ursula Disl, regina del biathlon, dopo una gara
Ursula Disl, donna più vincente di sempre nel biathlon ai Giochi Olimpici Invernali.

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