Champions League, il capolavoro di Ronaldinho in Chelsea-Barcellona

Da quel giorno iniziò una rivalità internazionale tra blues e blaugrana: dalle polemiche per il gol di Iniesta nel 2009 alla vendetta di Fernando Torres tre anni dopo.

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Non tutte le rivalità affondano le loro radici nella storia. Ce ne sono alcune che nascono spontanee in mezzo a un prato e che crescono alimentate da gol spettacolari (vedi Ronaldinho) e polemiche (vedi Iniesta). È il caso di Chelsea e Barcellona. Due campionati diversi, mai un confronto al livello internazionale. Almeno fino al 23 febbraio 2005 - ottavi di finale di Champions League - quando tutto ebbe inizio. 

A tredici anni di distanza, ecco un altro atto della sfida infinita tra blues e blaugrana. Con la squadra di Valverde nettamente favorita nei confronti di un Chelsea che sembra aver smarrito la strada. Conte è sempre più al centro delle polemiche, soprattutto dopo la sconfitta eclatante contro il Wartford, e dalle parti di Stamford Bridge già è partito il toto nome per il sostituto.

Dal 2005 al 2018, quindi. In questo lasso di tempo si sono affrontate 10 volte in Champions League: la bilancia pende leggermente dalla parte del club inglese, riuscito ad imporsi per ben 3 volte. Il risultato più frequente è stato il pareggio, uscito in 5 occasioni, a testimonianza dell'equilibrio tra le due squadre. Sono solo due le vittorie per il Barcellona.

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Champions League 2004-2005: il capolavoro di Ronaldinho e la rimonta di Mou

Primo atto di quella che sarebbe diventata una sfida infinita. Era il Chelsea allenato da Mourinho, alla stagione d'esordio sulla panchina dei Blues. Dall'altra parte Rijkaard, destinato a inaugurare un ciclo vincente alla guida dei catalani. Andata degli ottavi di finale di Champions League, al Camp Nou è il Barcellona a imporsi grazie alle reti di Maxi Lopez ed Eto'o, che ribaltano il risultato dopo l'autogol nel primo tempo di Belletti.

Al ritorno il Chelsea mostra i muscoli e in meno di venti minuti si porta sul 3-0. Da lì in poi è Ronaldinho-show: prima il gol che riapre la partita su calcio di rigore e poi una delle sue magie. Palla al limite dell'area, finta su Carvalho e botta sul secondo palo a bruciare sul tempo Cech. Applaude tutto Samford Bridge. Anche se con questo risultato sarebbe il Barça a volare ai quarti. E invece no. A un quarto d'ora dalla fine capitan John Terry fa 4-2 e al triplice fischio di Collina è lo Special One a esultare.

La rivincita di Rijkaard

Passa un anno esatto, stesso incrocio. Ottavi di finale, ancora Chelsea-Barcellona. Stavolta la prima è in casa dei Blues: vantaggio degli inglesi grazie all'autorete di Thiago Motta. Il copione però si ripete anche a 365 giorni di distanza. Rimonta catalana, altro gol nella porta sbagliata (stavolta di Terry) e poi il solito Eto'o.

Ronaldinho con la maglia del Barcellona
Ronaldinho esulta dopo il gol del vantaggio al Camp Nou.

Una rete decisiva visto il pareggio del Camp Nou due settimane dopo. Guarda un po', con Ronaldinho ancora protagonista: è del Gaucho la rete che sblocca il match - slalom e tiro secco sul primo palo - inutile il pareggio su rigore nel recupero di Franck Lampard. Da lì in poi nessuno riuscì ad arginare la cavalcata del Barcellona, che vinse la seconda Champions League della sua storia.

È duello anche nel girone

Quattro volte in un solo anno: è un 2006 molto particolare per entrambe le squadre, che a distanza di 8 mesi si ritrovano inserite nel Gruppo A di Champions. A Stamford Bridge è Mourinho ad avere la meglio sugli spagnoli. A rubare la scena è un super Didier Drogba.

Mourinho e Rijkaard con Chelsea e Barcellona
Le istruzioni di Mourinho e Rijkaard durante Chelsea-Barcellona.

L'ivoriano veste i panni del protagonista anche al Camp Nou. Con il Chelsea sotto 2-1 (Deco, Lampard, Gudjohnsen), è proprio il numero 11 a firmare il pareggio in pieno recupero. Prima e seconda del girone, condividono la stessa sorte nella fase a eliminazione diretta. Entrambe buttate fuori dal Liverpool, che poi perderà ad Atene la finale contro il Milan.

La partita delle polemiche

A distanza di 10 anni è una semifinale che ancora fa discutere. È rimasta nel cuore dei tifosi del Barcellona, almeno quanto sia rimasta sullo stomaco di quelli del Chelsea. Lo 0-0 del Camp Nou lascia il discorso qualificazione apertissimo per la partita di ritorno in Inghilterra. Hiddink e Guardiola hanno appena una settimana per studiare la strategia migliore per affrontare l'avversario.

Ma dopo appena 9 minuti di gioco sono i blues a passare in vantaggio. Gol di Essien che sposta gli equilibri dalla parte dei padroni di casa. Ma quando a Stamford Bridge sembra tutto pronto per la festa, arriva il gol di Iniesta a tempo scaduto a rimischiare le carte. Il Barcellona vola a Roma per la finale (dove batterà lo United), al Chelsea rimangono le proteste (Drogba allontanato con la forza dal campo) e la delusione per l'eliminazione all'ultimo secondo.

L'errore di Messi e il giustiziere Fernando Torres

Tre anni dopo sono ancora le stesse squadre ad arrivare in semifinale. La vendetta è un piatto che va servito freddo. Proverbio preso alla lettera dal Chelsea: sulla panchina degli inglesi non c'è più Hiddink, ma Di Matteo. All'andata Drogba si prende una rivincita personale davanti al suo pubblico: a Stamford Bridge il finisce 1-0.

Fernando Torres con il Chelsea
Fernando Torres sigla in 2-2 che consente al Chelsea di volare in finale.

Ma il Barcellona è abituato alle rimonte e in casa non sbaglia un colpo. Al minuto 43' è già 2-0 per i blaugrana, che ribaltano il discorso qualificazione. Ramires allo scadere della prima frazione riapre i giochi. La svolta potrebbe arrivare dopo cinque minuti dall'inizio del secondo tempo: rigore per i padroni di casa. Sul dischetto va Messi, rincorsa e palla sulla traversa. Incredibile, come il pallone perso dall'argentino nel recupero che fa scattare il contropiede del Chelsea. All'ultimo pallone buono Torres salta Valdes e fa 2-2. Tanto basta per approdare in finale. E anche in questo caso la vincente dello scontro diretto alzerà al cielo il trofeo: Bayern Monaco battuto ai rigori e prima Champions League nella storia del club.

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