NCAA: i cinque giocatori più sottovalutati del college

La top 5 degli atleti di cui non si parla quasi mai. Spoiler: alta probabilità di steal al secondo giro del draft.

Jock Landale

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[di Riccardo De Angelis]

Nel corso della stagione NCAA, i media finiscono sempre per concentrarsi su alcuni protagonisti in particolare. Quest'anno, ciò sta accadendo in maniera particolarmente accentuata, vista l'abbondanza di talento che si prospetta in zona lottery, specialmente fra i lunghi. Ci sono, però, tanti protagonisti del college basket che meriterebbero una ribalta maggiore per quel che stanno facendo in campo. 

Selezionarne cinque non è stato semplice perché, in misure e per motivi variabili, alla voce "snobbati" potrebbero rientrare davvero tanti giocatori – Jalen Brunson, Keita Bates-Diop, Mike Daum, Grant Williams, solo per citarne alcuni. 

I cinque che vi presentiamo qui hanno tutti un impatto cruciale all'interno delle proprie squadre ma restando sempre un po' defilati rispetto ai riflettori, il più delle volte perché poco contemplati (spesso a torto) in ottica Draft.

NCAA: i cinque giocatori più sottovalutati del college

Jock Landale
Jock Landale

1. Jock Landale 

I giocatori che abbiano un impatto simile a quello di Landale all'interno d'una squadra d'alto livello, si contano, oggi, sulle dita d'una mano. Il centro di Saint Mary's, infatti, è un più che legittimo candidato al premio di POY nazionale e viaggia in doppia-doppia di media (22.8 punti e 10.8 rimbalzi) con efficienza e continuità impressionanti – 65.8% dal campo, una sola partita sotto la doppia cifra realizzativa. In possesso d'una grande tecnica nel gioco spalle a canestro, il senior è un maestro assoluto del post basso e un ottimo rollante: oramai, dopo tanti anni insieme, potrebbe giocare bendato i pick and roll con Emmett Naar. Gioca poco fronte a canestro – un po' per suoi limiti, un po' perché gli viene chiesto di fare altro – e la sua altissima pericolosità offensiva si dispiega anche nel modo in cui riesce a far collassare la difesa in area per poi riaprire il gioco sulla linea da tre, dove i Gaels abbondano di bocche da fuoco (42% da tre, sesto miglior dato della Division I).

2. Keenan Evans 

Una combo guard che, da una stagione all'altra, ha visto crollare le proprie percentuali da tre (da 43.2% a 33.7%) e che comunque domina come mai prima in carriera: poteva riuscirci solo un giocatore speciale come Evans, cuore pulsante d'una Texas Tech che, al momento, è prima in una Big 12 tanto piena di talento quanto equilibrata. Viaggiando a 18.6 punti e 3.5 assist di media, Evans ha un eccellente 58.8% da due, frutto del suo talento nel creare dal palleggio, specialmente da pick and roll e in isolamento. Col jumper, è a suo agio da un po' tutte le mattonelle entro l'arco ed è una costante spina nel fianco quando attacca il canestro (83.7% a cronometro fermo con 6.7 liberi tentati a partita).

Keenan Evans
Keenan Evans

Di passi falsi in stagione se ne sono visti pochini ed è capace di caricarsi la squadra sulle spalle come pochi: prova evidente ne sono stati i suoi recenti 38 punti (su 73 della squadra) contro Texas, con tanto di game winner alla MJ. Se non ci fosse di mezzo il fenomeno Trae Young, sarebbe lui il candidato principale per il POY della conference.

3. Yante Maten

Con 4 vittorie e 6 sconfitte nella SEC, Georgia si trova in un limbo dal quale potrebbe uscire spingendosi verso metà classifica o, ancor più facilmente, sprofondare agli ultimissimi piani. C'è da scommettere che senza Maten, il factotum della squadra, le cose sarebbero più grigie: primo nella conference per punti segnati (19.3) e secondo per rimbalzi catturati (9.0), la PF undersize (203 cm per 108 kg) è anche un rispettabilissimo rim protector (1.4 stoppate).

Yante Maten
Yante Maten

In attacco, Maten vive soprattutto di punti prodotti in area, dove si distingue per forza e furbizia, oltre a una certa bravura nel caricare di falli gli avversari (83.8% ai liberi), ma sta anche mettendo su una dimensione perimetrale, seppur timidamente – discreto tiro dalla media e 33.9% da tre con 2.5 tentativi. Molto dipenderà dall'andamento della squadra, ma il #1 dei Bulldogs è uno dei principali candidati al POY della Southeastern. 

4. Caleb Martin

Trasferitosi da NC State insieme al gemello Cody, il junior Caleb è il top scorer di Nevada (19.8 punti di media) e un tiratore che sta dimostrando una crescita fenomenale (46.9% da tre con 6 tentativi per match), assolutamente letale in una gran varietà di situazioni (piedi per terra, in uscita dai blocchi o da pick and roll) e capace d'infilare il jumper dal palleggio con una naturalezza rara per un giocatore di 2.03 metri d'altezza.

Caleb Martin
Caleb Martin

Il suo contributo è da all-around (5.3 rimbalzi, 2.7 assist, 1.3 recuperi) ma dimostra di avere ancora tanto da imparare nella metà campo difensiva, specialmente nel tenere gli avversari in uno-contro-uno. L'importante apertura di braccia di cui dispone potrebbe e dovrebbe essere sfruttata in maniera più efficace. 

5. Nick King

Anni di difficoltà e, infine, l'esplosione: King è un senior al quinto anno di eleggibilità che non aveva mai sfiorato la doppia cifra di media mentre ora viaggia a ben 21.2 punti con 8.2 rimbalzi e 2.1 assist. Dopo due anni di panchina a Memphis e uno condizionato da problemi di salute ad Alabama, il graduate transfer ha finalmente trovato a Middle Tennessee l'ambiente perfetto nel quale esprimere la propria versatilità in entrambe le metà campo.

Nick King
Nick King

Negli ultimi tempi ha peccato di continuità nel tiro da tre (35.8% in stagione) ma, al di là di questo, si tratta di un'ala piccola con innate qualità nel segnare dal palleggio, bravo nel creare separazione per liberare il jumper dalla media e ancor di più nello sfruttare altezza (2 metri) ed equilibrio per attaccare il ferro. I Blue Raiders, ancora una volta, promettono di far paura a marzo e King è lo spauracchio numero 1.

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