Serie B, Frosinone, Empoli e Palermo volano: playoff a rischio?

Le prime tre in classifica sembrano avere qualcosa in più rispetto alle altre: finora è successo solo una volta che tutte le promozioni avvenissero in modo diretto.

Ciccio Caputo, leader dell'Empoli in Serie B

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Frosinone 46 punti, Palermo ed Empoli 43. Sono loro tre, ad oggi, le regine incontrastate del campionato di Serie B, quelle che sembrano avere una marcia in più rispetto alle altre contendenti. In 24 partite di campionato giocate, tutte e tre viaggiano alla media di poco meno di due punti a partita (1,91 i ciociari, 1,79 le altre due), restando sempre saldamente aggrappate l'una all'altra, per non perdere il treno della promozione diretta.

Una qualifica sicura per le prime due classificate al termine del campionato di Serie B, per l'ultima componente del podio da conquistare previa eventuale vittoria del playoff, che a partire da questa stagione è stato reso quasi una formalità, visto che i punti di distacco tra terza e quarta per annullarli sono passati da 10 a 15 (con 6 squadre fisse a prenderne parte, senza limiti imposti da perimetro di punti tra terza e ottava).

Solo oltre quelli (quindi da 15 in su), dunque, sarebbero tutte e tre le squadre sul podio ad accedere direttamente alla Serie A, senza dover passare da ulteriori spareggi. Una condizione, questa, che dal momento dell'introduzione della formula dei playoff nella stagione 2004/2005, si è verificata una sola volta in 12 anni (e quindi quando erano sufficienti 10 punti di distacco), nel 2006/2007, in uno dei campionati di Serie B più illustri della storia.

Serie B, niente playoff? È successo solo una volta

Si parla infatti di quello che vide la promozione contemporanea (e diretta) della Juventus dell'anno post calciopoli (85 punti, partendo da -9), del Napoli (79) e del Genoa (78): il Piacenza quarto si fermò a quota 68, annullando di fatto la possibilità di giocarsi le sue carte ai playoff.

In tutte le altre edizioni del campionato cadetto giocate dal momento dell'introduzione dei playoff promozione, non è più accaduto che questi non venissero disputati, ma questa stagione - nonostante la modifica del regolamento approvata dall'assemblea dei 22 club in estate - potrebbe essere quella giusta per concedere il bis, 11 anni dopo il primo e unico precedente.

Frosinone, Palermo ed Empoli stanno quantomeno dando questa impressione, dimostrando partita dopo partita la propria forza e la momentanea superiorità rispetto alle rivali, con il Cittadella quarto a 38 punti, per una media quindi di 1,58 a partita. Proiettandola al termine del campionato di Serie B, porterebbe a circa 66 punti, contro i 75 potenziali degli attuali secondi in classifica, Palermo ed Empoli (80 invece quelli possibili del Frosinone se dovesse continuare a questo passo). Si tratterebbe quindi di un distacco tra terza e quarta al di sotto di quello che potrebbe generare l'annullamento dei playoff, ma che non mette comunque al sicuro le inseguitrici.

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Frosinone, la "Juventus della Serie B"

Tutti condizionali per ora, è ovvio. Ma le tre attuali prime della classe, in un o modo o nell'altro, stanno dando realmente l'impressione di potercela fare. A partire dal Frosinone, definito "la Juventus della Serie B", probabilmente la squadra con l'organico più completo e di categoria.

Dopo il terzo posto dello scorso campionato e la successiva eliminazione dai playoff in semifinale contro il Carpi (poi sconfitto dal Benevento in finale), i ciociari sono potuti ripartire da una rosa già di per sé di alto livello, cui hanno aggiunto in estate gente di alto livello come Camillo Ciano (con le dovute proporzioni, il Dybala della Serie B), prelevato dal Cesena per 1,3 milioni, il centrocampista Raffaele Maiello, pagato 1,2 milioni al Napoli, mettendo mano poi al portafoglio pure nell'ultima sessione di mercato, con l'acquisto di Moussa Kone dal Cesena e, soprattutto, il prestito dal Benevento di Chibash.

Non sorprende dunque che il Frosinone di Moreno Longo, uno degli allenatori emergenti più talentuosi nel panorama nazionale, sia la squadra meno battuta del campionato (solo 2 volte) e con il secondo miglior attacco (46 gol fatti). L'unica "pecca" è rappresentata dal reparto arretrato, il settimo meno bucato della Serie B. Da una squadra che punta alla promozione diretta è lecito aspettarsi un po' più di attenzione in difesa.

Empoli, spettacolo e una coppia-gol da urlo

E se il Frosinone viene paragonato alla Juventus, l'Empoli va assolutamente associato al Napoli: prima con Vivarini e poi, da dicembre, con l'arrivo in panchina di Aurelio Andreazzoli, la costante dei toscani è stata una grande propensione al gol, grazie anche alla straordinaria vena realizzativa dei due attaccanti, Ciccio Caputo e Alfredo Donnarumma, attualmente capocannoniere e vice del torneo, rispettivamente con 20 e 13 gol.

Nessuno ha una coppia del genere, ed è normale che l'Empoli sia con 52 gol segnati il miglior attacco del campionato.

Ciò comporta qualche concessione di troppo in fase difensiva e le 33 reti subite ne sono l'evidente conferma, ma con l'arrivo del nuovo tecnico e la presenza nello spogliatoio (e in campo) di due big d'esperienza come Pasqual e Brighi, qualche miglioramento si sta vedendo, con la squadra che appare destinata a migliorare ancora il rendimento progressivamente.

Palermo, una "Macedonia" di cinismo e concretezza

Infine c'è il Palermo, a cui l'Empoli ha rifilato ben 4 gol nell'ultima giornata di campionato: un incidente di percorso che ha tolto ai rosanero lo scettro di miglior difesa della Serie B (adesso sono 21 in totale, meglio ha fatto solo il Parma con 20), ma che non cancella la caratteristica più accentuata della squadra di Bruno Tedino: il cinismo.

Delle tre davanti i siciliani sono infatti quelli che subiscono meno gol, ma anche quelli che ne segnano meno: solo 32 fino a questo momento, che però gli hanno permesso di vincere 11 volte, pareggiare 10 e perdere solo in 3 occasioni. Il Palermo è una squadra quadrata, poco spettacolare ma estremamente concreta, nonostante abbia cambiato moltissimo rispetto a quella retrocessa l'anno scorso in Serie A.

Davanti si affida ai due macedoni Ilija Nestorovski (un big per la categoria) e Aleksandar Trajkovski, puntando poi sul genio dell'italo-brasiliano Igor Coronado, un altro che ha tutto ciò che serve per seguire la scia dei vari Pastore, Cavani e Dybala, passati dalla maglia rosanero prima di affermarsi ad altissimi livelli.

Classifica corta e le speranze di tutte le inseguitrici

Ciascuna delle tre partecipanti, insomma, ha pregi e difetti da sfruttare o limare per continuare la corsa verso la promozione diretta, cercando di mettere più distanza possibile con le inseguitrici.

I numeri dicono che ce la possono fare, ma non sarà certo impresa facile: sono tante le contendenti ancora in corsa, a partire dal Cittadella quarto a 38 punti (fenomenale in trasferta, un po' meno in casa), passando per le neopromosse Parma e Cremonese (entrambe a 36), in particolare con i ducali, che nel mercato di gennaio hanno fatto capire ampiamente di puntare alla promozione, con gli innesti di Da Cruz, Ciciretti e Gazzola, fino ad arrivare al cinico Venezia di Simone Inzaghi, il Bari di Fabio Grosso (che prima della recente crisi sembrava poter competere alla pari con le prime tre) e il Carpi di Antonio Calabro, tutti posizionati al settimo posto a 35.

In generale la classifica d'altronde resta molto corta e nel discorso playoff potrebbero rientrare praticamente tutte, compreso il Pescara di Zeman, fin qui molto al di sotto delle aspettative iniziali. Dal Cittadella quarto alla Ternana ultima con 22 punti, ci sono in totale 16 punti: potenzialmente, quindi, tutti possono sperare di entrare in zona playoff. Ovviamente, solo a patto che quelle tre davanti glielo consentano.

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