Calciomercato, il ritorno di Flamini: firma con il Getafe

Il mercato non si ferma: a 33 anni, dopo una carriera che lo ha visto vestire le maglie di Arsenal e Milan, Mathieu Flamini firma con il Getafe.

Mathieu Flamini con la maglia dell'Arsenal

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Il calciomercato invernale si è concluso ufficialmente il 31 gennaio, ma può ancora regalare colpi importanti da parte di quelle società che si rivolgono al mercato degli svincolati. È questo il caso del Getafe, nono in classifica nella Liga e che ha ufficializzato l'arrivo di Mathieu Flamini, centrocampista di 33 anni con un'importantissima carriera alle spalle.

Il club guidato da José Bordalas, che da neo-promosso in massima serie si sta rendendo protagonista di una stagione più che positiva, potrà così contare sul francese, che ha vestito le maglie di Arsenal e Milan. Per i tifosi londinesi in particolare Flamini è stato un vero e proprio idolo, apprezzato per il coraggio e la tenacia con cui era solito avventarsi su ogni pallone.

Qualità che saranno chiamate alla "prova sul campo" nelle prossime sfide, dato che il mediano marsigliese è reduce da oltre sei mesi di inattività: svincolatosi dal Crystal Palace nell'ultima sessione estica di calciomercato, Flamini ha continuato ad allenarsi da solo, in attesa di un rientro che finalmente si è concretizzato.

Mathieu Flamini con la maglia dell'Arsenal

Calciomercato: Flamini-Getafe, è ufficiale

Nato a Marsiglia il 7 marzo del 1984, Mathieu Flamini viene alla ribalta nella stagione 2003-2004 quando, da esordiente nel più famoso club cittadino, l'Olympique, si prende un posto da titolare grazie a qualità già allora evidenti, corsa e aggressività. Titolare anche nella finale di Coppa UEFA del 2004, giocata a Goteborg e persa contro il Valencia, è notato dall'Arsenal. Il fatto che il giovanissimo centrocampista non abbia un contratto professionistico permette ai Gunners di prenderlo in cambio di un misero riconoscimento economico pari a mezzo milione di euro.

Quello che poteva e doveva essere il salto di qualità, il passaggio in un club prestigioso, si rivela però più difficile del previsto: Flamini rimane all'Arsenal per quattro anni, e pur instaurando uno splendido rapporto con la tifoseria fatica più del previsto ad entrare nelle grazie di Arsene Wenger, che lo vede solo come un "utility player", un giocatore buono per sostituire i titolari. Soltanto nell'ultima stagione, complici gli infortuni di Abou Diaby e Gilberto Silva, Flamini riesce ad essere protagonista, mettendo in mostra le proprie doti ma decidendo poi di non rinnovare il contratto in scadenza.

Sbarca in Italia, dove arriva da svincolato nel giugno del 2008: anche in questo caso, però, la conquista di un posto da titolare si rivela più difficile del previsto. Ancora una volta Flamini si ritrova ad essere una sorta di "tappabuchi di lusso", riserva di Ambrosini. Nel 2010/2011 riesce comunque a dare un contributo determinante alla squadra, che con Allegri in panchina conquista lo Scudetto, ma la stagione successiva un infortunio lo mette fuori dai giochi. Quando lascia Milano, Flamini ha giocato cinque stagioni in rossonero senza però mai essere un vero e proprio titolare.

Flamini ai tempi del Milan

Ed ecco infine il ritorno all'Arsenal, club di cui aveva confessato essere ancora un tifoso. Dal 2013 al 2016 Mathieu Flamini è un membro importante della squadra che conquista due volte la FA Cup e in altrettante occasioni il Community Shield. Quindi, nel 2016, si trasferisce al Crystal Palace: il rapporto non decolla sia con il manager Pardew che con il suo successore, Allardyce, e alla fine sono appena 10 le presenze con le Eagles, 3 sole da titolare.

Adesso il Getafe, dove Flamini forse concluderà una buona carriera che avrebbe potuto essere anche ottima. Il francese può comunque guardare al futuro con ottimismo: proprio nel periodo in cui era al Milan, nel 2008, è stato uno dei due soci fondatori della GFBiochemicals, unica azienda al mondo capace di produrre acido levulinico - potenziale alternativa ai combustibili fossili - in quantità industriale. Un'idea vincente, dato che oggi la società viene valutata circa 30 miliardi di euro, rendendo così Flamini il calciatore più ricco al mondo.

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