Europei calcio a 5: 34 volte Mammarella, campione in campo e fuori

Il numero 1 dell'Italia ha iniziato a giocare in porta all'età di sei anni e fino a poco tempo fa lavorava nel panificio di famiglia. A 34 anni, punta a tornare il più forte del mondo.

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Ormai ci ha fatto l'abitudine. Negli anni pari, Stefano Mammarella festeggia il suo compleanno agli Europei di calcio a 5. Oggi sono 34 candeline per il numero 1 azzurro, e chissà se ieri notte – prima di andare a dormire – avrà rivissuto le immagini della partita contro la Serbia. L'Italia ha dominato la gara d'esordio, soprattutto nella ripresa, ma ha raccolto solo un punto.

Ha subito gol nel momento migliore: parata di Mammarella sulla punizione di Kocic, poi palla sotto le gambe sul tiro di Tomic, con Honorio che gli copriva la visuale. Chissà, forse, Mammarella avrà anche pensato a come andò nel 2014: quell'anno perdemmo all'esordio il 29 gennaio contro la Slovenia, compromettendo la qualificazione, poi il 2 febbraio battemmo l'Azerbaigian 7-0 con tanto di gol di super Mamma, che festeggiò nel migliore dei modi.

Fu un compleanno perfetto, come l'Europeo dell'Italia, che vinse il suo secondo titolo. Stavolta, ci accontenteremmo del passaggio ai quarti di finale, poi si vedrà. Servirà il miglior Mammarella, quello che tutti ci invidiano, quello che vuole tornare a essere il più forte al mondo.

Calcio a 5, le origini di Stefano Mammarella

Il portiere è un ruolo particolare: o ci nasci, o ci diventi. Ecco, lui ci è diventato per un difetto fisico, che si è poi rivelato il suo punto di forza nel futsal. Stefano lo racconta a modo suo, con la naturalezza di un abruzzese doc, nato a Chieti nel 1984.

A sei anni, il mio allenatore, mi disse: "Tu che hai il culone, vatti a mettere in porta"

Ora, non si diventa Mammarella solo perché hai un sedere grande, ma certamente la sua corporatura massiccia ha favorito e non limitato la carriera nel calcio a 5. Nata, così, per caso. Grazie a una “intuizione” di un tecnico, ora insegnante di educazione fisica, che anni fa lo ha voluto in aula con i suoi studenti per una lezione di vita e di sport.

Stefano Mammarella ha vinto numerosi titoli in carriera

Il soprannome del portiere azzurro è il “cucchia”, diminutivo di cucchiaio, e si fa presto a capire il perché. Ama il cibo, guai però a sgarrare quand'è in Nazionale o con l'Acqua&Sapone, il suo club. Ha ricevuto offerte da tutto il mondo, ma non ha mai voluto lasciare la sua terra, l'Abruzzo, e i suoi affetti.

Mammarella in campo, Stefano nella vita. Sposato con Manuela, ha due bambini: Mattia e Davide. Nel tempo libero lavora il legno, costruisce tavoli, sedie e molto altro ancora. Fino a pochi anni fa, lavorava nell'azienda di famiglia, perché non ha mai dimenticato le sue origini: la mattina - ma a volte capitava anche di noi - sfornava pagnotte nel suo panificio, poi il pomeriggio di corsa agli allenamenti.

È partito dal basso e forse nemmeno lui sapeva dove sarebbe arrivato: portieri si diventa anche per caso, ma essere il migliore al mondo è un'altra cosa. Lui lo è al di là dei titoli sportivi. E allora tanti auguri, Stefano Mammarella!

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