Calciomercato Torino, Cairo: "Abbiamo chiamato Donsah, ma lui dormiva"

Il presidente del club granata racconta il retroscena degli ultimi giorni di mercato: "Mazzarri gli ha telefonato, ma lui non ha risposto. Pare dormisse".

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Nei sogni di Godfred Donsah, giovane centrocampista classe 1996 del Bologna, molto probabilmente non c'è quello di giocare nel Torino. Se non fosse vera questa considerazione, nell'ultimo giorno del calciomercato avrebbe quantomeno richiamato a quel numero trovato sul suo smartphone tra le chiamate perse, al risveglio dal suo pisolino.

Ma prima di entrare nel dettaglio, andiamo con ordine, ricapitolando quanto accaduto in questa finestra invernale, più precisamente il 31 gennaio.

Per settimane, infatti, il centrocampista ghanese del Bologna è stato al centro di una trattativa per la sua cessione al Torino, fino a quando tutto è sfumato e rinviato eventualmente nelle prossime sessioni di calciomercato. Donsah è infatti un giocatore molto gradito al nuovo tecnico Walter Mazzarri, un allenatore che però prima di procedere a nuovi acquisti, vuole conoscere bene i calciatori in questione e capire quali siano i loro pensieri e le loro ambizioni.

Calciomercato, il Torino e la chiamata a Donsah

Ecco perché l'allenatore granata ha provato a telefonare al giocatore per parlarci. Peccato però che qualcosa sia andato storto. Ed è qui che torniamo al discorso iniziale, quello dei sogni di Donsah. Lo spiega direttamente il presidente del Torino Urbano Cairo, che ai microfoni del Corriere di Torino ha fatto chiarezza sui motivi che hanno impedito all'operazione di concretizzarsi:

Donsah ha detto che preferiva restare a Bologna e non venire al Torino. Mercoledì pomeriggio, autorizzato dal Bologna, Mazzarri lo ha anche chiamato per capire la situazione. Lui però non ha risposto, pare dormisse.

Già, stava dormendo. E quando ha visto sul suo display quella chiamata senza risposta da un numero sconosciuto, ha preferito non richiamare, facendo di fatto sfumare la trattativa tra Bologna e Torino in via definitiva. Una situazione bizzarra di calciomercato, ma non certo l'unica di questo genere.

Da Ederson a Tevez, i precedenti bizzarri

Basti pensare a quanto accaduto nella finestra di mercato invernale di 3 anni fa. Lazio e Sampdoria avevano raggiunto un accordo per scambiare i cartellini di Bergessio ed Ederson: era tutto fatto, c'era accordo economico tra club e l'attaccante argentino aveva dato il suo ok. Mancava solo quello del brasiliano, ma anche in quel caso un imprevisto impedì di arrivare a dama. Quale? Lo spiegò all'epoca il ds biancoceleste Tare:

La trattativa è saltata perché Ederson ha rifiutato. In pratica non ha risposto a nessuno. A noi, alla Samp, a Mihajlovic. Sapeva della trattativa e non ha risposto.

E come dimenticare poi la trattativa del gennaio 2012 saltata tra il Milan e Carlitos Tevez? Anche in quel caso fu decisiva una telefonata, quella di Barbara Berlusconi al padre Silvio, che di fatto bloccò la cessione di Pato (il suo fidanzato dell'epoca) al Paris Saint-Germain. E visto che le due operazioni erano collegate, l'Apache non passò più dai Red Devils ai Diavoli rossoneri, rendendo piene di incubi le notti di Adriano Galliani. Un consiglio per l'ex ad del Milan: se per caso ancora non avesse superato il trauma, provi pure a dare un colpo di telefono a Donsah. Se avesse la fortuna di ricevere una risposta, allora sì che potrebbe ricevere degli ottimi consigli su come godersi il sonno.

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