NBA, Griffin a Detroit e i Clippers girano pagina: chi ci guadagna?

I Clippers scambiano il loro giocatore simbolo e dopo la dipartita di Paul guardano al futuro, mentre Detroit prova tutto in un pericoloso presente.

40 condivisioni 0 commenti

di

Share

Offseason 2017: Chris Paul decide di andare a giocarsi le proprie carte di titolo con gli Houston Rockets. Vuole però lasciare un ultimo regalo alla sua Los Angeles e allora si imbastisce una sign and trade che fa contenti tutti. I Clippers, avendo anche Blake Griffin in scadenza contrattuale, decidono di legarsi a lui mani e piedi offrendogli un rinnovo quinquennale a 170 milioni. Oltre alle cifre del contratto è stata fatta anche una cerimonia segreta all’interno dello Staples Center elevando la sua maglia numero 32 (poi riposta in altro punto che non fosse il soffitto) eleggendolo con musica celebrativa a Clipper for life.

La cerimonia lo lasciava pensare, il contratto ratificava il tutto e allora il matrimonio Clippers-Griffin doveva essere attivo fino a che ritiro non li avesse separati. Invece la scorsa notte è successo ciò che in pochi, compreso Griffin (come testimonia il suo tweet di commento all’accaduto), si sarebbero aspettati.

Blake viene mandato ai Detroit Pistons in cambio di Avery Bradley, Tobias Harris, Boban Marjanovic, una prima e una seconda scelta futura in uno scambio che fa e farà discutere. La scelta dei Clips si potrebbe assimilare a quella fatta da Bulls e Pacers in estate, decidendo di scambiare la propria stella (Butler e George nella fattispecie) per avere assets futuri e iniziare il cosiddetto rebuilding da basi più solide che non fossero una superstar isolata e scontenta. Ovviamente il valore dei due esterni è decisamente superiore rispetto a quello del grifone, perché nella NBA odierna i giocatori che possono attaccare e difendere su multiple posizioni con efficacia sono un valore maggiore rispetto a una power forward dalle grandi capacità di passatore, ma dalle zone d’azione di un’ala grande NBA degli anni novanta. In sostanza questo scambio può essere visto da entrambi i lati per ambedue le squadre: ha zone d’ombra e logiche ben precise in un movimento che è comunque un rischio, più per i Pistons che per i Clippers.

Tobias Harris, la contropartita concreta

NBA, i Clippers rifondano senza tankare

La carriera di Blake Griffin ai Clippers è stata corredata da una quantità incredibile d’infortuni e legarsi a lui era un rischio alto ma calcolato. I Clippers hanno voluto rifirmarlo, probabilmente già covando la volontà di cederlo nel corso della stagione per averne una contropartita adatta al progetto di rebuilding. Questo cambio di rotta così radicale agli occhi del mondo, secondo alcuni accreditati columnist, potrebbe essere un esempio di poca credibilità molto pericoloso per le prossime free agency.

Lasciar andare il proprio giocatore simbolo porta a una decisa inversione di rotta destinata a non fermarsi. Avery Bradley sarà free agent la prossima estate ed è un pezzo molto appetibile a questo punto della stagione per le squadre in lotta playoffs. Questo potrebbe portare una win-win situation per Los Angeles, ovvero uno scambio prima della deadline con scelte future o il suo spazio liberato in estate. Harris sarà free agent invece nell’estate successiva e rimane sicuramente il valore concreto maggiore avuto nella trade. È un affidabile titolare con comprovate abilità (offensive) e certe lacune (difensive), mentre la presenza di Marjanovic e di due prime scelte, potrebbero aiutare a creare profondità nella versione futura dei Clippers.

Pensare che le porte girevoli si siano fermate è quantomai superficiale, perché ora sarà il momento della coppia Lou Williams-DeAndre Jordan portare contropartite e magari nuove scelte a coach Rivers, con l’idea di restare competitivi pur cambiando pelle. Un capitolo a parte meriterebbe Danilo Gallinari che, suo malgrado, si trova di nuovo in una squadra senza immediato futuro, con una storia d’infortuni alla Blake Griffin e un altro momento di stallo che potrebbe vincolarne gli ultimi anni di carriera.

Griffin e Drummond una coppia da vedere

I Pistons vivono oggi senza pensare a domani

Dal punto di vista meramente salariale e contrattuale i Pistons hanno commesso la più classica delle azioni avventate. Pagare per 55/60 milioni nelle prossime stagioni una coppia come Griffin e Drummond che non porterà a vincere la Eastern Conference pare follia, ma il corso di Stan Van Gundy è in dirittura d’arrivo e concluderlo senza neanche una vittoria ai playoffs sarebbe quantomai grave. Con una serie di otto sconfitte consecutive e quattro partite dietro il 50% (prima della curiosa vittoria contro i Cavs di questa notte) valido per arrivare poter pensare ai playoffs serviva una scossa. Il ragionamento del front office è stato che non è quasi mai disponibile una stella sul mercato quindi meglio prendersene una alla prima occasione disponibile. 

Così per smuovere un ambiente cloroformizzato e provare l’assalto ai playoffs, serviva un giocatore che quando è in campo può fare la differenza. Le sue abilità di passatore saranno utili sino a quando non tornerà Jackson, ma a questo si uniranno anche quelle di poter giocare da centro quando Drummond sarà in panchina, stringendo le rotazioni. La poliedricità di Griffin sarà utile e Van Gundy di certo saprà come sfruttarla, ma il tentare di giocarsi ogni carta adesso con questa operazione ha il sapore del tentativo estremo di invertire una rotta che con logica non è mai stata modificata.

Legarsi a un giocatore che nell’ultimo anno di contratto avrà 32 anni e occuperà gran parte del cap, per giunta con la sua interminabile storia d’infortuni, è un rischio che va oltre anche i più accaniti calcolatori di probabilità e Detroit dopo l’entusiasmo di questa e della prossima stagione, si troverà a pagare un conto salato di mediocrità e immobilismo.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.