NFL, road to the Super Bowl: il sogno dei Philadelphia Eagles

Il cammino di avvicinamento al Super Bowl dei Philadelphia Eagles tra il dominio della regular season, gli infortuni e l'underdog. Ma ora ci sono i Patriots.

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All'inizio di febbraio e con un Super Bowl da giocare, forse è il caso di mettere da parte il tormentone da underdog che ha motivato e messo quel pepe in più per vincere la NFC e pensare che i Philadelphia Eagles siano, nel peggiore dei casi, la seconda miglior squadra NFL non solo perchè la critica, i giornalisti e i tifosi la considerassero un agnello sacrificale. Una stagione da tredici vittorie e tre sconfitte, di cui una con le terze linee in campo nell’ultima partita di regular season contro i Cowboys, vanno oltre le assenze di Darren Sproles, Jason Peters, Jordan Hicks e Carson Wentz. Questa squadra ha qualcosa dentro. Qualcosa di particolare, quasi unico che sembra esserci solo nella zona di Philadelphia e li fa somilgliare sinistramente a quei 76ers che nel 2001 giocarono quasi ad armi pari contro la squadra più forte e dominante che l’era moderna NBA abbia conosciuto. 

Gli Eagles sono atterrati domenica a Minneapolis per prendere familiarità con l’ambiente e iniziare l’ultima settimana di preparazione in vista del grande giorno. Alshon Jeffrey ha voluto spiegare qual è il sentimento che pervade questa squadra:

Loro si mettono le protezioni tanto quanto noi prima di andare in campo. Non mi preoccupo mai di chi ho dall’altra parte, né se è Tom Brady, nè chiunque altro. Mi concentro sulla mia squadra e cerco di fare il massimo per vincere.

Il wide receiver ex Bears potrebbe essere il go to guy e considerando che uno dei difetti dei Patriots è proprio l'incapacità di arginare il gioco aereo (terzultima in stagione con 4030 yards concesse e soprattutto un 7.3 yds per play), il suo ruolo diventa quantomai fondamentale. Per Foles avere il tempo di andare nel profondo ed esplorare la secondaria avversaria potrebbe fare la differenza tra vittoria e sconfitta. Proprio per questo Jeffrey sarà una pedina importante assieme a Torrey Smith e Nelson Agholor.

Il leader emotivo e tecnico di questo gruppo è la safety Malcom Jenkins, diventato idolo dei tifosi per un'interessante somiglianza in atteggiamenti e gioco all’indimenticabile Brian Dawkins, prestatosi per il video motivazionale prima dei playoffs e vera e propria istituzione nella città dell’amore fraterno. La sua capacità di convincere tutti nell'essere una squadra da titolo li ha portati sino a questo punto e sebbene lui non si reputi al livello di Dawk, la sua presenza è semplicemente catalizzante per una delle più atletiche ed efficaci difese dell'intera NFL.

NFL Super Bowl, il percorso da squadra del destino

Dall’infortunio di Carson Wentz in poi il morale degli Eagles si sarebbe potuto spegnere sempre di più e invece nonostante un inizio difficile di Foles, tutto il fuoco interiore avuto fino all’11-2 con cui l’ex North Dakota ha condotto la squadra si è raddoppiato per le ultime partite di regular season vinte con gli attributi. Quelle di playoffs hanno vissuto l'onda lunga della voglia di dimostrare con cattiveria prima e con dominio poi, il vero valore di un gruppo unito verso un fine comune.
Tutte le wild card in gioco avrebbero voluto affrontare gli Eagles al turno successivo e i Falcons sono riusciti in questa dubbia impresa. Hanno giocato un divisional gagliardo, ma alla fine hanno dovuto abdicare, anche se giova dire che una ricezione alla portata di Julio Jones nel finale avrebbe cambiato completamente la storia di questa stagione.

Con il sudore e il sangue i beniamini del Lincoln Financial Field arrivano al championship e ancora nessuno crede in loro, nonostante la top seed e il fattore campo. L’NFL fa involontariamente uscire la locandina del Super Bowl con Keenum padrone di casa e Brady, ma tutto questo rimarrà solo un ricordo perché il 38-7 con cui la squadra di Pederson distrugge gli avversari è una testimonianza di forza, completezza e voglia di andare oltre le difficoltà. Questo deriva anche da una sagace tattica di front office che ha permesso alle sette acquisizioni in offseason di segnare tutti i punti del championship (3 TD di Foles, due di Jeffrey, uno di Smith, uno di Blount, il ritorno di Robinson e i calci di Elliott). 

Ora tutti vedono un'altra splendida storia di sport che la NFL ogni anno propone in forme e sfaccettature nuove, non potersi ragionevolmente chiudere con l’happy ending, perché c’è di fronte il cinque volte campione del mondo e miglior quarterback della storia. Lo stomaco dell'appassionato dice che i Patriots siano favoriti, ma nelle analisi statistiche la differenza non è così marcata come l'emotività faccia pensare e da inizio stagione Philly ha un solo sentimento in cuore: la lotta per l'anello.

Cox e Barnett, due chiavi nella pass rush

Le chiavi per vincere

ESPN ha stilato una graduatoria dei cento migliori giocatori che parteciperanno al Super Bowl e per vedere il primo componente offensivo degli Eagles bisogna arrivare al diciassettesimo posto con Jay Ajayi. Ce ne sono ben quattro in difesa nei primi dieci ed è inutile sottolineare quanto la pass-rush degli Eagles non solo sia quella che assieme a tutto il reparto ha subìto solo 18.6 punti a partita, ma anche quella che ha concesso 306 yards (quarta assoluta) e la miseria di un 45 d QBR medio.

La necessità per la linea difensiva di mettere pressione a Tom Brady sarà la chiave per permettere alla secondaria di contenere il talento offensivo avversario (Gronkowski, Cooks e Amendola sono clienti difficili), tenendo presente che nessuno è come il quarterback dei Patriots sotto pressione. Belichick ha detto che sarebbe contento se il front degli Eagles fosse solo di quattro effettivi, invece è perfettamente conscio di dover fare i conti con 8/9 elementi di alto livello che sarà difficile arginare.

Un’altra chiave sarà quella di tenere in campo il più possibile l’attacco. Pensare che Foles possa ripetere una prestazione come quella contro i Vikings è perlomeno difficile, ma sicuramente sarà preparato per allungare il più possibile il cronometro, cosa assolutamente non riuscita ai Jaguars nel secondo tempo del championship. 

Per farlo servirà la collaborazione del grande ex LaGarrette Blount e di Jay Ajayi che da quando è diventato un Eagle ha l’incredibile media di 5.8 yds per portata spartendosi il lavoro con il compagno. Si potrebbe ridurre tutto in modo altamente superficiale a una difesa degli Eagles contro l’attacco dei Patriots, ma in una partita come il Super Bowl c’è molto di più e chi sarà in grado di lottare per il famoso centimetro decantato da Al Pacino, potrà andare in paradiso. E su questo gli Eagles non faranno di certo un passo indietro.

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