Verso gli Europei di Calcio a 5: il bello e il brutto dell'Italia

Il punto di Roberto Marchesi sull'ultimo test della Nazionale italiana

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C'era l'aria giusta a Genzano. C'erano i sorrisi e calci giusti a Genzano. Ci sono stati i gol fatti e gli zero gol presi a Genzano. A Genzano l'Italia ha salutato il suo pubblico iniziando a togliere un po' di nebbia da quello che tutti noi aspettiamo per gli europei. Italia-Polonia 7-0. Detta così suona forte eh. Chissà che suoni forte quando lo vedranno, da internet o social network, anche i nostri avversari di Lubjana.

Era la prima amichevole del ritiro della nazionale di calcio a 5 prima di Euro 2018; di quelle da disputarsi in Italia era anche l'ultima, ma poco conta. Genzano, località a sud est di Roma, è sede del ritiro azzurro e piazza storicamente sensibile al tema. Il futsal da quelle parti è una dolce certezza nella realtà di tutti i giorni. Fare la cronaca dei 7 gol sarebbe banale e, forse, ridondante. Diciamo che ora proverò a raccontare quel che a me, spettatore interessato con la presunzione di poter dare un giudizio tecnico, è rimasto della bellissima serata del PalaCesaroni. Innanzitutto serve spiegare un po' il contesto in cui si collocava il match. Ok, era un'amichevole, ma il CT Menichelli deve (o forse ha già fatto, ma comunque deve comunicare le scelte e lo farà tra qualche giorno) fare 3/4 tagli alla rosa.

Sono in 18 gli azzurri adesso. Per l'Europeo ne serviranno 14+1 dove l'"1" è il terzo portiere. E allora ecco che un'amichevole contro una squadra, non certo la più forte, che sarà a Lubjana può essere esplicativa della condizione fisica (ma, come ripetuto più volte di Menichelli, aspettiamo a valutare la situazione gambe), ma soprattutto della tenuta mentale dei tanti giovani.

Marchesi parla con il CT Menichelli
Chi resterà fuori dalla lista del CT Menichelli?

I giovani, eh. I giovani di questa Nazionale sono tanti; alcuni fortissimi, ma pur sempre giovani e pronti (speriamo e crediamo) alla prima grande manifestazione internazionale. Adesso i più "esperti" vorrebbero la disamina sulle assenze di Patias e - soprattutto - Fortino. Ecco, no. Pur riconoscendone l'indiscutibile valore, loro (come altri) non sono a Genzano e non possono e non devono essere termine di discussione. Chiusa la parentesi sulle scelte, stavamo parlando di Genzano e della bella serata del nostro futsal.

Proviamo a fare il punto.

I "vecchi" Lima, Mammarella (e il backup Miarelli), Honorio, Murilo, Merlim, Ercolessi e De Luca guidano; Romano è fuori per un "pizzico" al ginocchio ma (speriamo) dovrebbe essere ok a breve; gli altri sono carichi. Tutti. C'è il blocco Acqua&Sapone completato da De Oliveira e Calderolli, Baron, il motorino Fusari e i pivot "in potenza" Castagna e Fortini. Si parte e Menichelli dà il primo messaggio criptato. Probabilmente, all'Europeo ci andremo con un pivot solo perché l'alternativa è il 4-0 con Honorio e di fatto senza boa. Forse, andremo all'Europeo con un pivot solo (che dovrebbe essere Julio De Oliveira) perché - parola del ct e dei libri di storia - quando abbiamo fatto bene, spesso, avevamo un pivot solo.

Impatto violento per Fusari. Cris, un trentino di ottimi piedi e infinita corsa, è alla prima volta, di quelle vere, con i grandi e i polacchi glielo spiegano chiaro: due sportellate e via. Lui regge il colpo e gioca una buona partita. Nota positiva, Fusa. Senza dubbio. Stesso benvenuto un po' per tutti e infatti all'inizio facciamo anche un po' fatica.

Il 4-0 con Honorio con cui partiamo va provato (ma ci può dare tanto, almeno questo è quel che pensa chi scrive). L'inno cantato dai 2000 di Genzano ha scaldato tutti. Lo scugnizzo De Luca - sebbene mezzo acciaccato - va davvero forte. La stagione da capitano della sua Napoli gli sta dando tanto e in campo si vede. Poi va beh. Lima, Honorio e Merlim mica dovremo raccontarveli noi; anzi. Noi racconteremo di averli visti giocare.

Lima da sinistra. Controllo. Testa alta. Palla sotto la suola. Scavetto verso Honorio dalla parte opposta. Stop delizioso. Temporeggia. Palla di ritorno e colpo di testa fuori proprio del Capitano che aveva iniziato l'azione. È il primo squillo. Bello. Si inizia a sorridere in campo. Il portiere dei polacchi poi, senza dubbio il singolo migliore degli avversari, blocca ancora prima De Luca poi Merlim. Non lo diciamo per fare la cronaca. Lo diciamo perché si vede che ci siamo.

E se ci siamo, è giusto arrivi il gol. E il gol lo segna uno che sarà alla prima grande recita. Segna Calderolli, che poi farà doppietta. Festa per tutti e anche Menichelli - per quanto il personaggio consenta - riesce a sorridere. La Polonia forse un po' rallenta, ma noi acceleriamo costantemente. I gol (2 a fine primo tempo) diventano rapidi 3, 4, 5 e poi via fino a 7, con un libero sbagliato e un po' di nervosismo in campo. Lima segna e corre dalla figlia piccola dietro la panchina. Immagine splendida. Fotografia di un personaggio guida dentro e fuori dal campo per tanti compagni.

Proprio Lima, nella conferenza post, forzerà su quello che può essere un importante valore aggiunto:

Noi eravamo in campo a piangere le ultime volte, i nostri giovani no. La loro voglia e la loro bella incoscienza ci serviranno

Ecco, detto tutto e addio polemiche sullo spettro della poca esperienza. Avete ragione, la partita. Che devi dire di una partita quando in campo c'è Merlim? Vederlo giocare dal vivo è una di quelle cose che in vita vanno fatte. Bello. Bellissimo da vedere. Efficace. Tremendamente efficace quando serve essere brutti. Gli altri fanno tutti la loro figura. La giusta figura. I portieri (Mammarella sarà il titolare, ma se dovesse servire Miarelli è ben più di una riserva standard) tengono a 0 gli altri e, allora, davvero trovare il lato negativo della serata diventa difficile.

Stefano Mammarella durante un'intervista
Mammarella, certezza tra i pali. Alle sue spalle fa buona guardia Miarelli

Cosa rimane, quindi?

Rimane un'Italia diversa. Forse meno forte delle ultime nel valore assoluto, ma più compatta. Consapevole dell'importanza del momento, in tempi di elezioni federali. Ah, tornando al discorso generale delle convocazioni e delle polemiche, per la prima volta da che la memoria mi assista ci saranno più "formati" che oriundi. Anche questo deve avere un peso. Che dire, buon lavoro ragazzi e forza azzurri. Ci vediamo a Lubjana.

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