Serie A, Juventus e la legge della difesa: da lì non si passa

Contro il Genoa ennesima eccellente prestazione della difesa bianconera. Szczesny e Benatia i protagonisti assoluti, ma gli attaccanti faticano a segnare.

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Un muro invalicabile. Potremmo definire così la difesa della Juventus vista nelle ultime undici giornate: tra campionato e coppe un solo gol subito. Solidità. Dopo aver iniziato la Serie A 2017/18 con qualche lacuna difensiva, nelle ultime partite Allegri sembra aver trovato la quadra del cerchio. Benatia e Szczesny su tutti hanno aiutato a suon di grandi prestazioni a cementare il muro di mattoni che ora difende la porta bianconera.

Un inizio di stagione difficile con 14 gol subiti nelle prime diciotto giornate tra campionato e Champions League. Numeri non da Juventus che hanno fatto storcere il naso non solo ad Allegri, ma agli stessi giocatori che si auto-criticavano per avere perso quella solidità difensiva che gli aveva fatto compiere grandi gesta negli anni passati. Un muro, a protezione della propria porta, che da cemento armato si era trasformato in uno specchio di acqua vulnerabilissimo. Poi la riscoperta di Benatia. Con lui in campo non si passa più.

Ora però, la difesa della Juventus è diventata il nuovo Fosso di Helm. Solo l'Hellas Verona è riuscita a perforarla. Una solidità spaventosa che nell'ultima giornata di campionato ha costretto il Genoa di Ballardini a giocare a 'muretto': per la seconda volta in campionato, l'ultima contro la Fiorentina, Chiellini e compagni non hanno concesso nessun tiro in porta agli avversari. Insuperabili.

Serie A, Juventus: Szczesny e Benatia i protagonisti della rinascita

Senza nulla togliere a Buffon, il futuro numero uno della Juventus, seppur con una partita in più all'attivo ha subito meno gol del portiere Campione del Mondo nel 2006. In undici presenze da titolare, in Serie A, l'ex Roma ha raccolto il pallone in fondo alla rete solamente sei volte. Buffon nove in dieci presenze. Altri tempi, altra Juventus, d'accordo, ma se estendessimo la nostra valutazione alle coppe è evidente come con il portiere polacco i gol subiti siano meno: solamente sei in quattordici presenze a fronte di dieci clean sheet. Il tempo tiranno porterà via alla Juventus il portiere più forte della storia del calcio mondiale, ma forse non sarà una tragedia insopportabile, con uno Szczesny così in forma.

Szczesny e Benatia gli ex Roma protagonisti della rinascita difensiva della Juventus

Chi forse ha contribuito ancora di più all'escalation di ottimi risultati difensivi è Medhi Benatia. L'ex Bayern Monaco da quando è tornato in Italia la scorsa stagione è sempre stato un po' altalenante. Vero è che trovare spazio nella difesa bianconera lo scorso anno era pressoché impossibile, ma qualche occasione sciupata di troppo lo aveva fatto regredire nelle gerarchie finendo dietro all'eterna promessa Daniele Rugani. Quest'anno il marocchino ha cambiato musica. Nelle ultime undici partite, dove la difesa bianconera ha giganteggiato, lui c'era sempre. Titolare inamovibile e una sicurezza riacquistata che non gli apparteneva dai tempi della Roma. In Serie A, nelle ultime otto partite in cui è sempre stato titolare, si è tolto anche la soddisfazione di segnare due gol, uno decisivo contro la Roma. Il mitra di Courcouronnes è tornato.

Migliora la difesa, peggiora l'attacco

Nonostante il dato rassicurante sulle partenze sprint dei bianconeri, che praticamente chiudono le partite già a metà primo tempo, preoccupa la carestia di gol degli attaccanti, soprattutto quella di Gonzalo Higuain. Attenzione: non si parla di piaga stile Egitto, ma di una flessione evidente. Il gioco propositivo resta, il numero più alto di conclusioni verso lo specchio della porta e percentuale di realizzazione pure, ma è un calo che, come contro il Genoa, non permette di vivere serenamente i minuti finali. Un gol di vantaggio dopo tutto non è un tesoretto rassicurante.

Nelle ultime otto partite di Serie A, la Juventus ha terminato quattro sfide con una vittoria di misura, pareggiato per 0-0 contro l'Inter e ha vinto le restanti tre con due 3-0 e un 3-1. Un dato che dimostra la capacità della squadra di Allegri di saper vincere soffrendo, ma che evidenzia i limiti dell'attacco. Higuain nelle ultime otto ha segnato solo un gol, Dybala due (tutti contro il Verona) e Mandzukic due, su tredici reti solo cinque sono arrivate dagli attaccanti. Un dato da migliorare non solo per poter puntare al settimo Scudetto, ma anche in vista degli ottavi di Champions League: Il Tottenham è vicino e in Europa una buona difesa è si fondamentale, ma per passare il turno bisogna segnare e per questo in assenza del capocannoniere stagionale, Dybala, sarà fondamentale ritrovare il miglior Higuain.

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