NBA, tempo di trade: ecco cosa c'è in ballo

L'8 febbraio scadono i termini per i movimenti. Da Deandre Jordan a Kemba Walker, dai Los Angeles Lakers ai Cleveland Cavaliers: ecco cosa potrebbe succedere.

Deandre Jordan

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[di Sergio Vivaldi, basketballNba.com]

Il giorno 8 febbraio alle ore 15 americane, le 21 in Italia, si chiuderà il mercato NBA. A meno di 20 giorni dall'ora X si rincorrono voci più o meno credibili, mentre altre (già ampiamente note) attendono solo di trovare il momento giusto per concretizzarsi. Alla fine di solito vanno in porto anche scambi che nessuno aveva previsto, ma vale la pena arrivare all'8 febbraio educati sulle probabilità in gioco. Se non altro, l'imprevisto sarà ancora più sorprendente.

NBA, tempo di trade: cosa accadrà?

Chicago Bulls

Partiamo dalle situazioni che attendono solo di essere definite, come quella di Nikola Mirotic. Il suo destino è segnato sin dalla lite con Bobby Portis di inizio stagione. Da quando è tornato in campo ha fatto benissimo e si è creata una piccola lista di pretendenti che sarebbero disposti ad accoglierlo, anche perché il secondo anno del suo contratto è una Team Option, che lo rende potenzialmente un acquisto indolore, cioè può essere tagliato senza conseguenze in estate. Girava voce di uno scambio praticamente già fatto con gli Utah Jazz, alla disperata ricerca di qualcuno in salute e con punti nelle mani, ma il prezzo fissato dai Bulls è una scelta al primo giro, prezzo che i Jazz non intendono pagare. Gli altri pretendenti sono Detroit Pistons e Washington Wizards, ma al momento si attende che i Bulls calino le pretese.

Nikola Mirotic
Nikola Mirotic

Los Angeles Clippers

I Los Angeles Clippers sono stati chiacchierati a lungo, e l'interesse per Deandre Jordan non manca di certo, ma il recente successo della squadra porta la dirigenza a una difficile decisione: smontare tutto quest'anno, cercare una scelta alta al draft e ripartire l'anno dopo con Blake Griffin più il nuovo rookie o puntare ai playoff e correre il rischio di un rapido 4 a 0 contro gli Warriors? La corsa agli ultimi 4 posti per i playoff è aperta, una squadra tra Denver Nuggets, Portland Trail Blazers, Los Angeles Clippers, New Orleans Pelicans e Oklahoma City Thunder resterà tagliata fuori e almeno un'altra perderà malamente al primo round contro i campioni in carica. Cercare i playoff a tutti i costi significa tenere Deandre Jordan e Lou Williams, e se possibile aggiungere talento (ne parliamo fra poco).

Deandre Jordan

New Orleans Pelicans

La presenza dei Pelicans tra quelle cinque squadre esclude la possibilità che DeMarcus Cousins o Anthony Davis siano disponibili, come tanti sostenevano a inizio stagione sottovalutando la capacità di adattamento e il potenziale della coppia dei lunghi dei Pelicans.

DeMarcus Cousins
DeMarcus Cousins

Oklahoma City Thunder

Stesso discorso vale per Paul George: l'esperimento dei Thunder sta funzionando, magari non esprimendosi in modo dominante come tanti vorrebbero ma abbastanza da convincere Sam Presti a tenere George e giocarsi le sue carte in estate. A margine: ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che coach Billy Donovan usa i primi quattro mesi per fare esperimenti e che i Thunder inizieranno a mostrare il loro vero volto a marzo inoltrato.

Paul George
Paul George

Memphis Grizzlies

Tutto tace da Memphis sul fronte Marc Gasol e la squadra pare decisa a passare un anno di purgatorio per ritornare competitiva con un nucleo formato dalla vecchia guardia (Gasol- Conley Jr.) e chiunque arrivi dal draft, ma ci crederemo solo dal 9 febbraio. Sono invece molto disponibili i comprimari: difficile ottenere una prima scelta per Tyreke Evans o per Jarrell Martin, più facile che ne arrivi una per JaMychal Green, giocatore che sarebbe tanto utile a una pretendente al titolo in cerca di un lungo in grado di cambiare sui pick&roll e tirare da tre punti e per il quale non serve chiamare schemi.

Marc Gasol

Orlando Magic

L'intero roster degli Orlando Magic, con l'eccezione di Aaron Gordon e Jonathan Isaac, è sul mercato, ma la nuova dirigenza non accetterà di fare uno scambio senza scopo o di accollarsi brutti contratti. Se arriverà una trade, sarà per migliorare la squadra.

Los Angeles Lakers

Si potrebbe dire la stessa cosa dei Los Angeles Lakers, ma non nel tentativo di migliorare la squadra, tema che abbiamo già affrontato. Gli intoccabili in questo caso sono Lonzo Ball, Kyle Kuzma e Brandon Ingram. Tutti gli altri, Julius Randle e Jordan Clarkson in particolare, sono un peso eccessivo sul monte salari per questa estate, quando ai Lakers serviranno almeno 65 milioni per firmare i due free agent a cui fanno la corte da oltre un anno. Il ritorno per questi giocatori può essere solo in forma di contratti in scadenza, e questo rende l'operazione parecchio difficile.

Charlotte Hornets

Uno dei nomi più discussi degli ultimi giorni era Kemba Walker. Era evidente a tutti che la squadra non poteva funzionare, recidiva per prestazioni stagionali sotto le aspettative (al momento undicesimi con un record di 18-25). Il monte salari è intasato dai contratti di Marvin Williams, Michael Kidd-Gilchrist e Cody Zeller (40 milioni di dollari in tre fino al 2020) ai quali si aggiungono i 25 milioni di media dovuti a Nicolas Batum per le prossime tre stagioni. Tutti nomi già sul mercato da tempo che hanno suscitato zero interesse nelle conversazioni. Gli Hornets hanno quindi fatto sapere di aver messo sul piatto delle offerte anche Kemba, al momento il miglior contratto di tutta la NBA a soli 12 milioni annui garantiti, senza opzioni di alcun tipo, e in scadenza nel 2019. L'ipotesi più affascinante per la guardia ex UConn è quella dei New York Knicks, che lo accoglierebbero a bracica aperte. Ma i Knicks non sono l'unica squadra ad aver bisogno di Kemba (che comunque ha già fatto sapere di non voler andare via). Se veramente i Clippers puntano ai playoff e riuscissero a trasformare parte del pacchetto ricevuto per Chris Paul in Kemba Walker sarebbe un chiaro passo in avanti. Non è neanche da escludere un interesse dei Magic: Walker è esattamente il tipo di miglioramento che la nuova amministrazione sta cercando. L'unico asterisco a qualsiasi scambio con gli Hornets è che Kemba raggiungerà la sua nuova squadra insieme a uno dei nomi sopracitati.

Kemba Walker
Kemba Walker

Cleveland Cavaliers

Il grande interrogativo sono i Cleveland Cavaliers, squadra che ha lasciato tanti dubbi e un'unica certezza: i Cavs non sono una vera minaccia per i Golden State Warriors. Mantenere lo status quo significherebbe perdere LeBron James in estate e infatti, dopo tante speculazioni, fonti interne alla Lega inziano a fare qualche nome, nello specifico Deandre Jordan e George Hill. Jordan, si diceva, potrebbe non essere sul mercato. Ma se arrivasse Tristan Thompson come contropartita (più altro) i Clippers potrebbero pensarci seriamente. Per quanto riguarda George Hill, i Kings hanno deciso di togliere spazio ai veterani in favore dei giovani, e l'ex Spurs è forse il prototipo di guardia migliore da affiancare a James. Non mancano i contratti da inserire come riempitivo in uno scambio, Iman Shumpert e JR Smith oltre a Thompson, ma il premio più ambito è la scelta dei Brooklyn Nets ottenuta in estate nello scambio per Kyrie Irving. Difficile che i Cavs accettino di cederla, ma senza miglioramenti questo roster non ha speranze di impensierire gli Warriors.

George Hill
George Hill

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