Milinkovic&co.: chi diventerà il centrocampista più forte del mondo?

Loro sono la nuova generazione del centrocampo, talenti già maturi e pronti per conquistare i campi di tutto il mondo: da Milinkovic-Savic a Pogba, passando per Kessie, Barkley ed Eriksen.

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Loro sono già degli uomini d'onore. Hanno conquistato il rispetto di tutti. Comandano. Loro sono i nuovi 'centrocampisti di oggi', ma soprattutto quelli di domani. Gente con i tempi d'inserimento giusti, col DNA da mezzali e l'indole a creare magie. Per poi gonfiare i muscoli e interdire: sì, ragazzi spaziali dotati di un'energia infinita. Supereroi. E in Serie A, senza dubbio, uno su tutti ha lasciato l'Italia (e non solo) senza parole: Sergej Milinkovic-Savic. Un animale.

Dannatamente forte. Potente, fisicamente devastante e con una capacità di sfruttare il suo fisico al 100%. Non velocissimo, certo, ma quando parte con la falcata conviene salutarlo. Milinkovic-Savic però non è affatto solo: in giro per l'Europa infatti c'è una nuova generazione pronta a conquistare i centrocampi da qui fino ai prossimi quindici anni.

Non si tratta di gente da scovare o da scoprire per caso in giro per i settori giovanili di tutto il mondo. No. Loro sono calciatori già maturi, quasi consacrati, ma che vantano ancora margini di miglioramento strepitosi. E certamente saranno i protagonisti delle prossime sessioni di mercato. E allora, partendo dal potente animale della Lazio, scopriamo assieme gli altri centrocampisti pronti a conquistare il pianeta.

Milinkovic-Savic
Una vita alla Sergey

Sua maestà Milinkovic-Savic

Il mondo ai suoi piedi. Gigantesco, questo Sergej. E il bello che ogni weekend stupisce sempre di più. Ah, non smette mai di migliorare. Probabilmente crescerà per sempre e diventerà di volta in volta più forte. Che mostro, Savic. Fenomenale nel toccare nell'ultima partita contro il Chievo le 100 presenze con la Lazio, colorando la prestazione con una doppietta. Un vero e proprio boss del centrocampo, un po' bullo di quartiere, un po' principe azzurro, tanto efficace. Concreto. Fatto e finito. Come la mezza rovesciata all'Olimpico: sbam, 'che giocatore. Settimo gol in Serie A. Via di record, via di numeri: quanto può valere? Difficile dirlo, meglio un assegno in bianco. Nessun prezzo per Sergej. Questione di valore. Di reti, falcate, ripartenze, urla, botte, tiri e sogni. Tuttocampista perfetto. Domanda: può diventare il centrocampista più forte del mondo?

Shine bright like a Barkley

Barkley
Un diamante per Conte

Benedetto dalla mamma, poi da Gerrard. Storia di un predestinato, quella di Barkley. Dal Royal al Blues del Chelsea. Salto di qualità. Un rapporto di amore destinato ad esaurisi con l'Everton, inevitabile vederlo altrove. Dritto da Conte, perfetto per il suo sistema, unico per tutti. Giocatore infinito, Ross. Dalle partite con gli amici a 'tedesca' alle galoppate sui campi bagnati della Premier League. Sogni di una crescita verticale, interrotta di recente dall'infortunio ma pronta a riprendere a Stamford Bridge. Corsa e creatività, dinamismo, spavalderia e sfacciataggine. That's Barkley, sì. Dotato di una genetica incredibile, e parliamoci chiaro, Ross potrebbe fare qualsiasi sport, ma il calcio da sempre ha deciso di fare brillare gli spigoli del suo diamante. Una gemma con un bel caratterino: dalle risse nei locali alle controversie con Koeman, fino al nuovo inizio al Chelsea: buona fortuna, Ross.

Essere Saúl Ñíguez 

Saúl Ñíguez
Una storia a due colori

Un vero e proprio romanzo. C'è tanto in Saúl Ñíguez. C'è il talento. La redenzione. Il bullismo. Ci sono le scarpette rubate ai tempi del Real Madrid. C'è la paura. Il coraggio. C'è il sinistro micidiale contro l'Italia dalla distanza e un’incursione chirurgica in area di rigore contro l'Italia. C'è il Rojo della Spagna e c'è il colchoneros del suo Atletico Madrid. C'è la passione. Insomma, "es un cholista puro", ed è pronto a lottare per diventare il centrocampista più forte del mondo. Con l'umiltà che lo rende speciale e il senso calcistico che lo ha già incoronato tra le superstar della Liga. Onore a te, Saùl.

Il colonnello Kessie

Kessie
Sull'attenti con Franck

Ora la Costa d'Avorio ha il suo erede al trono. Da Yaya Touré a Franck Kessie. Generazioni a confronto, storie dal destino simile. Forza, muscoli e passione. Cesena, Bergamo e Milano. Dal nerazzurro al rossonero, sempre sull'attenti, proprio come suo padre che di mestiere faceva il militare. Fast and Furious Franck, partito compassato ma comunque sempre in vetrina. E adesso la doppietta che fa morale, protagonista dell'ultima vittoria dei rossoneri contro il Cagliari e volenteroso a sgrezzarsi definitivamente. Avanti così Franck, adesso conquista il mondo.

Le virtù di Naby Keita

Naby Keita
Sulla sinistra, Keita

Uno che ha la Red Bull dentro. E guarda caso gioca nel Lipsia. Rapidissimo nel combinare soluzioni nella trequarti avversaria e pronto per palcoscenici giganteschi, pronto a sbarcare ad Anfield il prossimo giugno. E chissà come sarà coi Reds. Nato povero, divenuto ricco, dalle richieste di cibo dopo gli allenamenti da ragazzino fino al sogno inglese. Il tutto permesso dalla sua duttilità, dal suo dinamismo: capace di emozionare sia da vertice basso che da mezzala. Due tocchi e via, giocata sul corto e inserimento preciso. Benvenuto fra i grandi, Naby.

Nascere come Eriksen

Eriksen
Intelligenza

Anche nel calcio serve il cervello. Questione di QI. Un'intelligenza infinita quella di Eriksen: nato e cresciuto per mandare in porta le persone. Il danese si è consacrato già l'anno scorso con i due assist per la doppietta di Dele Alli nella vittoria contro il Chelsea. A 21 anni consegnava il titolo all’Ajax realizzando un gol da predestinato. E adesso il Tottenham se lo gode, mentre la Juve sta già pensando come inibirlo per la doppia sfida in Champions League. Lui intanto gioca sempre e prova a dare un senso definitivo alla creatura di Pochettino.

Mr. Pogba

Paul Pogba
La grandezza di Pogba

Adesso si è preso il Manchester United. E addirittura chiede un aumento dell'ingaggio. Sarà l'arrivo di Sanchez, sarà la crescita degli ultimi mesi, ma questo Pogba adesso sa davvero dove può arrivare. Ovunque. Giocatore Hip-Hop, centrocampista minimalista, quasi robotico. Unico. Pogba ha inventato un ruolo, ha creato un brand su sé stesso e col tempo sta definitivamente convincendo tutti. Ne sono la prova la personalità di indossare all'occorrenza nell'indossare la fascia da capitano Red Devils e la costanza delle ultime partite. Praticamente sempre presente in tutti i gol dei suoi compagni: sì, this is Pogba.

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