Fair Play Finanziario, la UEFA studia come cambiarlo

Il Fair Play Finanziario voluto dalla UEFA non ha impedito alcuni clamorosi trasferimenti che hanno stravolto il calcio mondiale. Allo studio importanti cambiamenti

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Il Fair Play Finanziario sarà rivoluzionato. Questo è quanto, secondo il quotidiano francese "Le Parisien", sarebbe stato stabilito dalla UEFA per limitare le cifre di un calciomercato che, negli ultimi anni, ha visto un aumento esponenziale degli esborsi riguardanti l'acquisto di calciatori e nel pagamento degli stipendi. Una folle corsa al rialzo che rischia di ampliare la già notevole forbice tra i più ricchi club al mondo e la concorrenza.

Il clamoroso trasferimento di Philippe Coutinho è solo il caso più recente: non più tardi di due settimane fa il centrocampista brasiliano ha sancito il suo trasferimento dal Liverpool al Barcellona, che per averlo ha sborsato la cifra monstre di 120 milioni più 40 che arriveranno ai "Reds" sotto vari bonus: un totale di 160 milioni che da molti è stato considerato una vera e propria follia.

L'affare-Coutinho arriva sei mesi dopo quello che è, a oggi, il più costoso trasferimento mai registrato nella storia del calcio: il 3 agosto dello scorso anno, infatti, il Paris Saint-Germain aveva stupito il mondo acquistando, proprio dal Barcellona, il brasiliano Neymar. Il costo? 222 milioni di euro, l'equivalente cioè della clausola rescissoria stabilita a suo tempo dai Blaugrana. Una cifra enorme con cui i catalani ritenevano di essere al sicuro da eventuali acquirenti che invece è stata versata dal munifico presidente dei parigini Nasser Al-Khelaifi.

Logo della UEFA

Fair Play Finanziario, cosa cambia?

Nel 2009 la UEFA, preoccupata dai costi del sistema-calcio, sempre più vertiginosi, aveva creato il Fair Play Finanziario, regola che nelle intenzioni dei suoi ideatori non avrebbe permesso esborsi fuori dalla portata della maggior parte dei club mondiali. Un'idea tesa a migliorare la competitività tra le varie squadre protagoniste del calcio europeo e che invece, la storia recente lo insegna, è stata ben presto aggirata dalle società più ricche del pianeta.

Il trasferimento di Neymar, del resto, non è l'unico acquisto roboante da parte di un club, il Paris Saint-Germain, che punta a raggiungere i vertici del calcio continentale e che per questo non bada a spese: nella prossima estate sarà ufficiale il trasferimento di Kylian Mbappé, talento francese che i parigini hanno preso in prestito dal Monaco ma con un riscatto obbligato, che sarà ufficiale appunto tra pochi mesi, fissato su una cifra che bonus compresi raggiungerà i 180 milioni di euro.

Una situazione insostenibile per quasi qualunque club. Per questo l'UEFA, su pressione di alcune big storiche tra cui Juventus, Bayern Monaco, Real Madrid e Barcellona, starebbe studiando un correttivo alla norma vigente, un dossier di oltre 100 pagine che dovrebbe regolamentare il Fair Play Finanziario in modo ancor più stringente.

Il presidente del PSG Nasser Al-Khelaifi con Neymar

Tasse di lusso e tetti sull'ingaggio

Ecco così che potrebbero presto arrivare nuove regolamentazioni, volte a migliorare la competizione tra i vari club e impedire che la già ampia differenza tra ricchi e ricchissimi si ingigantisca ancora. Una soluzione possibile sarebbe l'introduzione di una "Luxury Tax", una tassa di lusso che andrebbe a colpire chi spende più di 100 milioni e che verrebbe versata alla UEFA: l'obbiettivo sarebbe duplice, scoraggiare le spese folli o, nel caso queste si verifichino comunque, avere denaro da reinvestire nel sistema.

Un'altra soluzione sarebbe quella di limitare il potere di acquisto di un singolo club sotto varie forme: sancire una cifra massima tra quanto speso e quanto incassato, un numero massimo di trasferimenti possibili in una singola sessione di calciomercato o un tetto ai giocatori tesserabili da un singolo club. Non è escluso che queste soluzioni possano essere prese tutte in considerazione, diventando norme contemporaneamente.

Anche la folle corsa al rialzo sugli ingaggi dei singoli calciatori, che hanno raggiunto cifre iperboliche (basti pensare che si parla di 100 milioni lordi l'anno per il rinnovo di Leo Messi) saranno colpite dalla riforma in studio a Nyon. Potrebbe essere fissato un tetto massimo agli stipendi per ogni singolo club, limitazione che in realtà esisterebbe anche oggi (ogni squadra può spendere per gli ingaggi fino a un massimo del 70% del proprio fatturato) ma che, i casi recenti lo dimostrano, viene facilmente aggirata. La UEFA studierà bene la situazione per poi presentare il "nuovo" Fair Play Finanziario, che nelle intenzioni del massimo organismo del calcio in Europa dovrebbe restituire un po' di equilibrio nel calcio continentale.

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