Cristiano Ronaldo si confessa: "Ho ancora tanto da dare al calcio"

Il portoghese del Real Madrid si confessa ad Alex Del Piero: i segreti del suo successo, il passato, i piani per il futuro.

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Cristiano Ronaldo che risponde alle domande di Alex Del Piero. Questo è quanto si è visto su Sky Sport nella trasmissione "I Signori del Calcio" che ha visto l'atteso incontro tra quello che oggi viene considerato da molti il più forte calciatore al mondo e un'icona del calcio italiano e mondiale.

I due si sono incontrati lo scorso dicembre in occasione dei "Globe Soccer Award", un momento in cui Del Piero si è trovato a consegnare il premio di miglior giocatore assoluto dell'anno 2017 proprio al campione portoghese del Real Madrid.

Da lì si arriva all'intervista che si svolge a casa del procuratore di Cristiano Ronaldo, Jorge Mendes, e che vede le due leggende del pallone protagonisti di una chiacchierata tutt'altro che banale.

Cristiano Ronaldo con la maglia del Real Madrid

Cristiano Ronaldo: "Ho ancora tanta passione per il calcio"

Sarà il fatto che entrambi hanno vissuto il calcio ad altissimo livello, ma tra i due sembra esserci subito intesa. Lo si intuisce quando, alla domanda su come si possano trovare motivazioni sempre nuove per restare ad alto livello, Ronaldo risponde confermando che essere motivati è fondamentale, tutto diventa più facile, e Del Piero può capirlo essendo stato a sua volta un calciatore. 

Per il campione portoghese il segreto del successo è un insieme di molti fattori: ambizione, passione, completa dedizione al gioco. Questa è la ricetta che porta alla conquista di premi individuali come quello ricevuto proprio dalle mani dell'ex-capitano della Juventus, trofei che fanno piacere perché sono diretta conseguenza di quelli conquistati con i compagni di squadra.

Ho ancora tanta passione per il calcio. Lo amo e mi sento in grado di ottenere sempre di più ogni anno

L'età? Non è un problema.

Nonostante sia prossimo ai 33 anni (il compleanno è il prossimo 5 febbraio) Ronaldo ribadisce di avere quindi ancora tanta passione, di sentirsi bene, molto motivato. Ed ecco un altro cenno d'intesa tra i due campioni: Del Piero racconta di aver seguito la routine quotidiana del portoghese, e di aver visto la stessa cura nella preparazione che lui stesso ha seguito per giocare fino alla soglia dei quarant'anni. Cristiano Ronaldo conferma, affermando che per mantenersi ad alto livello sono necessari molti sacrifici.

So che non posso più fare le cose che facevo a vent'anni, bisogna cercare il giusto equilibrio in ogni aspetto della vita. Dormire bene, allenarsi duramente, mangiare sano.

Ogni piccolo particolare può fare una grande differenza per il campione del Real Madrid, che sottolinea la sua grande motivazione nell'andare sempre avanti. L'età non è un problema, ripete, se concentrazione, impegno e motivazione non vengono a mancare. E a lui non mancano.

Cristiano Ronaldo festeggia la vittoria agli Europei del 2016

Il meglio dopo i trent'anni

L'età porta con se anche l'esperienza, quella necessaria per evitare inutili sprechi di energie, risparmiando le forze per quando è davvero necessario. Ronaldo non crede nelle coincidenze, e conferma così quanto detto da Del Piero: dopo aver compiuto trent'anni il portoghese ha conquistato l'Europeo con la propria Nazionale, quindi l'anno successivo ha alzato ben cinque trofei con il Real Madrid. E se il 2017 è stato il suo anno migliore in carriera, questo significa che davvero l'età non conta.

Perché l'importante è esserci nei momenti importanti, nelle vittorie, e questo succede soltanto se c'è grande dedizione. Poi non sempre va tutto bene, ma questo, dice Ronaldo, è il calcio. Un gioco dove il portoghese vuole sempre essere il migliore, e in cui mette quotidianamente il massimo della dedizione. Godendosi il momento, in attesa di vedere come sarà il futuro.

Il bambino di un tempo, quello che sognava di sfondare nel mondo del calcio, in Ronaldo c'è ancora. Però confessa che si manifesta raramente, lasciando spesso spazio al professionista, quello che vive il gioco come un lavoro a cui dedicarsi completamente. Per essere decisivo, per aiutare la squadra a vincere. Più che un divertimento, dunque, per Ronaldo il calcio è ormai una missione.

La Juventus? Un onore, ma il destino era a Manchester

Inevitabile una domanda sul calcio italiano, sulla Juventus e su quanto Ronaldo possa essere stato vicino a trasferirsi in bianconero. Anche in questo caso l'asso portoghese è estremamente onesto, ricordando come ogni passaggio della sua carriera, sin dagli esordi nello Sporting Lisbona, sia stato deciso dal suo procuratore, Jorge Mendes. 

Mi ricordo che si parlava anche della Juventus, ed ero felice perché era un club straordinario. Però si parlava anche del Real Madrid, del Manchester United e di molti altri club. Ma quello che mi offriva le migliori condizioni era il Manchester, ed era il mio sogno. Perché da quando ero bambino volevo giocare in Premier League.

L'Italia dunque non è mai stata nel suo destino, a livello di club, ma lo sono stati invece due personaggi a essa legati: Carlo Ancelotti, con cui Ronaldo ha vinto la decima Champions nella storia del Real Madrid, e Zinedine Zidane, suo attuale tecnico. Del primo il portoghese ha un ricordo fantastico, riconoscendogli valori umani non comuni e gran parte del merito per i trofei vinti insieme nei Blancos. Nel secondo, pur riconoscendo che si tratta di persone diverse, Ronaldo riscontra diversi punti in comune con Ancelotti: onesto, leale, appassionato del proprio lavoro. Da entrambi ha imparato, con entrambi ha vinto: una vera fortuna, dice, averli incontrati.

Un futuro a Hollywood?

Quando Del Piero sfiora l'argomento dei figli ecco che Ronaldo si appassiona, raccontando di quanto siano importanti e di quanto sia fondamentale, per concentrarsi al meglio nel calcio, che fuori dal campo tutto vada bene: l'amore, i figli, gli amici, tutte queste cose lo fanno sentire completo, lo rendono felice, e questo aiuta moltissimo la sua carriera.

Che però un giorno, fosse anche tra dieci anni, dovrà concludersi. Del Piero dunque chiede al campione, quando arriverà il giorno, cosa accadrà.

In questo momento sono molto concentrato, ma so che un giorno dovrò ritirarmi. Però per ora mi godo il momento, per ora va tutto molto bene. Mi diverto, però so che quando mi ritirerò avrò una bella vita, e non per i soldi. Voglio provare cose nuove, per esempio voglio provare a fare dei film!

Cristiano Ronaldo ha investito parte dei suoi ingenti guadagni in società, programmando il suo futuro con grande anticipo e spirito imprenditoriale. Appesi gli scarpini al chiodo, dunque, si dedicherà alle sue imprese, dove ritiene di essersi circondato di persone fidate e competenti. Quei giorni, però, sono lontani: prossimo ai 33 anni il campione ha ancora fame, sente di avere ancora molto da dare al calcio e molto da conquistare. Perché questo è il suo lavoro, la sua passione, la cosa a cui oggi si dedica completamente. 

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